Vaccini, Ricci parla di confronto civile coi free vax. “La denuncia ai sindaci sui migranti? Una brutta storia”

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5 ottobre 2017

Matteo Ricci

Matteo Ricci

PESARO. – “Vaccini: a Pesaro non c’è nessuna tensione e ieri ho incontrato i rappresentati delle famiglie che hanno punti di vista differenti con cui c’è stato un confronto molto civile”. E’ quanto ha detto il sindaco di Pesaro Matteo Ricci negli studi di Fano Tv sul movimento ‘Free Vax’ e sull’obbligatorietà vaccinale imposta dal decreto Lorenzin. “Da padre, prima ancora che da sindaco, credo personalmente che sia giusto fidarsi dei medici – spiega Ricci come riportato dall’Agenzia Dire – L’obbligatorietà arriva perché si era ridotto il numero di vaccinazioni: obbligando una cosa spesso ci sono anche elementi di contraddizione ma se non raggiungiamo il 95% per l’immunità di gregge i rischi per la salute sono maggiori. Siamo impegnati a raggiungere l’obiettivo posto dalla legge. Stiamo lavorando per questo. A Pesaro l’adesione alle vaccinazioni prima della legge era bassa. Adesso, con la legge, pare stia andando bene”. Scorrendo i dati relativi alle iscrizioni dei bambini alle scuole pesaresi Ricci sostiene che “quasi tutti hanno fatto l’autocertificazione: vedremo alla scadenza di marzo i dati effettivi sui vaccini dei bambini”.

MIGRANTI. RICCI: DENUNCIA PREFETTO A 13 SINDACI, E’ BRUTTA VICENDA NON CONDIVIDO CRITICHE, RAPPORTO PARITARIO NON ALTO VERSO BASSO”
“La denuncia del prefetto ai 13 sindaci sulla questione migranti è una brutta vicenda”. Lo ha detto il sindaco di Pesaro Matteo Ricci negli studi televisivi di Fano Tv commentando le voci secondo cui il prefetto Luigi Pizzi potrebbe presentare una denuncia in Procura contro la lettera sottoscritta da 13 sindaci della provincia di Pesaro e Urbino (Auditore, Cagli, Colli al Metauro, Mercatello sul Metauro, Mondolfo, Pergola, Piobbico, Petriano, San Lorenzo in Campo, Sant’Ippolito, Piandimeleto, Cartoceto e Urbino). Nel documento, consegnato al sottosegretario all’Interno Domenico Manzione, venivano espresse critiche sulla gestione dell’accoglienza dei migranti nel territorio. “Brutta vicenda – premette Ricci – Quel documento è stato siglato da primi cittadini di centrodestra del territorio, non condivido il contenuto della loro lettera. Ma non penso fosse una diffamazione nei confronti del prefetto. I sindaci devono essere liberi di esprimere un’opinione, sono legittimati a farlo. Anche perché questi fenomeni ricadono fortemente sui primi cittadini”.
Ricci – come riporta l’Agenzia Dire – non condivide nel merito il documento degli amministratori. “Non sposo le loro proposte, la mia impostazione è parzialmente differente – continua – Tra quei 13 sindaci vorrei capire quanti fanno davvero l’accoglienza. Perché il sistema funziona se tutti i sindaci fanno la loro parte, applicando il criterio di tre migranti ogni 1.000 abitanti. A Pesaro e Urbino, ad oggi, solo 20-25 sindaci fanno l’accoglienza. Sono buoni tutti a non prendersi neanche un profugo e poi a sparare contro per fare la propaganda”. La denuncia, tuttavia, per il primo cittadino “e’ una cosa abbastanza grave perche’ sul lato istituzionale nel territorio c’è sempre stata grande collaborazione tra Prefettura, sindaci, Forze dell’ordine, Municipale”.
Ricci, che è anche vicepresidente nazionale dell’Anci, non intende fare polemica nei confronti del prefetto. “Anche quando mi ha attaccato pubblicamente non ho mai risposto, lo ritengo uno stile sbagliato – spiega – A Borgo Santa Maria vivono 3.500 persone e ci sono tutte le dinamiche del piccolo Comune. È chiaro che 108 profughi su 3.500 abitanti sono troppi: difficilmente la comunità, per quanto solidale, riesce a gestire l’accoglienza con questi numeri. E quindi abbiamo semplicemente chiesto al prefetto di ridurre il numero nel quadro della collaborazione. C’è un rapporto istituzionale. Il prefetto rappresenta il governo nei territori, i sindaci rappresentano i cittadini. Penso che il rapporto sia paritario, non dall’alto al basso”.
L’invito del primo cittadino è comunque ad abbassare i toni. “I sindaci devono occuparsi solo di buche e strade? La legge, con il decreto sicurezza, attribuisce ai primi cittadini un ruolo su questi temi. Nessun sindaco fa lo sceriffo, vogliamo collaborare con la Prefettura. Spero che le polemiche rientrino”.

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