Vuelle, la prima è a una sconfitta a testa alta. La squadra ha limiti ma lo spirito è confortante

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2 ottobre 2017

tifo vuellePESARO – Commento positivo: Onestamente, non pensavamo che questa Vuelle fosse in grado di giocarsela alla pari con Brescia, soprattutto con un americano in meno, e dopo averla vista faticare per tutto il mese di settembre, temevamo che alla prima partita ufficiale, si sciogliesse come neve al sole alle prime difficoltà e che, una volta finita sotto nel punteggio, non fosse stata in grado di reagire, rimediando il ventello d’ordinanza. Invece i ragazzi di coach Leka hanno condotto per 35 minuti su 40, sono stati in grado di reagire al primo vantaggio ospite, rifilandoli un parziale di 8 a 0 nel terzo quarto, hanno praticamente pareggiato la lotta a rimbalzo, con Omogbo grande protagonista e, giusto per dire quanta poca fiducia ci fosse intorno a questo ragazzo, nel fantabasket ufficiale delle Lega, la sua quotazione era la più bassa di tutti gli stranieri della serie A, inferiore addirittura a quella di Serpilli. C’era il timore che Ancellotti non fosse pronto per la massima serie, ma, pur con tutti i noti limiti fisici, il suo l’ha fatto, catturando otto rimbalzi in 14 minuti, si temeva che Monaldi non fosse in grado di far girare a dovere la squadra, ma alla fine l’ex play di Sassari è rimasto sul parquet per 21 minuti e se li è meritati tutti, c’era il pericolo che Moore forzasse troppo le conclusioni, ma invece nel primo quarto è rimasto ai margini del match per mettere in ritmo i compagni e si è messo a produrre punti dal secondo quarto in avanti e non si nutriva troppa fiducia neanche nella capacità di lettura di coach Leka, che invece, al di là di qualche cambio effettuato con un minuto di ritardo, è rimasto sempre sul pezzo, gestendo al meglio le rotazioni dei suoi giocatori,

Commento negativo: Quando si riuscirà a vincere una partita, se non lo hai fatto quando Ceron ha segnato 18 punti, quando Omogbo ha catturato 14 rimbalzi e quando Moore ha segnato cinque triple, in una Vuelle che, alla fine, è riuscita a malapena ad arrivare a quota 70 punti segnati? E’ palese che questa Vuelle sia troppo dipendente dal tiro tre, come dimostrano le 30 triple prese su 67 tiri totali, è chiaro che Moore non sia proprio il playmaker dei vostri sogni e i soli 7 assist a referto, su 25 canestri segnati, testimoniano la difficoltà nel creare gioco di questa squadra, il buon Omogbo sarà anche un’entusiasta, ma il suo stile di tiro rimane una cosa da non far vedere ai bambini e in difesa, troppo spesso, si dimentica di marcare il suo uomo, costringendo i compagni a complicate scalate. Non si deve scordare che, nessun giocatore pesarese ha la capacità di giocare spalle a canestro e, per forza di cose, i punti devono venire fuori o dal tiro dal perimetro o dalle poche entrate al ferro che le difese avversarie ti concederanno e, problema più grosso da risolvere, non sembra esserci nel roster biancorosso, il famigerato go to guy, l’atleta che deve mettere a segno i canestri decisivi, perché è chiaro che, anche quest’anno, l’unica possibilità per portare a casa la vittoria, sarà quella di risolvere la questione nei finali punto a punto, perché sperare di poter vincere una partita con uno scarto in doppia cifra è pura utopia.

Due chiavi di lettura diverse, la prima dal punto di vista degli ottimisti ad oltranza, la seconda di quelli che si sentono già retrocessi, la verità come sempre sta nel mezzo, soprattutto dopo una sola partita ufficiale disputata, perché si sapeva che questa versione della Vuelle fosse destinata a soffrire, era noto dal mese di agosto, e la fuga di Irvin non ha sicuramente agevolato la situazione, ma qualcosina di buono c’è, soprattutto se il gruppo continuerà a rimanere unito e se alcune situazioni tattiche cambieranno col passare del tempo, due su tutte: l’attacco alla zona e la mancanza di una difesa alternativa a quella individuale, ma la cruda verità è che, delle prime quattro partite in calendario, l’unica che si poteva sperare di portare a casa era quella di ieri sera e si dovrà rimanere calmi, quando la classifica comincerà già a farsi complicata, il campionato è lungo, abituiamoci alle delusioni.

I PIU’…….

Emanuel Omogbo: 10 punti, 14 rimbalzi, 4 falli subìti, per la migliore valutazione (21) dei suoi, da tre non ci prende, ma tutto il resto dovrebbe esserlo in grado di fare anche nel prosieguo del campionato.

