Da Moore a Omogbo, da Mika a Monaldi, ecco dal Memorial Ford una Vuelle che lavora per stupire

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20 settembre 2017

La Vuelle vince il 13esimo Memorial Ford a Campanara contro Reggio Emilia

La Vuelle vince il 13esimo Memorial Ford a Campanara contro Reggio Emilia (Foto tratta dal Facebook Victoria Libertas)

PESARO – C’era una volta il precampionato, dove il Memorial Ford era l’occasione giusta per conoscere la nuova Vuelle. Un vernissage dove tre-quattromila persone si presentavano curiose di scoprire i nuovi arrivati in maglia biancorossa, con tanto di presentazione in pompa magna della squadra, maxi schermo per rivivere le gesta del grande Alphonso e personaggi d’eccezione a presentare la serata in stile Nba. Poi arriva il 2017, dove i più distratti addirittura si presentano all’Adriatic Arena, invece che al PalaCampanara. Dove meno di 1500 persone assistono sonnecchianti al match, con qualche timido applauso nel momento della rimonta e poco altro, in un clima reso ancora più cupo dalla fuga di Zak Irvin verso casa, causa una sorta di saudade, di cui ha sofferto questo ragazzone dell’Indiana nel mesetto trascorso a Pesaro. Che non sarà il posto più bello del mondo, ma che in ogni caso rimane una città dove sei seguito passo per passo, dove fanno di tutto per farti ambientare, sia dal punto di vista umano che logistico, ma purtroppo, con quattro rookies nel roster, questo tipo di rischio è plausibile e presto ci dimenticheremo di Irvin, soprattutto quando arriverà il suo sostituto.

Ma il passato è una terra straniera, come diceva lo scrittore, e rivangarlo non fa bene a nessuno, si deve pensare al presente, alla Vuelle vista ieri sera, che tutto sommato malaccio non è, con tutti i suoi difetti e i suoi errori di gioventù. Per il momento, questa è la squadra di Moore ed Omogbo, con il piccolo play mancino che faticherà a prendersi meno di 15 tiri a partita (8 su 16 contro Reggio Emilia), con un tiro da tre che non è una sentenza, ma che deve diventare un’arma importante, anche se il suo pezzo forte rimane l’uno contro uno in velocità, dove non ha paura dei contatti e attacca il ferro con determinazione. Ma è anche la squadra di Omogbo – 16 punti e 10 rimbalzi – un giocatore grezzo come pochi altri, ma armato di una gran voglia di fare, che non ha paura di niente e che può solo migliorare col tempo, soprattutto se lo staff biancorosso avrà la pazienza di seguirlo giorno per giorno nel suo percorso di crescita. C’era tanta curiosità anche intorno ad Eric Mika – 11 punti. 6 rimbalzi, 8 falli subiti – pivottone massiccio, ma atletico, altro ragazzo che non ha paura dei contatti e che potrebbe essere una delle liete sorprese stagionali. E’ piaciuto anche Monaldi, sicuramente più timido e più playmaker di Moore, col quale comunque può convivere tranquillamente e non è dispiaciuto neanche Ancellotti, al quale non si chiede la luna, ma di catturare qualche rimbalzo – sei ieri – e di convertire a canestro i passaggi dei compagni. Così così la coppia di guardie composta da Bertone e Ceron, che purtroppo non sono dei tiratori affidabili dal perimetro e che si devono arrangiare in altri modi per produrre punti, senza infamia e senza lode la prova di Serpilli, 18 minuti sul parquet per l’assenza di Irvin, nei quali ha catturato 4 rimbalzi e si è impegnato in fase difensiva, difesa e tiro da tre – 5 su 22 – che sono i due principali problemi da risolvere, per una Vuelle che da ieri è alla ricerca della sua nuova ala piccola titolare, che dovrà avere le seguenti caratteristiche:

  • Buon tiratore da tre
  • Atletico, in grado di catturare 5-6 rimbalzi di media
  • Buon difensore
  • In grado di ambientarsi subito
  • … e deve anche costare poco, buona caccia a Stefano Cioppi e al suo staff.

 

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