Piccoli Comuni, Francesco Baldelli a Il Tempo: “Dal governo solo spiccioli, servono strade e ospedali”

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2 ottobre 2017

Francesco Baldelli

Francesco Baldelli

PERGOLA – “I toni trionfalistici del governo per l’approvazione del cosiddetto piano di tutela dei piccoli comuni lasciano perplessi. Non bisogna essere laureati in scienze matematiche per capire che 100 milioni di euro, ripartiti fra i 5.591 comuni sotto i 5.000 abitanti da suddividere in 7 anni, corrispondano mediamente a circa 2.500 euro l’anno a comune, ovvero a meno della cifra che il governo spende in un mese per mantenere tre sedicenti richiedenti asilo, ospitati dalle cooperative che si occupano dell’accoglienza”.
E’ quanto scrive nel suo intervento sul quotidiano “Il Tempo” il vicepresidente dell’Anci e sindaco di Pergola Francesco Baldelli, intervenendo dopo l’approvazione della legge sui piccoli Comuni.

“Un’elemosina, quella destinata ai piccoli comuni, spacciata per investimento che investimento non è, poiché non risolve nessuno dei problemi di cui soffrono i Comuni e i territori, come l’assenza di sviluppo strutturale, la mancanza di fondi per servizi sociali e promozione culturale – spiega il sindaco Baldelli – Insomma, una mancia elettorale spacciata per grande conquista, forse utile a rivendicare meriti inesistenti di fronte ai cittadini in vista della imminente campagna elettorale ma non ad altro, se si pensa ai miliardi di euro di tagli imposti, in questi anni, dai governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni. Gravi tagli che sindaci e amministrazioni locali hanno dovuto fronteggiare senza possibilità di reale dialogo con l’esecutivo. Di fronte a questo proponiamo al governo di tenersi i 2.500 euro e in cambio di investire nelle infrastrutture stradali, negli ospedali e in servizi sanitari efficienti. Gli stessi ospedali che il governo sta chiudendo con la complicità di molte regioni. Non con 2.500 euro ma assicurando e investendo nei servizi essenziali si potrà evitare lo spopolamento delle aree interne.
E rivolgiamo un invito anche al presidente dell’anci De Caro e ai numerosi esponenti dell’associazione che in questi giorni hanno espresso parole entusiastiche sul provvedimento: gli interessi dei cittadini e dei comuni siano la priorità. Se qualcuno vuole interpretare questa legge come una timida apertura ai comuni, sappia che non è in nessuno modo sufficiente. L’Anci non si presti al gioco dei partiti che trasformeranno questo ennesimo bluff in una slide per la campagna elettorale”.

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