Nessun imprenditore ce l’ha fatta al primo colpo. Le migliori storie di imprenditoria si basano su alti e bassi. Scopriamo insieme le vite lavorative di alcuni dei maggiori uomini di successo

di 

20 settembre 2017

Gli uomini che hanno avuto successo nella vita conoscono bene il profumo inebriante delle soddisfazioni, ma anche l’amaro sapore delle sconfitte.
Tuttavia, c’è chi sostiene che i successi arrivino proprio grazie ai fallimenti, poiché stimolano a trovar soluzioni creative, ingegnose. Ci danno la forza di rincominciare dal principio, di ricostruire eliminando quelle cose superflue che conservavamo solo per insicurezza.
Vediamo quindi il percorso che hanno dovuto affrontare tre grandi imprenditori di fama mondiale, tra alti e bassi, successi e fallimenti: Marco Tronchetti Provera, Steve Jobs e François Pinault.
Marco Tronchetti Provera, Amministratore Delegato di Pirelli, è uno di quei personaggi controversi e affascinanti.
La sua esperienza lavorativa inizia poco dopo aver conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi, quando, ancora giovane, parte per la sua prima esperienza lavorativa a Londra. Qui acquisisce le nozioni e gli strumenti per tornare in Italia e fondare la Sogemar.
Nella seconda metà degli anni Ottanta sposa Cecilia Pirelli e diventa socio accomandatario di Pirelli & C. Sapa.
Nel 1992 l’azienda milanese ha un momento di forte deficit, Provera diventa il successore di Leopoldo Pirelli. Forse possiamo definire questo il primo momento critico della carriera di Marco Tronchetti Provera, anche se non per sua responsabilità.

Grazie alle sue abilità riesce a fare manovre significative, risollevando le sorti dell’azienda meneghina. Ricorderemo tra queste la vendita di attività di minor rilievo, l’entrata nel campo immobiliare, la concentrazione delle forze su pneumatici e cavi. Senza dimenticare il turnaround gestionale, assumendo manager come Carlo Buora. Insomma, il 23 febbraio del 1994 il Corriere della Sera dedica un articolo al rilancio di Pirelli, il cui titolo è “Pirelli, i cinque sensi della rinascita. Il risanamento di un’azienda in grave crisi”.

Ma un fallimento è dietro l’angolo: parliamo della sfortunata scalata di Telecom, che ha fatto perdere 3 miliardi di euro a Pirelli. Durante la scalata, Provera impegna 155 milioni presi dal capitale personale.
Tuttavia, forza e strategie giuste hanno fatto sì che Provera non si fermasse con quella esperienza negativa. Attualmente ricopre ruoli importanti, guadagnando soddisfazioni personali non da poco.

 

Un altro grande personaggio di successo che ha avuto una vita piena di alti e bassi è Steve Jobs. Nato il 24 febbraio 1955 a Green Bay, vive un’infanzia felice all’interno della sua famiglia adottiva. Dopo il diploma si iscrive al Reed College di Portland, concentrando i suoi studi principalmente sull’elettronica, la sua grande passione. Dopo appena sei mesi abbandona il college e inizia a programmare videogames in Atari, il tempo di raccogliere un po’ di soldi per poi partire per l’India.

Nessun imprenditore al primo colpo - pu24Nel 1974 ritorna e con il suo caro amico Steve Wozniak fonda la Apple Computer. I due giovani vendono beni personali per riuscire a ottenere un po’ di soldi che gli consentiranno di muovere i primi passi. Nasce in questi anni il loro prima microcomputer.
Nel 1983 Wozniak abbandona la fondazione e Jobs riesce a convincere il presidente della Pepsi, John Sculley, a unirsi al team. Ecco il primo vero passo falso di Steve Jobs: nel 1985 l’Apple III si rivela un fiasco e Jobs viene allontanato dal consiglio di amministrazione.
Senza perdersi d’animo fonda la Next Computers, che per via dei costi superiori nel 1993 chiude la sezione hardware.

Nel mentre, neanche Apple se la passa tanto bene: steve Jobs riesce a ritornare in azienda, ricoprendo il ruolo di CEO. Pochi anni dopo introduce sul mercato l’Imac, salvando Apple dal fallimento.

Da questo momento in poi Steve Jobs sarà il vero guru della tecnologia: iPod, iBook (2004), MacBook e altri prodotti che sono riusciti a conquistare un’importante fetta di mercato, fino ad arrivare all’iPhone.
Termina la sua carriera lavorativa nel 2011, a causa della malattia, ma nonostante la sua dipartita continua a essere ancora oggi una delle figure più importanti dell’era digitale.

 

François Pinault ha da pochi mesi acquistato Dior e l’ha fusa con Lvmh.

Il multimiliardario francese, proprietario della catena di produzione e vendita di beni di lusso PPR, ha vissuto momenti di incertezza.
Nel 2007 ha acquistato il marchio Puma, un investimento che gli ha concesso di comprare altri marchi di abbigliamento sportivo.
Uno dei punti di forza di Pinault è la forte componente femminile all’interno delle sue aziende, parliamo di circa il 60% di donne.
Oltre a vivere momenti di gloria a seguito di mosse strategiche andate a buon fine, anche lui ha fatto qualche passo falso. Secondo alcuni rumors Pinault sarebbe molto permissivo con i suoi stilisti e uno degli errori è stato proprio sostituire alla direzione artistica di Balenciaga Nicolas Ghesquiére con Alexander Wang. Piccoli errori che possono pesare molto sul fatturato di fine anno.

 

Bene, adesso che sapete che anche i migliori hanno avuto momenti bui non lasciatevi demoralizzare dalle strade in salita, perché fanno parte del percorso.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>