Bicipolitana, al summit Legambiente Ricci rilancia: “Arriveremo a cento chilometri. Il sogno? La eco-circonvallazione”

di 

15 settembre 2017

PESARO – Matteo Ricci fa l’andatura nel gruppo di amministratori e tecnici fino a Baia Flaminia. Poi torna sulla genesi della bicipolitana, nel summit di Legambiente sulla mobilità nuova: «La chiave è stata la visione strategica. Quindici anni fa il nostro problema principale era il traffico. La situazione è cambiata perché le amministrazioni  che si sono succedute hanno puntato su interquartieri e sistema integrato di ciclabili». Di qui la «bicipolitana come infrastruttura del benessere e non come mera sommatoria di ciclabili. Pensata come metropolitana, con tanto di linee. La rete si sta ampliando, arriveremo a cento chilometri». Domande: «Quanto vale la bicipolitana in termini di mancato inquinamento, salute, benessere? Pensiamo ai ragazzi che d’estate prendono la bici e non vanno più in auto in Romagna. E’ anche per questo che i bollettini mortali del sabato sera sono diminuiti». Ma il sindaco guarda oltre: «Un pesarese su tre usa la bici e la città è in testa alle classifiche di Legambiente. Finora i pesaresi hanno goduto la bicipolitana, oggi dobbiamo promuoverla turisticamente. Anche per questo abbiamo messo i cartelli agli ingressi della città». Secondo Ricci, affiancato dall’assessore Franca Foronchi, «la mobilità alternativa funziona se è più comoda e veloce degli altri mezzi. Stiamo ragionando su alcuni punti dove poter prendere la bici elettrica per i tratti più lunghi». Ma il rilancio è sull’arretramento della ferrovia: «Con Fano abbiamo messo sul tavolo il tema. Perché Ferrovie dello Stato, nel potenziamento della velocità sulla Bologna-Bari, sta trovando problemi nel nostro tratto che costeggia il mare. Se l’arretramento avverrà, con Andrea Biancani, Luca Ceriscioli e la Regione stiamo ipotizzando un’eco-circonvallazione nel tratto attuale della ferrovia. Dove completare la bicipolitana, abbinandoci uno spazio esclusivamente per il trasporto pubblico elettrico. E’ un sogno che abbiamo per il futuro».

CARTA DI PESARO – Prime firme dai sindaci e dai rappresentanti delle istituzioni per la «Dichiarazione dei diritti del ciclista urbano»,  che punta alla nascita di una «rete di città ciclabili italiane». I firmatari si impegnano a stabilire, entro la fine dell’anno, gli obiettivi locali e nazionali per il 2018 e per il triennio successivo, «in modo che i princìpi della carta di Pesaro trovino attuazione sui territori». In particolare, si legge nel documento, «tutti hanno il diritto di circolare in bicicletta. Compresi i bambini, gli anziani e i cittadini con disabilità motoria o sensoriale. Le città devono dotarsi di una rete di percorsi sicuri e accessibili, realizzati con standard qualitativi elevati». Ancora: «La sede stradale delle ciclabili deve avere un fondo scorrevole e privo di ostacoli. Le intersezioni con la viabilità motorizzata vanno risolte con particolare cura per la completa sicurezza di chi pedala e cammina. La realizzazione di infrastrutture per la ciclabilità deve migliorare l’efficienza complessiva del sistema dei trasporti urbani». Passaggi su cicloparcheggi («da prevedere all’interno o nelle immediate vicinanze di stazioni, scuole, grandi spazi culturali e sportivi) e cicloturismo («ministeri competenti ed enti locali devono collaborare alla definizione e all’implementazione di un piano nazionale sul tema»).

LA RICERCA – «Pesaro – si legge nel rapporto Legambiente ‘L’A Bi Ci. Il valore economico della bici nelle regioni, realizzato con VeloLove e Grab+ e datato settembre 2017, presentato al convegno – ha lavorato sul mix di infrastrutture leggere e comunicazione, creando la bicipolitana. E’ una metro di superficie, dove al posto delle rotaie ci sono percorsi ciclabili e al posto dei vagoni ci sono le bici. Lo schema utilizzato è quello tipico delle subway: linee di diversi colori collegano i vari quartieri. La rete, visto il successo, continuerà a estendersi». Inoltre: «Anche a Pesaro, città bike friendly, si è lavorato alla messa in sicurezza dello spostamento non motorizzato (ottenuta in alcune zone attraverso la moderazione della velocità dei veicoli a motore a 30 o a 20 chilometri all’ora), alle pedonalizzazioni e alla sottrazione di spazi alla sosta. Oltre che alla costruzione di una rete dedicata e a una diversa narrazione, che fa diventare chi si muove con le proprie gambe il principale interprete della città smart. Ha raggiunto ottimi livelli insieme a Bolzano, dove la bici è il veicolo privilegiato di circa uno spostamento su tre (28%)». Con riferimento regionale, «nelle Marche il 3,1 per cento va in bici al lavoro (in testa il Trentino Alto Adige con l’8,4 per cento) mentre il 3,5 per cento va in bici a scuola (al primo posto l’Emilia Romagna con il 9,3 per cento)». Sempre nelle Marche il valore economico della bici (tra mercato ed esternalità positive della ciclabilità) supera i 110 milioni di euro (guida la Lombardia con 977 milioni circa). E il benefit economico per ogni singolo abitante (bonus ambientale e sanitario), generato dagli utenti abituali della bici, è superiore nelle Marche a 71 euro pro capite (al primo posto l’Emilia Romagna con 199,44 euro).

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>