Varotti (Confcommercio): ”Giuste le sanzioni dei vigili urbani a chi acquista merce contraffatta da venditori abusivi”

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12 settembre 2017

Amerigo Varotti*

PESARO – La Polizia Municipale di Pesaro ed il suo comandante Gianni Galdenzi stanno facendo veramente un ottimo lavoro per cercare di contrastare il flusso e la presenza di abusivi alla Fiera di San Nicola. A loro va anche la nostra solidarietà per l’aggressione subita nei giorni scorsi da parte di abusivi che con la loro arroganza, protervia e violenza dimostrano – se ce ne fosse ancora bisogno – che se in un Paese non c’è certezza delle pene ognuno si sente libero di agire e fare come gli pare, fregandosene delle Leggi.

Siamo altresì d’accordo con la Polizia Municipale sulle sanzioni da applicare a chi acquista merce contraffatta. E’ sorprendente che un commerciante – sorpreso ad acquistare evidente merce contraffatta (dopo una trattativa che ha portato il prezzo da 50 a 25 euro!) protesti e dica di non sapere che c’era una legge che prevede le multe per gli acquirenti di merce contraffatta!

Conferenza stampa Amerigo Varotti

Amerigo Varotti

Condividiamo l’appello che il Sindaco di Pesaro, Ricci, ha rivolto nei giorni scorsi ai cittadini, chiedendo collaborazione affinchè “si riducano le persone che comprano” per fare automaticamente diminuire “le persone che vendono abusivamente”. Da diversi anni Confcommercio, anche in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza in Prefettura, sollecita, per contrastare il fenomeno e come strumento di deterrenza, di multare gli acquirenti oltre ai venditori di merce contraffatta ed al sequestro della merce.

Per cui bene han fatto i vigili urbani di Pesaro.

Ricordo che una legge del 2005 prevedeva per gli acquirenti sanzioni che andavano da 500 a 10.000 euro. Poi con la legge 99 del 2009 si è stabilita una sanzione amministrativa primaria da 100 fino a 7000 euro “per l’acquirente finale che acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, indicano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti”».

 

*Direttore provinciale Confcommercio

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