“Nonno Pig al computer”

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7 settembre 2017

Nonno Pig al computerNonno Pig, con in testa il tipico berretto, è un bravo marinaio con barba bianca e ben curata, ma anche un curioso astronomo che passa il suo tempo libero a guardare le stelle. Colto e molto saggio, possiede un orto dove coltiva piantine di pomodori e varie verdure ed ha un pappagallo di nome Polly. Le vicende di questa serie animata inglese (adatta a bambini prescolari) ruotano attorno alla vita di Peppa, una piccola maialina antropomorfa, e alla sua famiglia, oltre che ai suoi fedeli amici, anche essi con forma umana.

Ma perché parliamo di Nonno Pig?

Perché anche lui, tra un grosso grugnito e l’altro, ha scoperto di essere un internautaalla sua età!

Così come il televisore ha marcato vistosamente lo sviluppo di importanti processi sociali sin dagli anni Cinquanta del secolo scorso, parimenti possiamo collocare, dopo circa trent’anni un altro oggetto la cui comparsa ha rivestito un ruolo “rivoluzionario” nel panorama della comunicazione umana. Il riferimento, da come si può intuire, è quello rivolto al PC (personal computer) nato come strumento atto a immagazzinare testi e dati, ma che con il passare del tempo si è rivelato piattaforma interattiva ideale atta a connettere un singolo utente ad una comunità vasta e delocalizzata.

Il computer, per come oggi viene usato, esprime al massimo le sue potenzialità solo se è parte di una comunità di macchine, collegate dentro un sistema chiamato Internet. Questo è una sorta di rete globale di risorse informatiche capace di connettere reti locali l’una all’altra, ma anche strumento in grado di realizzare una serie di funzioni quali l’invio e la ricezione di messaggi, interazioni on line che permettono a dialoganti lontani (fisicamente) di effettuare scambi comunicativi e di condividere commenti in tempo reale. Internet svolge la funzione di contenitore di testi, immagini fisse o in movimento e di suoni: è quindi una struttura dinamica disponibile alla consultazione e alle interrogazioni da parte di utenti sparsi in tutto il mondo.

Www (world wide web) è l’acronimo (nome costituito dalla lettera o dalle lettere iniziali di una o più parole) che di norma precede gli indirizzi dei siti Internet e si rivela un tipo di piattaforma multimediale le cui pagine possono subire rapidissimi aggiornamenti e riedizioni, pronte per permettere all’utente di interagire e comunicare le proprie scelte, producendo a sua volta informazione. Ormai in molti paesi a tecnologia avanzata Internet ha cessato di essere uno strumento destinato ad una ristretta élite ed è diventato un fenomeno di massa, anche con lettori portatili di file audio o video, oppure con telefoni mobili. Insomma, tutto ciò, non è più rivolto ad una “generazione digitale di adolescenti”, ma pure al mondo degli adulti che si è avvicinato dapprima non solo con interesse e curiosità, ma anche con timore, sospetto e spesso con imbarazzo. Emergono dei problemi riguardanti l’intreccio tra la logica economica e la vita sociale giacché sia per i beni materiali, così come per i servizi, gli anziani possono rappresentare una fascia preferenziale di consumatori oppure trovarsi in una situazione di discriminazione. Uno studio condotto da Alain Rozenkier ha messo in evidenza come proprio in alcuni settori attualmente in espansione, come quelli dei prodotti tecnologicamente avanzati, gli anziani possono trovare difficoltà nell’uso e conseguentemente essere esclusi dai vantaggi. Da una parte, però, le nuove tecnologie possono effettivamente venire incontro alle esigenze degli anziani che vivono da soli, ad esempio favorendo la comunicazione a distanza (anche, ma non solo, in condizione di emergenza).

Oggi gli anziani, invece, sono sempre più interpreti e non più spettatori ed hanno piena consapevolezza di quante nuove opportunità siano legate allo sviluppo della televisione digitale, o di come gli apparecchi portatili che ci accompagnano negli spostamenti, ci permettono di allargare a dismisura gli usi combinati di musica, comunicazione, immagini e accesso all’informazione in diretta e in tempo reale.

Le donne italiane, tra l’altro, navigano eccome: la chiamano generazione rosa e comprende oltre otto milioni di donne (32%) con una crescita nell’uso di Internet pari al 7% annuo. Il 20% è sul web anche nei fine settimana, con una crescita pari al 54% negli ultimi due anni. In poche parole, gli anziani, invece di guardare la televisione, accendono il computer: le 15 ore trascorse settimanalmente davanti alla tv equivalgono alle 11 ore davanti al monitor. L’e-mail è lo strumento più importante: nella media europea si attesta ad oltre il 79%. Stessa coerenza per gli strumenti di instant messaging: 36% e il blog cresce del 21%.

Nonnine al computerNel 2017 le persone tra i 55 e i 74 anni di età (figli del baby boom, nati tra gli anni cinquanta e sessanta) sono stati il 39,4% (contro il 2014 dove si collocavano le famiglie di soli anziani ultrasessantacinquenni: appena il 17,8% di esse possedeva il personal computer e soltanto il 16,3% disponeva di una connessione per navigare su Internet). Secondo il Censis, tra gli over 65, il 72% è alla ricerca di informazioni sui motori di ricerca Google ed oltre il 14% utilizza Facebook (il media più diffuso tra gli anziani) e Skype per relazionarsi con familiari, figli e nipoti. Ma anche per gestire le proprie finanze, mantenere il contatto con amici e parenti (68%), accedere a informazioni legate a salute e benessere (44%), prenotare vacanze (43%), scegliere prodotti o servizi più competitivi e anticipare cambiamenti nel proprio stile di vita.

Quindi non è proprio vero, secondo l’opinione comune, che gli anziani frequentano la rete solo per ritrovare vecchi compagni di scuola o per ricordare i tempi andati, o che debbano essere custodi di storie, impossibilitati alla comprensione del presente per la ragione che il futuro, davanti a loro, è breve. Pensare agli anziani come categoria “in sé” avulsa dal nuovo è un errore grossolano. Basta pensare ai numerosi corsi di alfabetizzazione digitale seguitissimi: nel 2000 solo un ultra-sessantenne su dieci sapeva qualcosa di Internet; oggi i navigatori over 74 sono aumentati oltre il 70% e continuano a crescere.

Nonni e nipoti al pcGli anziani non sono e non devono essere come televisione, giornali e libri chiedono loro di essere. Essi sono persone, ognuna fiera della propria individualità e della propria scelta come quella di cambiare la vita in un ambito più ampio, che non corrisponde più a una mera utopia, ma a vera rinascita intellettuale, razionale e cognitiva, con buona pace dei nonni Pig che insegneranno ai propri nipoti anche la buona creanza della digitalità.

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