Marco Ceron: Segna i primi sei punti ufficiali della Vuelle, ma oltre alle triple, fa vedere un bel arresto e tiro dai quattro metri e un entrata al ferro decisa, purtroppo nel finale si lascia prendere dalla foga di voler fare tutto da solo, dimenticandosi di scaricare il pallone a compagni più liberi, ma i suoi difetti non li scopriamo oggi.

Dallas Moore: Dopo un precampionato passato ad attaccare il ferro ad ogni occasione, capisce che le cose sono cambiate e mette in mostra quel tiro da tre che ha nel suo repertorio, prendersi una conclusione per lui, non è un problema e se riuscirà a segnare con una percentuale vicina al 50%, le cose potrebbero cambiare positivamente.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO-BRESCIA

Tiri Liberi: Nessun giocatore di questa Vuelle ha l’80% in carriera dalla lunetta e questo, a lungo andare, potrebbe essere un grossissimo problema da risolvere.

Pablo Bertone: Il suo problema è che gioca da straniero, perché da italiano non sarebbe neanche malaccio, ma onestamente, di guardie comunitarie più forti dell’argentino, ce ne sono parecchie in giro.

Palle perse ed assist: 15 palloni persi, in maniera spesso banale, e soli 7 assist distribuiti, solo classici errori di gioventù o difetti già endemici?

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Vuelle-Germani-00014In attesa del dato ufficiale sul numero degli abbonamenti, ci sembra che all’appello, manchino almeno 500 persone rispetto all’anno scorso, se non qualcuna di più e nei 3673 spettatori di ieri, bisogna conteggiare il centinaio provenienti da Brescia, dispiace anche vedere il settore K2 semivuoto, con appena una cinquantina di ultras a riempirlo e speriamo che le varie frange del tifo organizzato, si ricompattino, perché un Adriatic Arena calda potrebbe essere un’arma in più da giocarsi nella lotta per la salvezza, soprattutto per una Vuelle formata da giovani volenterosi, ma ancora non avvezzi al clima da battaglia che contraddistingue il nostro campionato. Coach Leka nel post partita, ha chiamato in causa come motivi della sconfitta, l’inesperienza e una rotazione corta, due problemi che si spera l’ingaggio di Mario Little possa in parte risolvere, la sua età (30 anni) non dovrebbe causargli troppi problemi d’ambientamento e certamente il suo arrivo, toglierà minuti a Bertone, che in una Vuelle al completo, per guadagnarsi più di una decina di minuti d’utilizzo, dovrà sudarseli, soprattutto in fase difensiva. Ma di problemi questa Vuelle ne ha tanti da risolvere, a cominciare dal poco coinvolgimento del lunghi, perché se Omogbo è una specie di cavallo pazzo, in grado di prendersi un tiro ad ogni occasione, non lo è certamente Mika, che è più un giocatore di sistema, uno che per essere produttivo deve essere servito coi tempi giusti, ma non è chiaro chi sia in grado di servirglieli questi palloni, soprattutto se non si gioca in velocità, opzione che come si è visto contro Brescia, non è sempre praticabile nel campionato italiano, dove segnare 80 punti è una conquista e dove la produzione offensiva scende ad ogni stagione, con troppe squadre che si affidano al tiro da tre, dimenticandosi di far girare il pallone come si deve. Domenica si va a Reggio Emilia, squadra un gradino sopra a Brescia, che non renderà certamente il compito facile ad una Vuelle, che spera di poter tesserare in tempo Mario Little, alle prese con problemi burocratici che potrebbero impedirgli di arrivare in Italia entro le 11 di venerdì, tra consolati che osservano un giorno di riposo infrasettimanale, scioperi delle compagnie e coincidenze aeree che non coincidono, speriamo che tutti fili liscio.

DAGLI ALTRI PARQUET

Nessuna sorpresa in questa prima giornata, con le big che fanno tutte il loro dovere, a cominciare dai campioni d’ Italia di Venezia, che passano senza troppi problemi a Varese, facile anche il compito per Milano, che espugna agevolmente Cremona, così come quello di Sassari, che segna 94 punti alla difesa canturina, Torino ha provato a complicarsi la vita, ma alla fine riesce a passare a Brindisi nell’anticipo di mezzogiorno, mentre nell’unico big match disputato fino a questo momento, da annotare il suicidio sportivo di Bologna che, dopo essere stata avanti anche di 18 punti, si fa rimontare e superare da una mai doma Dolomiti Energia Trento. All’appello mancano ancora due partite, quella di stasera, tra Avellino e Reggio Emilia e quella di giovedì tra Capo d’Orlando e Pistoia, con i siciliani che in serata, proveranno a recuperare il punto di svantaggio rimediato in Russia nei preliminari di Fiba Champions League.

 

 

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