Hamilton campione del mondo da doppiato. Vano recupero di Vettel. In Messico vince Verstappen

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30 ottobre 2017

CITTA’ DEL MESSICO (Messico) – Lewis Hamilton è per la quarta volta Campione del Mondo, nonostante conclude nono e doppiato una gara difficile. Il gran premio del Messico va ad un grande Max Verstappen, mentre Vettel coinvolto nel caos del via, con una rimonta eccezionale non va oltre un quarto posto, conquistato con rabbia ma inutile. Un gran premio risolto dopo le prime due curve, Vettel partito dalla pole viene infilato da un Max Verstappen corsaro, Hamilton prova ad approfittare della bagarre fra i due, risultato si tocca con Vettel ed entrambi sono costretti al rientro. Hamilton con una gomma a terra, Vettel per sostituire il musetto danneggiato nel contatto con la Mercedes ed anche per una “svirgolata” con Verstappen. A quel punto “l’olandese volante” si invola verso la sua terza vittoria in carriera, la seconda quest’anno, mentre Vettel inizia una entusiasmante rimonta, tentando l’impossibile per annullare ancora una volta il match ball ad Hamilton, che a sua volta riparte ultimo ed addirittura dopo una ventina di giri viene clamorosamente doppiato.

Vettel dà il via come detto ad una entusiasmante rimonta, fatta di giri record e sorpassi, mentre Hamilton impiega quasi trenta giri prima di iniziare una rimonta “cauta” e sufficiente a garantirgli almeno quel punto che gli dia la sicurezza del titolo, visto che Vettel pur largamente in vantaggio su di lui, è altrettanto largamente distante da quella impossibile vittoria, che consentirebbe al tedesco della Ferrari di tenere aperto almeno matematicamente il discorso titolo. Comunque indipendentemente da quello che è successo in Messico, Lewis Hamilton ha vinto meritatamente il titolo, dimostrando una forza ed una volontà da grande campione, ribaltando supportato da una Mercedes ancora una volta perfetta, una stagione sulla quale una grande Ferrari, ritornata competitiva con un Vettel velocissimo, avevano provato a mettere le mani.

Hamilton entra così nell’ olimpo della F.1 affiancando a quattro titoli Alain Prost e proprio Sebastian Vettel, mettendo nel “mirino” i cinque titoli di Manuel Fangio e magari i sette allori di Michael Schumacher, impresa neanche tanto improbabile visto l’età, 32 anni, il disporre di una grande Mercedes e soprattutto l’essere in possesso di una immensa classe. Per la Ferrari un anno comunque positivo, visto i risultati ottenuti fino alla pausa estiva, che se ha rigenerato la Mercedes e Hamilton, ha mandato in crisi il team del Cavallino, che ha iniziato la parte negativa tra sviluppi della SF70-H non proprio azzeccati, rotture e pasticci dei suoi piloti, autoeliminandosi dal discorso titoli, tramutando in incubo il sogno dei suoi uomini, dei suoi fans ed anche del Presidente Marchionne.

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Ora Arrivabene, l’ingegner Binotto, Vettel e Raikkonen, oltre che provare a dimostrare nelle ultime due gare che il Cavallino anche se “ferito” è in grado di dare delle zampate vincenti, si devono concentrare per il 2018. Continuando forti delle proprie capacità come dimostrato ad inizio 2017, ribaltando sorprendentemente le deludenti stagioni precedenti, ed anche trasformando in positività gli errori o le situazioni avverse, create o involontarie, patite da fine agosto ad oggi. Tornando alla gara di oggi detto di Verstappen, secondo troviamo un Valtteri Bottas, che senza lode e senza infamia ha badato a conservare la posizione trovata in “omaggio”, un risultato che gli permette di poter insidiare negli ultimi due appuntamenti di campionato la seconda piazza di Vettel dal quale è distanziato ora di quindici punti. Terzo chiude Kimi Raikkonen, che come spesso ed inspiegabilmente, non riesce ad esprimere come anche oggi nonostante tutto ha fatto Vettel, il buon potenziale della Ferrari.

Detto di Vettel quarto, da segnalare la stupenda prestazione di Esteban Ocon, il giovane francese della Force India chiude quinto e per l’ennesima volta davanti al compagno Perez, settimo davanti al suo pubblico. Fra i due galletti della Force India si inserisce un altro giovane Lance Stroll, che sta dimostrando se pur a fasi alterne di meritarsi la F.1 per le sue doti e non per la disponibilità economica. Ottavo si classifica Magnussen con la Haas-Ferrari, nono come sappiamo Hamilton e decimo Alonso dopo una battaglia con il neo campione da antologia, lo spagnolo dimostra ancora una volta che i due titoli che ha in bacheca non sono lì per caso, e lui a trentasei anni con una McLaren-Honda deludente “aggiusta” tutto con la sua classe. Fra quindici giorni si va in Brasile per il penultimo appuntamento della stagione, cosa vedremo? Hamilton che festeggerà il titolo diversamente da oggi, lavando l’onta del doppiaggio con una gara delle sue. Vettel che difendendosi dall’attacco di Bottas, proverà a “turbare” la festa di Hamilton, o Max Verastappen che da “Pierino la peste”, continuerà a divertirsi ai danni dei due blasonati rivali, senza intimidirsi degli otto mondiali che sommano.

GP DEL MESSICO ORDINE DI ARRIVO

  • VERSTAPPEN- RED BULL
  • BOTTAS- MERCEDES
  • RAIKKONEN- FERRARI
  • VETTEL- FERRARI
  • OCON- FORCE INDIA
  • STROLL- WILLIAMS
  • PEREZ- FORCE INDIA
  • MAGNUSSEN- HAAS FERRARI
  • HAMILTON- MERCEDES
  • ALONSO- McLAREN-HONDA

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