Rof, le voci dell’Est che incantano il pubblico: Sofia Mchedlishvili, splendida Folleville

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3 settembre 2017

Un bel primo piano di Sofia Mchedlishvili che interpreta la Contessa di Folleville (Foto Amati Bacciardi)

Un bel primo piano di Sofia Mchedlishvili che interpreta la Contessa di Folleville (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Durante il 38° Rossini Opera Festival andato in archivio due settimane fa, abbiamo scritto più volte di grandissime voci, in particolare di cantanti dell’Est europeo.

Crediamo non ci siano dubbi che Sergey Romanovsky, il tenore russo di Mineralny Vody, sia stato la grandissima sorpresa del Rof 2017, superbo interprete di Néoclès in Le siège de Corinthe.

La conferma più attesa da Salome Jicia, georgiana di Zugdidi, applauditissima sia nel ruolo di protagonista inTorvaldo e Dorliska, sia nello Stabat Mater che ha chiuso il Festival, dopo essere stata incantevole Elena ne La donna del lago e apprezzata nel concerto dedicato ai 20 anni di Florez al Rof (2016). L’anno prima, Salome era stata fantastica Contessa di Folleville ne Il viaggio a Reims, ma anche sorprendente interprete dell’Accademia Rossiniana. Dopo il concerto finale, non esitammo a scrivere che era già pronta per i grandi palcoscenici. Così è stato.

Quest’anno, puntiamo – fra gli altri, tutti molto interessanti – su un’altra cantante georgiana, Sofia Mchedlishvili, che è piaciuta molto nel concerto finale dell’Accademia Rossiniana, quando – con Valeria Girardello – aveva cantato Recitativo e Duetto Amenaide-Tancredi “(Fiero incontro!)… Lasciami: non t’ascolto” e soprattutto nel ruolo di Contessa di Folleville, come la sua connazionale.

Ci scusi, Sofia, na è l’aria della Georgia a fare bene alle voci, vista anche la presenza al Rof di Nino Machaidze (Pamyra in Le siège de Corinthe)?

“Ah ah… credo di sì, in Georgia respiriamo aria buona”.

Sofia parla italiano alla perfezione.
“Sono nata e vivo a Tbilisi, ma vengo in Italia da 6 anni”.

Ci racconti della sua partecipazione all’Accademia Rossiniana.
“Mi sono trovata benissimo. E’ stata un’esperienza molto speciale. Credo sia importante lavorare con i colleghi, con i musicisti, con i maestri. In particolare con il maestro Palacio. Credo che abbiamo avuto la possibilità di acquisire conoscenze indimenticabili che ci serviranno per il futuro, per la nostra carriera”.

Poi Il viaggio, che lei ha fatto come Contessa di Folleville.
“Un personaggio che mi piace tanto, un ruolo che mi diverte. Credo sia anche difficile, ma offre tante possibilità di giocare con il carattere, con le cadenze. Come pensò Rossini scrivendo la musica per la Contessa. Una musica che diverte chi ascolta, ma anche chi la canta”.

Pensa che potremo rivederla, riascoltarla a Pesaro?
“Speriamo…”.

Il suo programma immediato?
“Prima di tutto una vacanza: finalmente vado a riposare a casa mia. Al ritorno in Italia farò due concerti. Ci sono cose importanti che m’aspettano, in Italia e in Europa, in particolare in Germania, ma al momento preferisco non parlarne”.

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