Simone Flamini e gli amici dal TipoPub di Pesaro al Pepita di Barcelona: cronaca di una splendida serata

IMG_0565Dai canestri al banco di mescita della birra. Dalla difesa sui lunghi avversari al piacere di accontentare gli avventori che amano una cena informale, una birra fra amici e panini gustosi.

Un’idea vincente, quella di Simone Flamini, 35 anni, maceratese di nascita, pesarese d’adozione, globetrotter della pallacanestro. Dopo gli anni nel settore giovanile della Victoria Libertas Scavolini, ha giocato a Ragusa, Jesi, Bologna (sponda Virtus), Fabriano, Scafati, Napoli, Montegranaro, Pesaro, Ferrara, Roma e Siena ed è stato capitano della Vuelle, della squadra che nella stagione 20111/12 s’arrese all’EA7 Armani Milano solo in gara 4 della semifinale scudetto.

Da qualche anno, Simone, grazie anche all’amicizia, che nella vita come nello sport è elemento essenziale, con i fratelli Fabio e Francesco Cesaroni, ha aperto un locale molto apprezzato e assai frequentato: il TipoPub in Viale Trieste 180, a poche decine di metri dalla Palla.

Una birreria con panini gourmet che offre prodotti di qualità a un ottimo prezzo e ovviamente propone le dirette dei più importanti eventi sportivi, in prima fila il basket.

Un locale che piace, come si può leggere nelle recensioni dei clienti, tanto da concedere il… bis, anche se con un nome diverso: Pepita.

Simone, con Fabio e Francesco e un quarto amico, Roberto Fultz, anch’egli ex biancorosso ma oggi in forza alla Fortitudo Bologna, hanno scelto di aprire a Barcelona.

“A me sarebbe piaciuto bissare anche il nome, TipoPub, ma i miei amici hanno preferito Pepita…”.

 
Il menu preparato da Simone e da chef Luca

Il menu preparato da Simone e da chef Luca

Qui è il numero 52 di Carrer de Wellington (o Calle Wellington), la parallela di Passeig Picasso, di fianco al Parc de la Ciutadella, dietro il Parlamento Catalano, pochi minuti a piedi dall’Arc de Triomf, ma anche dal Port Olimpic. La zona è ben servita dalla metropolitana (linea 4, stazione della Citadella/Vila Olimpica; linea 1 stazione Marina). Passeggiando da Barceloneta a Bogatell, una piccola deviazione e si raggiunge Pepita.

Tre giorni a Barcelona per vedere Messi e salutare gli amici catalani, non potevo non passare a salutare Simone.

La zona è frequentata, passano i turisti, i residenti ma anche professori e studenti reduci dai libri della bellissima Biblioteca Universitaria de la Ciutadella.

Prenoto per la sera, perché vorrei fare conoscere Simone e il mio amico Jordi Robirosa, giornalista di Tv3, la televisione catalana, telecronista di basket che stasera trasmetterà da Belgrado la sfida tra Crvena Zvezda e F.C. Barcelona Lassa, grande amico di Pesaro e della Victoria Libertas. Jordi verrà con sua moglie Carina, medico, dirigente dell’Instituto Médico Tecnologico.

Una lunga camminata nel cuore della città, Plaça de Catalunya, Ramblas, Palau de la Generalitat, la sede del Governo catalano. Tante manifestazioni, organizzate e spontanee – soprattutto sulle Ramblas – confermano che catalani e spagnoli sono accomunati da un sentimento che oggi appare inconfutabile: l’astio, il rancore reciproco, la disistima, anzi il disprezzo. A fronte di qualche bandiera che conferma l’amore per la Spagna, tante “esteladas” (le bandiere catalane) nei balconi, in strada. E’ un momento molto difficile per una città e un paese che adoro.

“Qui siamo in una zona molto tranquilla – racconta Simone – ma qualcosa si percepisce. Negli ultimi giorni, meno gente che gira la sera…”.

Simone Flamini con Jordi Robirosa, famoso giornalista catalano che ha scritto tanti importanti libri di sport in generale e in particolare di basket

Simone Flamini con Jordi Robirosa, famoso giornalista catalano che ha scritto tanti importanti libri di sport in generale e in particolare di basket

Pepita ha aperto i primi di settembre. Come va?

“Siamo soddisfatti, ma anche consci che ci vorrà tempo per guadagnare un nostro spazio. Al momento, lavoriamo bene con studenti e professori che frequentano la vicina biblioteca, con i turisti di passaggio, ma anche con i residenti che soprattutto nel fine settimana e nei giorni festivi escono in famiglia”.

Simone e lo chef Luca De Ninno ci preparano una gradita sorpresa, un menu che chiamano “Pesaro – Barcelona Ida Y vuelta”, andata e ritorno, scritto con i colori blaugrana: cinque portate accompagnate ognuna da una birra speciale.

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