Attacchi audaci e lucidità nei momenti clou: ecco gli ingredienti della prima vittoria della Vuelle

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9 ottobre 2017

PESARO – Ci sono due tipi di pallacanestro: quella delle azioni ragionate ai 24 secondi, con difese asfissianti e contatti sempre al limite del fallo, che alla fine premiano la squadra che riesce a raggiungere quota 65-70 punti. Poi c’è la pallacanestro del corri e tira, dove le difese si impegnano il giusto e i veri protagonisti sono gli attaccanti, quelli che non ci pensano troppo e tirano appena ne hanno la possibilità, con i punteggi che inevitabilmente si alzano e per vincere non basta, delle volte, neanche segnare 90 punti, ma bisogna scollinare quota 100. Difficile dire quale sia la migliore, anche se un vecchio adagio recita: “gli attacchi fanno vendere i biglietti e le difese fanno vincere i titoli”, ma non dovendo la Vuelle vincere nessun trofeo in questa stagione, ci accontentiamo della seconda opzione, quella che ha consentito a Pesaro di espugnare con pieno merito il Pala Bigi di Reggio Emilia.

Intendiamoci, col solo talento non vai tanto distante e quando non ne hai troppo a disposizione, a fare la differenza è sempre la voglia e l’intensità che metti sul parquet, la stessa che si era vista domenica scorsa contro Brescia, anche se alla fine i due punti erano andati alla Germani, causa una gestione del finale non proprio impeccabile. Ieri sera invece, la Vuelle è stata più lucida negli ultimi minuti, cercando ad ogni azione un protagonista differente, chiudendo le linee di passaggio ai reggiani, come dimostra forse l’azione simbolo del match, quella palla recuperata sulla rimessa da Mika, con Bertone bravo a correggere in tap-in l’errore del compagno, mentre spesso, per pigrizia, non si ha voglia di correre dietro ad un’azione che sembra già decisa in partenza, ma non è certo la pigrizia il difetto di questa Vuelle, che ha tanti problemi da risolvere, ma non si può certo definire apatica.

Vedere Omogbo correre su e giù per 28 metri è sempre un piacere, anche quando va fuori giri e non si capisce bene chi sia l’uomo che stia marcando, seguire le entrate di Moore, spesso uno contro tre, fa capire che il ragazzo della Florida oltre che di talento, è dotato anche di una certa intelligenza tattica, perché dopo aver forzato dalla linea dei tre punti contro Brescia, ha visto che ieri sera c’era la possibilità di arrivare al ferro con maggior facilità, prendendosi sole tre triple, contro le dieci conclusioni da due, che sono state molte di più considerando i dieci falli subiti. Meno appariscente Mika, che rimane un giocatore di sistema, ma nel primo tempo è stato bravissimo a ritagliarsi il suo spazio, sfruttando lo spazio concessigli sotto canestro e trovando anche un paio di importanti conclusioni dal perimetro, ma anche Ancellotti ha fatto la sua parte, con meno presenza a rimbalzo rispetto a sette giorni fa, ma è stato l’unico che è riuscito a chiudere un pick and roll, su servizio al bacio di Moore, che non sarà un playmaker puro, ma che se la cava anche in cabina di regia, in una Vuelle che comunque gira meglio il pallone, quando c’è l’ha in mano Diego Monaldi.

Bertone e Ceron sono andati a corrente alternata, venendo comunque fuori nel momento decisivo, in un ruolo dove l’inserimento di Little dovrebbe riequilibrare la situazione, dando a coach Leka la possibilità di variare maggiormente i quintetti.

Tutte rose e fiori allora in casa Vuelle? Manco per sogno, naturalmente, perché finora si sono incontrate due squadre che ti hanno lasciato giocare e che non sono apparse al massimo della condizione, anche se ieri Brescia ha superato agevolmente una big come Avellino, e quando arriveranno formazioni che non ti concederanno di giocare sempre a cento all’ora, le cose diventeranno molto complicate, ma dopo anni di poco gioco e poco spettacolo, in queste due prime giornate si sono viste due belle partite di pallacanestro, magari non il massimo dal punto di vista tattico, ma che non ti hanno fatto andare via dal palazzetto con la sensazione di aver sprecato un paio d’ore della tua giornata e credeteci, non succedeva da parecchio tempo.

 

I PIU’ …..

Dallas Moore: In attesa del posticipo di stasera, è il miglior realizzatore del campionato, con una media di 24,5, siamo all’inizio per carità, ma il ragazzo la stoffa ce l’ha.

Emanuel Omogbo: Anche se è un giocatore completamente differente da Jarrod Jones, ha lo stesso vizio di andare in doppia doppia, siamo all’inizio per carità, ma il ragazzo la voglia ce l’ha.

