Arrivano fondi per la chiesa di San Giovanni Battista. Ex tribunale, a breve il via ai lavori di riqualificazione

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17 ottobre 2017

san_giovanni_battistaPESARO – Trecentoventicinquemila euro per restaurare la chiesa di San Giovanni Battista e imminente inizio dei lavori di riqualificazione dell’ex tribunale di via San Francesco.

Le notizie sono scaturite ieri da due delibere presentate dall’assessore alla Gestione Antonello Delle Noci in Consiglio comunale: variazione di bilancio di previsione 2017/2019 e piano delle alienazioni. “I 325mila euro di contributi per mettere in sicurezza la chiesa sono arrivati dalla Presidenza del consiglio dei ministri nell’ambito della ricostruzione dei territori interessati dal terremoto dell’agosto 2016, mentre altri 99.000euro li abbiamo ricevuti dalla Regione per le politiche alla famiglie – ha spiegato l’assessore Delle Noci -. Per quanto riguarda la chiesa, l’intervento sarà suddiviso in tre stralci nell’arco di tre anni: quest’anno avremo a disposizione 32.500 euro, 162mila nel 2018 e 130mila nel 2019, quando termineranno i lavori. Inoltre, dall’Anci abbiamo ricevuto un contributo di 5mila euro destinato al patrocinio dell’iniziativa ‘Stati generali della mobilità'”.

Nel suo intervento, pur valutando “positivamente l’arrivo del contributo per risistemare la chiesa”, Dario Andreolli (Ncd) ha però annunciato la sua astensione sulla delibera.

 

Piano di alienazione. “Pochi giorni fa – ha proseguito l’assessore – abbiamo fatto il bando per mettere in vendita alcuni immobili di nostra proprietà. Quale è la filosofia rispetto al passato? Quella di valorizzare il patrimonio, ma, laddove non sia utilizzato, di alienarlo,  per continuare a effettuare investimenti. Parallelamente stiamo anche realizzando un grande  lavoro sulla riorganizzazione degli uffici, che passa in gran parte attraverso la ristrutturazione dell’ex tribunale. Tra pochi giorni saranno assegnati i lavori essendo stato rigettato il ricorso da parte della seconda ditta. Nell’ex tribunale si trasferiranno molti degli uffici, soprattutto quelli tecnici che oggi sono all’ex Bramante”.

Gli immobili che saranno alienati tramite asta pubblica sono: terreno edificabile in via dei Tigli (base d’asta 394.875 euro), uffici attività economiche via Sabbatini (161.400 euro), ex ambito sociale territoriale in piazza del Popolo (168.600 euro), ex ufficio legale in piazza del Popolo (157.200 euro), area edificabile in via Foscolo del bocciodromo Concordia (712.500 euro),terreno edificabile in strada Carloni (375.000 euro), fabbricato rurale in via Bonini (285.000 euro), fabbricato in via del Castello, a Pozzo Alto (129.600 euro), ex dazio in piazzale Cinelli (456.000 euro), casa a schiera in via Manzoni (194.000 euro), area edificabile a servizi in zona Torraccia (260.500 euro), per un importo totale di valutazione di 3.294.675 euro.

“L’obiettivo è quello di continuare a mantenere ciò che serve, e affrancare il superfluo per poter continuare a fare interventi necessari per la nostra città”, ha concluso Delle Noci.

Nel suo intervento Fabrizio Pazzaglia (M5S) – riferendosi agli immobili di piazza del Popolo -, ha detto di non capire il motivo per cui “stiamo pagando affitti alla Bnl quando potremmo utilizzare immobili di nostra proprietà e perché non è  possibile utilizzarli”. Da parte sua il consigliere Alessandro Bettini (Fi) ha chiesto delucidazioni e indicazioni sulle dimensioni delle unità immobiliari, evidenziando che “è assurdo vendere ora in un momento di crisi del settore immobiliare, sarebbe più giusto parlare di svendita. Non solo, penso anche che potrebbe esserci danno erariale”. Sulla stessa linea Anna Maria Bezziccheri Renzoni (Fi).

Alla delibera sono stati presentati due emendamenti, uno di Bettini e l’altro di Dallasta (Lega Nord), con i quali si chiedeva di stralciare la vendita dell’immobile ex Erap di via Manzoni destinato a finalità di opere di assistenza e beneficenza  e degli uffici di piazza del Popolo, entrambi bocciati.  Per Ilaro Barbanti “si tratta di una delibera importante ma soprattutto importane è la finalità della delibera”, mentre per Marco Perugini (Pd) “avere beni improduttivi non è un bene per la comunità”. Per il capogruppo Pd Carlo Rossi “non è sempre una questione economica, in questo caso si tratta di una scelta politica visto che il nostro Comune è in attivo, quindi non svendiamo niente”.

Approvate anche le altre delibere in discussione.

E via libera all’unanimità ha avuto la mozione di indirizzo, emendata, presentata dal consigliere Dario Andreolli (Ncd) che chiedeva la riqualificazione di piazza del Monte e dello Scalone Vanvitelliano e della chiesa di Santa Maria Maddalena. Bocciato invece l’ordine del giorno presentato da Andreolli, Crescentini, Alessandrini, Dallasta, Remedi, Bettini, Bazziccheri Renzoni, D’Emidio, Frenquellucci e Pazzaglia sulla “censura per le dichiarazioni espresse da Amat”.

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