F1 a Singapore: crash al via e la Ferrari “regala” la vittoria a Hamilton

Lewis Hamilton vince “facile” il G.P di Singapore, offertogli su un piatto d’argento da uno spettacolare ed incruento crash al via che ha visto eliminate le due Ferrari e la Red Bull di Verstappen. Un incidente che avrà notevoli strascichi polemici per accertare le eventuali responsabilità, ammesso che ve siano, l’unica cosa certa è che oggi nella notte di Marina Bay, sotto i riflettori si sono invece “spente” molto probabilmente le speranze e le certezze della Ferrari di poter tornare sul tetto della F.1.

O meglio per chi non intende arrendersi come ha dichiarato il Team Principal Arrivabene: “ora è solo più dura, noi lotteremo come sempre fino alla fine, ci sono ancora sei gare, abbiamo il “Cavallino” cucito sul cuore e per questo dobbiamo crederci fino in fondo”. Senza addentrarci nel difficile compito di giudicare cosa è successo al via, ci limitiamo a rileggere insieme i primi 100 metri che hanno caratterizzato la gara. Sotto la pioggia Vettel in pole non ha un gran scatto, al contrario di Raikkonen, partito come un razzo il finlandese si inserisce sulla sinistra affiancando la Red Bull di Verstappen, partito anche lui non eccezionalmente dalla prima fila. A questo punto Vettel, che essendo in pole ricordiamo ha il diritto di scegliere la traiettoria migliore, stringe sulla sinistra, con un Verstappen che sappiamo non mollare mai ecco che la carambola è inevitabile, Raikkonen prima centra Verstappen, che stretto a sandwich fa da leva alla Ferrari del finlandese, che finisce per speronare Vettel. Raikkonen e Verstappen, prima di arrestare la loro corsa all’esterno della prima curva, coinvolgono anche l’incolpevole Alonso, scattato da campione e al momento terzo. Vettel prosegue per qualche metro, ma poi va in testa coda picchiando un muretto a causa dell’olio e liquidi usciti dalla fiancata della sua SF70-H, aperta sul fianco come una “scatoletta di tonno”.

L’unica considerazione che ci sembra doveroso fare è che in precedenza abbiamo visto gran premi partiti sotto la pioggia in regime di Safety Car su circuiti meno “problematici” di Singapore, mentre oggi oltre alla pioggia c’era la problematica di correre sotto i riflettori, su un circuito dove in nove edizioni non si era mai corso in queste condizioni. Se consideriamo anche che davanti c’era il non certo “calmo” Verstappen e che Hamilton in terza fila era chiamato ad una partenza arrembante, per non perdere troppo terreno da una Ferrari decisamente favorita, molto probabilmente Charlie Whiting, da sempre ferreo direttore di gara, ha scelto la gara sbagliata per ridare un tocco vintage e passionale alla F.1.

Ora Hamilton ha ben 28 punti di vantaggio su Vettel e forse invece di “benedire Dio” per come è andata oggi, come ha dichiarato nel dopo gara, forse è meglio mandare un cospicuo “bonifico” ai tre che lo hanno omaggiato di una vittoria, che può anche “valere” il quarto titolo. In attesa di leggere tutto e di più su quanto accaduto oggi, andiamo ad analizzare la gara, alle spalle di Hamilton ennesimo podio per Daniel Ricciardo, apparso meno efficace che in prova con una comunque buona Red Bull in continua crescita. Terzo Bottas che senza infamia e senza lode fa il suo compitino contribuendo ai 102 punti che distanziano abissalmente la Mercedes dalla Ferrari nella classifica Costruttori. Quarto e ancora una volta sorprendete chiude Carlos Sainz, che dopo aver ufficializzato il suo passaggio alla Renault, ha voluto omaggiare la Toro Rosso con una prestazione maiuscola. Non fa più notizia Sergio Perez, quinto, che insieme al compagno-nemico Ocon, decimo, portano ancora una volta punti preziosi e “danarosi” alla Force India, sempre più rivelazione della stagione. Sesto e per la prima volta a punti quest’anno Jolyon Palmer, che in odore di licenziamento da parte della Renault, con il risultato di oggi cerca di riconquistare la fiducia del Team francese. Settimo Stoffel Vandoorne, con una gara ineccepibile il giovane belga riporta in alto la deludente McLaren-Honda, che senza l’incolpevole incidente di Alonso, poteva fare un doppio risultato. Ottavo Lance Stroll, dopo i fasti di Monza, partito in penultima fila, sembrava essere ritornato in quel vortice di critiche che ne hanno caratterizzato il suo arrivo in F.1, invece il baby canadese dimostra ancora una volta con i fatti che non è solo un “raccomandato” ma un vero pilota.  Nono Romain Grosjean con la Haas motorizzata Ferrari, uno che quando ci sono difficoltà sa tirar fuori il meglio di se stesso. Fra quindici giorni si va in Malesia e dopo una settimana in Giappone, due piste “pro” Mercedes, vedremo se l’ormai nota frase-concetto di Arrivabene, ovvero: “ testa bassa, piedi per terra e lavorare duro”, saranno in grado di rendere possibile nuovamente quel sogno che oggi la Ferrari “sbattendo” contro la Ferrari ha forse compromesso.

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G.P. SINGAPORE ORDINE DI ARRIVO

1° HAMILTON- MERCEDES

2° RICCIARDO- RED BULL

3° BOTTAS- MERCEDES

4° SAINZ- TORO ROSSO

5° PEREZ- FORCE INDIA

6° PALMER- RENAULT

7° VANDOORNE- McLAREN- HONDA

8° STROLL- WILLIAMS

9° GROSJEAN- HAAS- FERRARI

10° OCON- FORCE INDIA      

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