Selezione dei tiri: 44 tiri da due, contro le sole 16 triple tentate, Pesaro è stata brava a leggere tatticamente quello che gli concedeva l’avversario

Rimbalzi: Reggio Emilia aveva più chili e centimetri, ma la Vuelle ha praticamente pareggiato la lotta a rimbalzo (33-32), con Omogbo a quota 10.

 

… E I MENO DELLA SFIDA REGGIO EMILIA – PESARO

Tiri liberi: 27 su 37, dieci errori, anche se Pesaro è stata brava a procurarsene tanti, ma la percentuale del 73% è sicuramente migliorabile, soprattutto se dall’altra parte hanno fatto percorso netto (15 su 15).

Palle perse e assist: Quando giochi in velocità, le palle perse inevitabilmente aumentano e gli uno contro uno sistematici, non aiutano certamente a far girare a dovere il pallone (13 assist su 35 canestri realizzati).

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Esulta la Vuelle dopo la vittoria di Reggio Emilia (Foto tratta dal Facebook Victoria Libertas Pesaro Basket)

Esulta la Vuelle dopo la vittoria di Reggio Emilia (Foto tratta dal Facebook Victoria Libertas Pesaro Basket)

Allenare una squadra composta da giovani alla loro prima esperienza importante, deve essere stimolante per un coach e Spiro Leka si trova nell’ingrato, ma stimolante compito, di poter plasmare questo gruppo, che di margini di miglioramento ne ha tantissimi, ma che dovrà fare i conti con le inevitabili difficoltà che gli si presenteranno nelle prossime giornate. L’importante è che, domenica dopo domenica, si notino dei miglioramenti, sia tattici, che nella gestione, contro Reggio Emilia, per esempio, si è visto per la prima volta, qualche minuto di zona tre-due, appena accennata per adesso, ma che dovrà diventare un’arma a disposizione nel prosieguo della stagione e, in un basket dalle rotazioni esagerate, coach Leka è tornato indietro di vent’anni, quando gli stranieri dovevano fare veramente la differenza e rimanevano sul parquet per tanti minuti ed infatti Moore non è mai uscito dal campo ed Omogbo ha giocato 35 minuti, perché è vero che rischi di farli arrivare stanchi nell’ultimo quarto, ma sei hai giocatori giovani e sani, in grado di fare un “riposino” programmato anche quando rimangono in campo, non sei per forza obbligato a metterli in panchina, soprattutto se hai una rotazione corta, coach Leka lo aveva fatto anche sul finire della stagione scorsa, dove, dopo il suo arrivo, il minutaggio di Jones, Clarke e Thornton non era mai sceso sotto i trenta minuti di utilizzo.

“We are one” urlava ieri sera negli spogliatoi del Pala Bigi, Manny Omogbo e in quel siamo uno, inteso come gruppo, passeranno molte delle speranze biancorosse di salvarsi e, dopo la stagione scorsa, dove la Vuelle era divisa in tre piccoli gruppetti che non si sono mai uniti in maniera definitiva, è certamente un piacere vedere gli allenamenti di questi ragazzi, che si divertono tra loro, cercando di migliorarsi giorno dopo giorno, anche se il lavoro da fare è ancora tanto, soprattutto sui particolari difensivi, perché a Reggio Emilia abbiamo contato almeno sette-otto entrate concesse agi avversari, senza nessuna opposizione, con i lunghi che non aiutavano e i piccoli che si sono fatti battere troppo agevolmente, particolari da studiare e ristudiare davanti al video, per una Vuelle che può solo crescere con l’inserimento di Mario Little, sabato sera arriva la capolista Virtus Bologna e non sarà per niente facile portare a casa altri due punti,

DAGLI ALTRI PARQUET

Due sorprese in questa seconda giornata, la prima è sicuramente la vittoria di Pesaro a Reggio Emilia, la seconda è il netto successo di Brescia ai danni di Avellino. Siamo andati vicini anche ad una terza, con una distratta Milano che ha vinto di un solo punto il derby con Varese, mentre come da pronostico, le vittorie ottenute da Bologna, che travolge Capo d’Orlando di 36 punti e da Cantù contro Cremona, con i brianzoli che, se riusciranno a risolvere le beghe societarie, diventeranno la mina vagante del campionato. Venezia si aggiudica al fotofinish il big match contro Trento, con tanto di canestro giustamente annullato a Forray a fil di sirena e Torino si conferma una potenziale big, superando Sassari in un’altra partita dall’alto punteggio, La seconda giornata si chiuderà stasera col posticipo tra Pistoia e Brindisi.

 

 

 

 

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