Vuelle, a sei giorni dal via alla serie A, luci ed ombre biancorosse dal torneo di Jesi

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25 settembre 2017

La Supercoppa nelle mani dell'Armani di Pianigiani

La Supercoppa nelle mani dell’Armani di Pianigiani

PESARO – Non ci sono tanti motivi per essere allegri, né per lo stato di salute del basket italiano, né per quello della Vuelle. Nel weekend si è svolta la SuperCoppa, primo trofeo stagionale, giocatasi in quel di Forlì davanti a pochi intimi, sia al palazzetto, dove se vi dicono che c’erano più di 1500 persone ad assistere alla finale, non credetegli, né davanti alla Tv, con Sky che ha abbandonato l’idea di essere la tv del basket dopo una sola stagione, delegando il compito ad Eurosport, con la curiosità di capire se tutto funzionerà quando dovranno garantire la copertura di otto partite in un weekend.

La Supercoppa se l’è portata a casa Milano, che ha sfruttato la giornata super di Jordan Theodore e Goudelock, i due esterni di maggior talento a disposizione di coach Pianigiani, che continua il discorso dove l’aveva lasciato, prediligendo una squadra piena di guardie bravissime nell’uno contro uno, con tanti saluti al gioco collettivo, ma, se per l’Italia questo tipo di situazione tecnica potrebbe anche bastargli per vincere lo scudetto, in Europa le cose cambiano e saranno sempre le squadre con centri dominanti a puntare al titolo.

In finale l’Armani ha battuto i campioni d’Italia dell’Umana Venezia, squadra che tra le prime quattro ci rimarrà anche a giugno, mentre Trento e Sassari si sono fermate in semifinale, palesando qualche lacuna, ma anche la Dolomiti Energia e il Banco di Sardegna non avranno problemi ad inserirsi tra le prime otto.

E mentre Milano portava a casa un trofeo di cui non importa a nessuno, la nostra povera Vuelle rischiava di perdere la seconda partita consecutiva contro una formazione di serie A2, salvata da un buzzer beater sulla sirena di Diego Monaldi, che dall’angolo infilava il tiro della vittoria, in un supplementare dove Jesi giocava senza americani, perché Brown, l’unico straniero a referto per la Termoforgia, causa assenza di Hasbrouck, era seduto in panchina con cinque falli.

E contro Jesi, la Vuelle ha giocato leggermente meglio rispetto al giorno prima, quando un’onesta Poderosa Montegranaro, trascinata da Valerio Amoroso, aveva rifilato 12 punti ai ragazzi di coach Spiro Leka, fermi a soli 59 punti realizzati.

Nel torneo di Jesi sono venuti fuori tutti i difetti già noti: la mancanza di un tiratore affidabile dalla linea dei tre punti, una percentuale dalla lunetta che a fatica raggiunge il 70%, la tendenza, soprattutto per gli americani, ad andare a sprazzi, alternando cinque minuti di buona pallacanestro, a dieci di totale amnesia, la mancanza di un lungo capace di giocare spalle a canestro e soprattutto un roster poco profondo, che va in difficoltà appena viene a mancare un uomo della rotazione, come è successo ieri sera con l’assenza di Ceron, rimasto in panchina per un piccolo guaio muscolare.

Naturalmente, mancava anche l’ala piccola titolare, il sostituto di quel Zak Irvin fuggito in America, dove vorrebbe giocare nella G-League, ma per farlo avrà bisogno del nulla osta della Vuelle, che giustamente chiede in cambio un risarcimento, anche piccolo, ma che andrebbe ad aggiungersi allo stipendio – 5000 dollari mensili – lasciato sul tavolo da Irvin, dando la possibilità a Cioppi di offrire fino a 6500-7000 dollari mensili, nelle lunghe trattative notturne con i vari procuratori oltreoceano.

Vuelle contro PoderosaPer adesso, Cioppi ha ottenuto solo rifiuti dai giocatori della sua lista e gli scenari sul tavolo sono due e nessuno dei due prevede l’arrivo del nuovo americano entro le ore 11 di venerdì, termine ultimo per depositare i contratti in Lega: il primo è di firmare qualcuno in ogni caso entro la settimana, per averlo a disposizione a Reggio Emilia l’8 ottobre e avere qualche settimana in più per farlo ambientare alla nuova situazione. Il secondo, più cinico, è di fare i conti con la realtà, quella che ti dice che delle prime quattro partite – Brescia e Bologna in casa, Reggio Emilia e Torino fuori – quella che hai più possibilità di vincere rimane la prima, quella dove in ogni caso, il nuovo giocatore non farebbe in tempo ad arrivare e allora, con la Nba che parte prima del solito – 17 ottobre – si potrebbe guardare con interesse agli ultimi tagli, quelli dove teoricamente puoi pescare dei giocatori più forti, ma, vorrebbe dire, aspettare almeno fino a metà ottobre per conoscere chi sarà il nuovo giocatore a disposizione di coach Leka. Così la domanda che si fanno in Via Bertozzini è: Prendiamo subito un giocatore di medio livello, dandogli la possibilità di ambientarsi il prima possibile, o aspettiamo un paio di settimane, cercando di ingaggiare un giocatore di livello leggermente superiore – perché con quei soldi non puoi aspettarti Lebron James – col rischio però, che non sia disponibile prima dell’impegno casalingo del 29 ottobre contro Cremona?

Difficile rispondere alla domanda, senza sapere i nomi monitorati da Cioppi, che in ogni caso sembra intenzionato ad ingaggiare un ala intorno ai due metri e non un due/tre, perché nonostante le ultime incoraggianti prestazioni di Michele Serpilli, che rimane il miglior tiratore da tre di questa Vuelle, non si può fare un campionato intero con il solo Omogbo schierato in ala grande, perché è palese che Serpilli sia un’ala piccola, che per diventare un uomo da rotazione nella massima serie, dovrebbe addirittura pensare di trasformarsi in una guardia.

Domenica inizia il campionato e Pesaro si presenta al via, partendo dall’ultima posizione della griglia, per risalirla si dovrà sperare di firmare un americano che faccia veramente la differenza, alla Jarrod Jones per intenderci, e di trovare quella continuità che non si è vista in questo precampionato, ci riuscirà? Lo speriamo tutti.

Un commento to “Vuelle, a sei giorni dal via alla serie A, luci ed ombre biancorosse dal torneo di Jesi”

  1. fabio scrive:

    Prenderne uno a gettone nell’attesa ?

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