Vuelle, lo start della campagna abbonamenti coincide con quello della squadra: il punto

di 

23 agosto 2017

Campagna abbonamenti VuellePESARO – E’ un giorno di debutti, questo mercoledì di fine estate in casa Vuelle. Oggi infatti, si apre ufficialmente la campagna abbonamenti per la stagione 2017-18, con i vecchi abbonati che avranno tempo fino a sabato 9 settembre, per confermare il loro posto all’interno dell’Adriatic Arena, recandosi nei soliti tre posti designati – sede di via Bertozzini, tabaccheria Tomassoli di viale Cialdini e il negozio Prodi Sport in largo Ascoli Piceno – mentre da martedì 13 i nuovi abbonati potranno sottoscrivere la tessera nei posti rimasti liberi. E di posti liberi ce ne potrebbe essere qualcuno in più, stando almeno ai rumors della piazza, che non ha ancora digerito il piccolo aumento di prezzo e l’introduzione della giornata biancorossa, novità necessaria per rimpinguare le esauste casse della Vuelle ma che rischia di essere una sorta di boomerang, con la seria possibilità che i conti alla fine non tornino.

In questi primi giorni lo zoccolo duro farà il suo dovere, magari senza raggiungere i risultati della Virtus Bologna, che nel primo giorno si è trovata già con più di 1.800 abbonati, ma rinnovare il proprio posto è una sorta di rito antico che si consuma ogni autunno, memori dei bei tempi che furono, con la speranza che non si debba più soffrire e che arrivi il salvatore della patria, con il portafoglio gonfio, desideroso solo di mettere i propri soldi nella pallacanestro italiana, senza una reale possibilità di guadagno.

Ma esistono ancora questi personaggi? Sempre meno, anche se a Reggio Emilia patron Stefano Landi ha coperto personalmente i sette milioni di disavanzo, accumulati dalla Grissin Bon negli ultimi tre anni, periodo che ha visto la città emiliana portarsi ad un solo tiro dallo scudetto, quello fallito da Cinciarini in gara sette contro Sassari nel 2015, ma che di fatto non ha iscritto Reggio Emilia nell’albo d’oro del nostro basket… e il passo indietro compiuto quest’estate ne è la logica conseguenza. Dati che devono fare riflettere tutto il movimento, incapace di generare veri profitti, anche se quest’anno dai diritti televisivi si dovrebbe ricavare qualcosina in più rispetto ai 76.000 euro per squadra della scorsa stagione e lo sponsor del campionato – Postemobile – depositerà qualche euro in più rispetto al precedente. Briciole, se confrontate a sua maestà il calcio, ma quando hai la pancia vuota non puoi fare lo schizzinoso.

D’altra parte il basket italiano sta faticando a tutti i livelli: dalle coppe europee, dove l’ultimo vero trofeo alzato risale ai tempi della lira, alla nazionale, dove neanche Ettore Messina riuscirà a compiere un miracolo. I vertici della Vuelle continuano a fare come le formichine, accumulando risorse per i tempi di magra, anche se le casse biancorosse assomigliano all’alveo del fiume Foglia, dove scorre giusto quel rigagnolo d’acqua necessario per andare aventi, ma che avrebbe bisogno urgentemente di un autunno carico di pioggia per ritornare a definirsi fiume, così come la Victoria Libertas avrebbe bisogno che a settembre Marco Aloi, la persona incaricata di trovare le risorse in giro per l’Italia, si trasformi in un rabdomante, individuando quelle aziende disposte ad investire nel prodotto Pesaro, perché i tempi saranno anche difficili, ma, se la Vuelle è l’unica squadra della massima serie a non avere un main sponsor, qualche responsabilità se la dovrà pur prendere.

Ma questo mercoledì è anche il primo vero giorno d’allenamento per i giocatori biancorossi, che dopo aver superato le visite mediche, prenderanno confidenza con la città, spostandosi dallo Smash City di via Toscana, dove effettueranno le sedute di pesi, al vecchio hangar di viale dei Partigiani, dove in questi primissimi giorni i tifosi pesaresi avranno la possibilità di vedere da vicino i nuovi arrivati, prima della partenza di domenica prossima per Borgo Pace, per la consueta settimana di ritiro tutto basket e niente distrazioni.

Le prime impressioni sono positive, almeno dal punto di vista caratteriale, anche se i difetti tendono a venire fuori col tempo e non sempre i bravi ragazzi la spuntano su quelli “cattivi”, perché in campo un po’ di sana carica agonistica fa spesso la differenza. Di positivo c’è che si può cominciare subito a spingere sull’acceleratore, con un gruppo giovane, dove nessuno dovrebbe rimanere indietro dal punto di vista fisico e dove tutti sembrano avere l’entusiasmo dei primi giorni di scuola, quelli dove vuoi farti apprezzare dai professori e dai compagni, Professori che saranno una delle chiavi stagionali, con il duo Spiro Leka e Cedro Galli atteso da un compito difficile ma intrigante, con la possibilità di instillare buona pallacanestro, in un gruppo giovane e desideroso di apprendere, senza dimenticare l’apporto di Paolo Calbini, terzo nell’organigramma, ma che specialmente in questi primi giorni sarà fondamentale per il rapporto coi giocatori che tendono a confidare i loro problemi, non al boss ma a chi gli sta più vicino.

Si parte dunque e ognuno ha il suo compito da svolgere, iniziando dai tifosi, che hanno la possibilità di dire la loro, rinnovando o rinunciando all’abbonamento, passando per i giocatori, consci che da Pesaro può decollare la loro carriera professionistica, finendo con la società, che ha il dovere di trovare le risorse economiche per elevare un budget che non può dare tranquillità per il futuro.,

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>