Europei di basket al via. Italia con più ombre che luci. L’analisi di Pu24 aspettando la Vuelle

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30 agosto 2017

Datome-ItaliaDomani iniziano gli europei di pallacanestro e la nostra Nazionale, ci arriva con tanti problemi da risolvere e poche oggettive speranze di poter puntare ad una medaglia.

Coach Ettore Messina ha dovuto fare i conti con le tante assenze, cominciando da quelle di Andrea Bargnani e Alessandro Gentile, ma è la mancanza di Danilo Gallinari che rischia di essere un problema irrisolvibile, perché il Gallo poteva ricoprire almeno un paio di ruoli e la sciagurata frattura della mano accusata nell’amichevole del 30 luglio contro l’Olanda, ha tolto al vice allenatore dei San Antonio Spurs, una fondamentale arma tattica da giocarsi nei momenti cruciali dei match.

Nel percorso di avvicinamento agli Europei, Messina ha più volte rimescolato le sue carte, affidando il ruolo di centro titolare a Riccardo Cervi, sempre nello starting five nelle amichevoli, tagliando Marco Cusin a metà settembre, prima di richiamarlo in fretta e furia alla vigilia del torneo dell’Acropoli, bocciando definitivamente il centro reggiano, che ha pagato la pericolosa attitudine a commettere falli prematuri – difetto che purtroppo caratterizza anche il Cuso – e una generale “mollezza” in fase difensiva, difesa che potrebbe essere l’ancora di salvezza di una Nazionale che faticherà a superare quota 70 punti realizzati e che dovrà affidarsi alla voglia di fare un passo laterale in più sulle penetrazioni, per poter sperare di superare almeno la prima fase, obiettivo alla portata dell’Italia, ma che potrebbe essere più complicato del previsto, anche se la formula di questo Europeo prevede che in ognuno dei quattro gironi composti da sei squadre, quattro si qualifichino agli ottavi ad eliminazione diretta.

E’ l’Italia di Marco Belinelli, unico ad avere 20 punti nelle mani ogni sera, con quei tiri dalla parabola impossibile che solamente il prossimo giocatore degli Atlanta Hawks è in grado di realizzare in questo gruppo, ma dovrà essere anche l’Italia di Gigi Datome, apparso non in grandissima forma fisica, ma che da buon capitano, dovrà tirare fuori le unghie nel momento giusto. Speriamo sia anche l’Italia del nostro Daniel Hackett, che dividerà la cabina di regia con Ariel Filloy e Andrea Cinciarini, scelto al posto di Amedeo Della Valle, in un reparto esterni dove Pietro Aradori avrà il compito di seconda punta offensiva, dietro al Beli, e dove Abass verrà utilizzato da jolly, per la capacità di ricoprire almeno tre ruoli. Difficilmente sarà l’Italia dei centri, in un reparto lunghi dove il solo Nicolò Melli ha il talento – ma non i centimetri – per ben figurare e dove Cusin e Biligha dovranno dividersi il minutaggio, cercando almeno di non venire sconfitti nella lotta a rimbalzo, con la versatilità di Pascolo che potrebbe venire utile in determinate situazioni tattiche e la determinazione di Cristian Burns che servirà nei quintetti atipici, quelli senza un centro di ruolo.

