Parcheggi Rosa “Limited Edition”. De.Sidera denuncia il ‘caso’ in cui “se sei incinta, ma extracomunitaria o lesbica, non puoi sostarvi”

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20 settembre 2017

Dott.ssa Arianna Finocchi*

C’è un Comune proprio qui, nel nostro bel paese, in cui è stato approvato un nuovo regolamento il cui articolo 4 tratta della gestione dei parcheggi sul territorio e parla chiaro: se sei extracomunitaria o lesbica (e aspetti un figlio) non hai diritto a sostare nei posti rosa.

Poco importa che siano persone come le altre, poco importa che in grembo abbiano un figlio come le altre, la preziosa agevolazione per le future mamme che avranno così un posteggio riservato nell’anno della gravidanza, non è per tutti, è in Edizione Limitata!

Per avere diritto al posteggio le signore devono rispettare dei canoni ben precisi; nell’articolo 4 del nuovo Regolamento Comunale per la gestione dei parcheggi viene infatti disposto che “possono richiedere il rilascio gratuito di idoneo permesso risultante da tessera, esclusivamente le donne appartenenti ad un nucleo familiare naturale e cittadine italiane o di un paese membro dell’Unione Europea“. Dunque: fuori extracomunitarie o lesbiche, anche se in dolce attesa.

parcheggi-rosaE per chi trasgredisce ci sarà una multa, da 25 a 500 euro. I parcheggi per le future mamme saranno cinque ed entreranno in funzione da Ottobre. Il regolamento, approvato il 2 Settembre e fortemente voluto dal sindaco leghista, ha sollevato diverse polemiche. L’assessore all’ambiente, ecologia e territorio del comune di Pontida, sostiene con orgoglio quella che definisce “una scelta ideologica in linea con la politica leghista del Comune“: “difendere la famiglia naturale è il nostro obiettivo prioritario, insieme a quello di incentivare le nascite. Così contrastiamo l’immigrazione“. Arriviamo alla conclusione dunque che non tutte le famiglie sono uguali per l’assessore, che afferma: “Non ha senso permettere alle lesbiche di parcheggiare nelle strisce rosa perché loro, normalmente, non dovrebbero avere bambini, se ce l’hanno, è perché lo hanno avuto con la fecondazione eterologa. Per noi non ha senso promuovere una persona che per natura non dovrebbe avere bambini“.

Queste parole fanno ampiamente riflettere sui passi avanti fatti nella lotta alla discriminazione, di tutti i generi, alla discriminazione sessuale, etnica, ad ogni genere di pregiudizio e stereotipo, alla disonorevole violazione dei Diritti Umani.

Continuiamo a chiederci : che ne sarà delle ragazze madri o delle vittime di violenza? La risposta arriva subito: “per loro e per tutte le donne che restano incinta a titolo personale non ci sarà alcun problema“, assicura sempre Mazzoleni ad HuffPost. “L’importante è che la donna non sia iscritta nel registro delle unioni civili in qualità di coppia lesbica“. L’assessore afferma che la cittadinanza ha reagito positivamente a questa iniziativa; esistono dunque delle donne di serie A e delle donne di serie B, se non di serie C? Probabilmente per alcuni si, probabilmente tutte le battaglie, ideologiche e non, sono servite a poco per alcuni che però, godono dei molti diritti per cui altri hanno lottato tanto.

Dall’Associazione Arcilesbica arrivano condanne su ogni forma di razzismo e misoginia lesbofoba, pronta a contrastare in ogni modo (lecito e legale) la dilagante intolleranza che sempre più caratterizza la realtà che ci circonda. Oltre a mostrare insensibilità verso le gestanti, si distrugge un senso civico che, sia la nostra Costituzione che il Codice della Strada comunicano da sempre, un rispetto che il trattato della Comunità Europea (principio di non discriminazione, art. 13) o della Carta dei Diritti Fondamentali (art. 20) ci ricordano che siamo tenuti a rispettare, quale dovere fondamentale di vita.

Di fronte al contesto sociale in cui viviamo in questa epoca, intriso di violenza, a partire da quella più ampia fino ad arrivare alla violenza di genere, che prende nel 90% dei casi come vittime le donne appunto, le istituzioni che dovrebbero tutelare si fanno invece scudo di ideologie retrograde e razziste per esercitare una qualche volontà politica o presunta tale.

Una domanda, leggendo il regolamento in questione, mi sale alla mente: per negare il permesso a una gestante americana o australiana, indiana o giapponese, basterà chiederle il passaporto, ma quali saranno i criteri con cui si stanerà una eventuale lesbica che richieda il tagliando del parcheggio? Quali esami le verranno effettuati? Verrà sottoposta a visita psicologica? Invitata a confessare la colpa? Come sarà possibile individuare la “truffatrice”? All’interno del regolamento: «Per donna si intende un individuo umano di sesso femminile». Ma la delucidazione cautela solo dalle transessuali, le quali, però, è difficile che aspettino un bambino. È una questione molto delicata questa, per la quale la risposta non è facile da trovare, o forse proprio impossibile, poiché non vi è esame clinico alcuno che possa scovare la differenza tra una donna etero e una omosessuale, a conferma che siamo tutti uguali e che tutti meritiamo e abbiamo diritto allo stesso trattamento, in merito di diritti e Diritti Umani specialmente.

Mamme lesbiche

Mamme lesbiche

Nella delibera viene precisato il concetto di “donna”, quale componente esclusivamente di una “famiglia naturale”. “per ‘nucleo familiare naturale’ si intende una famiglia composta dall’unione di un uomo ed una donna a fini procreativi”. Donna è nella lingua e cultura italiana, per la scienza, per la religione, per l’antropologia, per ogni cultura appartenente alla specie umana: “L’individuo femminile della specie umana”; certo non tutte le culture enfatizzano nello stesso modo le differenze “biologiche” tra uomini e donne: in molti casi maschile e femminile sono categorie che si applicano all’uno o all’altro sesso, cioè ci sono delle qualità maschili che si trovano nei corpi delle donne e nei corpi degli uomini, queste sono però distinzioni che riflettono più delle costruzioni di genere, sociali, psicologiche e culturali che delle differenze di natura sessuale.

Noi di de.Sidera abbiamo sempre lottato e dato i nostri contributi affinché i diritti di tutti in generale e delle donne in particolare venissero rispettati come diritti fondamentali dell’Uomo. Nonostante il regolamento sia stato modificato e i parcheggi rosa siano ora destinati a tutte le mamme e le donne che aspettano un bambino, senza alcuna distinzione, ci interroghiamo profondamente sul livello di omofobia e di xenofobia che ancora in alcune comunità è molto alto. Siamo molto amareggiate come donne, che vi siano state anche delle donne a sottoscrivere l’articolo 4 del regolamento in questione, e come tali dovremmo interrogarci su come, delle donne abbiano potuto votare a favore di un provvedimento tanto discriminante per altre donne.

*Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa

 

de.Sidera, chi siamo:

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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