Approvato il decreto sul riordino delle concessioni: Cna non soddisfatta

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27 ottobre 2017

Sabina Cardinali, portavoce CNA Balneatori

Sabina Cardinali, portavoce CNA Balneatori

PESARO – Una notizia attesa dai balneatori della provincia di Pesaro e Urbino. E’ stato approvato oggi dalla Camera il decreto sul riordino delle concessioni demaniali marittime. L’aula ha dato il via libera al testo che ora dovrà approdare al Senato per l’approvazione definitiva. Ma cosa prevede il provvedimento? A spiegarlo CNA Balneatori che ha seguito passo passo la legge. In concreto, il disegno di legge prevede dei limiti minimi e massimi di durata delle concessioni che saranno definiti dalle Regioni; un numero massimo di concessioni per lo stesso soggetto (anche questo di competenza regionale); un periodo transitorio da definire nel decreto attuativo e poi le evidenze pubbliche con riconoscimento di valore commerciale e professionalità.

Il governo viene inoltre delegato alla revisione dei canoni concessori, “che dovranno essere determinati con l’applicazione di valori tabellari – recita la legge – tenendo conto della tipologia dei beni oggetto di concessione, anche con riguardo alle pertinenze e alle relative situazioni pregresse. Nel caso di concessioni demaniali di più elevata valenza turistica, il canone è maggiorato e una quota è destinata alla regione di riferimento”.

“A fronte di questo primo step legislativo – dice Sabina Cardinali, portavoce nazionale della categoria – CNA si impegna ad attivare una immediata interlocuzione con il Senato affinché si definisca una norma che affermi la continuità aziendale e scongiuri definitivamente gare e procedure concorsuali per le attuali imprese. Inoltre CNA richiede anche la netta definizione del legittimo affidamento riconosciuto all’imprenditore che confidando sul rinnovo della propria autorizzazione ha effettuato nel tempo investimenti per valorizzare la propria impresa e il proprio lavoro”.

CNA Balneatori, aggiunge il responsabile Antonio Bianchini “ritiene inoltre indifferibile verificare la questione della scarsità della risorsa naturale del bene spiaggia in ambito nazionale in quanto le attuali superfici a concessione interessano solo il 50% dei litorali”.

Le richieste di CNA sono state inseriti negli ordini del giorno approvati dalla Camera così come sottoposti per iniziativa di alcuni parlamentari su sollecitazione della stessa CNA.

CNA resta comunque mobilitata per la prossima discussione in Senato del provvedimento “affinché vengano accolte le richieste di modifica illustrate sopra.

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