E sul “caso Burns” apriamo una piccola parentesi: appena metterà piede in campo, Burns diventerà a tutti gli effetti un giocatore di passaporto italiano, perché l’attuale regolamento prevede che, partecipando alla fase finale di un Europeo. Mondiale od Olimpiadi, si acquisiscono quei diritti indispensabili per poter giocare con la status da italiano vita natural durante. E fin qui tutto bene, anche perché ne abbiamo viste di peggiori, quello che non capiamo è perché un giocatore con un genitore italiano, che al compimento della maggiore età, scelga il passaporto italiano, per poter essere equiparato ad un italiano “normale”, debba obbligatoriamente aver disputato quatto anni da juniores nel Bel Paese, rinunciando magari ad una formazione culturale e sportiva in una nazione più avanti della nostra in entrambi i settori. Un caso per tutti: il 16enne Nico Mannion, nato a Siena, figlio dell’ex canturino Pace e di un ex giocatrice italiana di pallavolo, è considerato uno dei migliori giocatori nati nel 2001 a livello internazionale e quest’estate ha fatto sfracelli nella Nazionale italiana Under 16 a suon di trentelli, ma se, quando deciderà di intraprendere la carriera professionistica, volesse giocare in una squadra italiana, potrebbe farlo solo da comunitario, perché la sua carriera scolastica si sta svolgendo negli States, dove dopo l’High School, verrà selezionato da un College prestigioso e anche la strada nella Nazionale maggiore gli verrebbe preclusa, potendo giocare solo nelle amichevoli e non nelle partite di qualificazioni ad uno dei tre tornei che poi, potrebbero farlo diventare italiano a tutti gli effetti, stranezze regolamentari che dovranno venire risolte al più presto.

Sono degli Europei atipici questi del 2017, in un torneo che varrà solo per rimpinguare il medagliere e che per la prima volta, non sarà utile per qualificarsi ai prossimi Mondiali e, di conseguenza alle Olimpiadi di Tokio del 2020 e, anche e non solo per questo, sono tante le defezioni importanti, soprattutto di giocatori Nba, che ha gentilmente consigliato alle sue stelle di ponderare bene la situazione, per non rischiare infortuni e relative conseguenze economiche.

Le favorite sono le solite, con la Spagna un gradino sopra le altre, mentre Francia, Serbia e Lituania possono puntare ad una medaglia, con i possibili inserimenti di Croazia, Grecia e Slovenia, anche se la formula dell’eliminazione diretta fin dagli ottavi, potrebbe riservare delle sorprese. E l’Italia? Superare il girone sarà già complicato e per poter arrivare tra le prime otto, ci sarà bisogno di un incrocio favorevole, con la speranza che Ettore Messina trasmetta ai suoi dodici giocatori, quella cattiveria agonistica indispensabile per sopperire ad una carenza di fisicità e tasso tecnico.

La prima fase si disputerà in quattro paesi differenti – Finlandia, Turchia, Romania ed Israele – l’Italia giocherà a Tel Aviv, mentre la fase finale avrà luogo ad Istanbul, tutte le partite, non solo quelle degli azzurri, saranno trasmesse da Sky, che garantirà la totale copertura dell’avvenimento, con tanto di studio pre e post partita, ma non possiamo fare a meno di notare che la pallavolo è riuscita a conquistare addirittura la diretta serale delle 20.30 su Rai Uno, onore che la pallacanestro italiana non ha da tempo immemore, con risultati d’ascolto piuttosto lusinghieri – 2.1 milioni con la Germania e 2.6 con la Rep.Ceca – e fino a quando il nostro basket non amplierà il suo bacino di utenza, non sarà facile attirare nuovi investitori.

EUROPEI DI BASKET – PRIMA FASE – GIRONE B:

GIOVEDI’ 31 AGOSTO – ORE 20.30: ITALIA – ISRAELE

SABATO 2 SETTEMBRE – ORE 17.30: ITALIA – UCRAINA

DOMENICA 3 SETTEMBRE – ORE 17.30: ITALIA – LITUANIA

MARTEDI’ 5 SETTEMBRE – ORE 17.30: ITALIA – GERMANIA

MERCOLEDI’ 6 SETTEMBRE – ORE 16.30: ITALIA – GEORGIA

Gli ottavi di finale inizieranno venerdì 9 e le prime quattro del girone B si sfideranno con quelle del girone A composto da Polonia, Grecia, Francia, Finlandia, Islanda e Slovenia, con i consueti incroci: 1°-4°, 2°-3° e così via.

 

SITUAZIONE IN CASA VUELLE

Si corre e si suda nella tranquilla località di Borgo Pace, dove la Vuelle rimarrà fino a domenica prossima, disputando sabato pomeriggio alle 18, il primo scrimmage stagionale contro Jesi. In questi giorni si vive come in una sorta di limbo, in attesa che il parquet dia i primi verdetti, ingenuamente speranzosi di avere tra le mani una squadra migliore di quello che si pensi, ma consci che il lavoro svolto quest’estate da Stefano Cioppi potrebbe non bastare per salvarsi. Dopo averli visti un paio di volte in allenamento, siamo pronti a dare sintetici giudizi sui singoli giocatori, consapevoli che i veri difetti o pregi, verranno fuori solamente in partita:

Vuelle, Dallas Moore e Zak Irvin col presidente Ario Costa

Vuelle, Dallas Moore e Zak Irvin col presidente Ario Costa

Moore: Paragonarlo a Ragland o McIntyre ci sembra prematuro e non basta essere mancini per essere forti, ma è indubbio che il ragazzo abbia qualità balistiche notevoli, una velocità di base che potrebbe aprirgli ben altri palcoscenici e un uso della mano destra migliore di quello che si pensi, il dubbio rimane sempre quello: a Pesaro serve un playmaker e Moore è una guardia che deve adattarsi a fare il regista.

Monaldi: Sa di avere la chance per diventare un giocatore importante in serie A e si sta allenando sodo, come e più degli altri. Tiro da fuori che potrebbe diventare un’arma importante a disposizione di coach Leka, ma anche per lui si deve fare lo stesso discorso di Moore, alla Vuelle serve un play che faccia girare la squadra.

Bertone: In allenamento si nota meno degli altri e non è necessariamente un difetto, perché un’agonista tende a venir fuori nei momenti che contano, tiro da fuori che non è sempre una sentenza, ma questo la sapevamo già.

Irvin: A livello fisico è quello che ci ha più impressionato, due metri di muscoli e una stazza che gli avrebbe aperto le porte a qualsiasi sport professionistico, ma ha scelto il basket per guadagnare i primi dollari e ci sembra che abbia preso un’ottima decisione, perché sa trattare la palla, è veloce e reattivo e l’arresto e tiro dai quattro metri potrebbe portargli in dote una decina di punti a partita senza nessuna fatica.

Ceron: Niente di nuovo sotto il sole, alterna sequenza di triple sempre a segno ad altre dove non ne mette una, ma sappiamo che la continuità non è mai stato il suo punto di forza, lo aspetta un ruolo di guastatore all’interno del match, dove dovrà essere bravo a farsi trovare subito pronto, soprattutto in fase difensiva.

Serpilli: In una gara del tiro da tre, vincerebbe nove volte su dieci, perché velocità d’esecuzione e precisione dall’arco rimangono i suoi principali punti di forza, ma il resto è ancora tutto da costruire.

Omogbo: E’ titolare di uno dei tiri stilisticamente più brutti della storia della Vuelle e soprattutto la percentuale dall’arco non dà troppe garanzie, ma le sue qualità sono altre e lo aspettiamo dominante a rimbalzo, dove dovrà mettere a frutto le sue eccellenti doti di saltatore.

Mika: Magari non salterà un metro e mezzo da terra e gli manca qualche chiletto per poter essere dominante dentro l’area, ma vederlo correre da una parte all’altra del parquet, ti fa dimenticare che è alto 208 cm e il suo range di tiro varia dal metro alla linea dei tre punti, tenetelo d’occhio perché potrebbe darvi soddisfazioni.

Ancellotti: E’ il più indietro dal punto di vita fisico e come tutti i centri di stazza, andrà in forma coi suoi tempi, ma la mano è educata e la velocità di piedi è migliore di quella che ricordavamo.

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