Volley A1: Pesaro attende l’ex Ilaria Garzaro, la centrale che mura e cammina (anche a Santiago de Compostela)

di 

1 novembre 2017

Ilaria in attacco nella partita con Busto Arsizio (pagina Facebook della Liu Jo Nordmeccanica Modena)

Ilaria in attacco nella partita con Busto Arsizio (pagina Facebook della Liu Jo Nordmeccanica Modena)

PESARO – Andata in archivio anche la Supercoppa, la serie A1 di volley femminile si proietta già alla quarta giornata di campionato, quando a Pesaro sarà ospite la Liu Jo Nordmeccanica Modena, finalista dell’ultima stagione, che non ha iniziato benissimo la nuova, perdendo due partite in casa, con Scandicci e Busto Arsizio. Finora, per le emiliane che schierano le ex pesaresi Francesca Ferretti e Ilaria Garzaro, una sola vittoria, a Bergamo.

“E’ stato un inizio difficile – racconta Ilaria Garzaro, centrale veneta, alla 14esima stagione nella massima serie -. Intanto perché abbiamo giocato la prima partita che eravamo insieme da pochissimi giorni, con Katarina Barun, Caterina Bosetti e Laura Heyrman arrivate da 10 giorni dopo avere disputato i campionati europei con le rispettive nazionali (croata, italiana e belga; ndr). Serve il tempo necessario per amalgamare la squadra, per trovare i giusti automatismi, che non arrivano per caso, ma lavorando insieme. Arriveranno, non ho dubbi. Ci stiamo allenando tanto, fatichiamo in palestra sia con i pesi sia nella parte tecnica, per mettere a punto quelle piccole cose che messe insieme favoriscono le tue prestazioni migliori. Inoltre non dimentico che abbiamo affrontato avversarie di valore, in un campionato che, quest’anno, mi sembra di altissimo livello, con avversarie che ti obbligano a dare sempre il massimo per fare punti. Non ci sono più le squadre cuscinetto. Tutte sono attrezzate per fare bene”.

A confermare l’opinione di Ilaria, sono tornate in Italia giocatrici di assoluto valore, a incominciare da Kimberly Hill, che nelle precedenti due stagioni è stata in forza alla Vakifbank Istanbul campione d’Europa in carica. Purtroppo, però, la stagione è iniziata con alcuni gravi infortuni.
“Secondo me, tanta sfortuna. L’infortunio di inizio stagione capita sempre. Quello occorso a Megan Easy – poverina – è solo questione di sfiga. Come quella che ha bloccato Malinov (palleggiatrice azzurra infortunatasi prima degli Europei che sta privando la Foppapedretti Bergamo di una pedina importante; ndr). Ha lavorato tutta l’estate e si è fatta male prima di partire per il trofeo continentale. Purtroppo, sono accadimenti sfortunati che fanno parte del gioco”.

Non solo graditi ritorni: sono approdati nomi nuovi, a incominciare da Isabelle Haak, la straripante diciottenne svedese firmata da Scandicci. Impressionante.
“E’ giovane e ha tutto il futuro dalla sua parte ed è bravissima sia in attacco, sia dietro. In precampionato abbiamo disputato diversi allenamenti congiunti con la Savino Del Bene e avevo notato subito che è una bella giocatrice. Mi è stato riferito che ha fatto molto bene anche in Francia, lo scorso campionato”.

Ilaria, domenica tornerà a Pesaro. Non sarà la prima volta, perché sia con Urbino sia con Villa Cortese ha affrontato le allora colibrì. Quindi è abituata a queste sfide. Però, avendo indossato per tre stagioni la maglia (sempre la numero 3, come quella che indossa nella Liu Jo) della Scavolini dei tre scudetti, proverà ancora qualcosa?
“Tre stagioni esaltanti a Pesaro, poi due a Urbino: ho vissuto cinque anni nella provincia. E quando ero nella città ducale venivo spesso in riva all’Adriatico, dove ho tanti amici. E’ sempre bello tornare. I ricordi degli anni pesaresi sono semplicemente stupendi. Ogni tanto mi emoziono quando Facebook propone memorie del passato, foto che mi riportano indietro nel tempo”.

Un passato glorioso che Ilaria condivide in maglia Liu Jo con Francesca Ferretti, la regista dei tre scudetti e di tante vittorie biancorosse. Parlate mai di quel passato, vivete momenti di nostalgia?
“Oh sì, ma non solo con Francesca. Succede anche con altre compagne d’allora che oggi giocano in altre squadre. Prima, o più facilmente dopo la partita, scambiamo qualche parola o spesso vengono fuori i ricordi di quelle stagioni vissute insieme”.

Ilaria (con Carolina Costagrande) in maglia Scavolini  (dalla pagina Facebook del Fans Club)

Ilaria (con Carolina Costagrande) in maglia Scavolini (dalla pagina Facebook del Fans Club)

Come ha vissuto la promozione della myCicero, il ritorno di Pesaro in serie A1?
“L’ho seguita e ne sono rimasta felice perché Pesaro rappresenta una storia importante nella pallavolo italiana e in A1 ha fatto sempre bene, conseguendo successi prima che io arrivassi, sia durante la mia permanenza, ma anche quando sono andata via. Era giusto che tornasse ad avere una squadra in A1. Sono molto felice di ritrovarla, anche per i tifosi che sono stati sempre molto vicini alle ragazze. E’ bello vedere che anche la pallavolo ha sostenitori in una città molto legata al basket”.

Anche negli anni d’oro del volley si viveva questa indubbia difficoltà.
“Nel mio primo anno, stagione 2007/08, quella del primo scudetto, si giocava a Montecchio. Quando giravo a Pesaro, la gente mi fermava per chiedermi: gioca a basket? Veramente no, gioco a pallavolo, rispondevo. E loro – sorpresi – commentavano: a Pesaro c’è una squadra di pallavolo?”. Credo che questo spieghi tutto”. Ed era una squadra sponsorizzata Scavolini…

Ilaria, credo di poterlo scrivere: la scorsa estate, lei ha vissuto un’esperienza bellissima: è andata a piedi a Santiago de Compostela. Ce la vuole raccontare?
“In verità, non ho fatto il Cammino completo, dalla Francia alla Galizia. Ho assaporato quello che significa vivere il Cammino e arrivare a Santiago. E’ un’esperienza che ti arricchisce, prima di tutto come persona e di conseguenza come giocatrice. Impari tante cose che stando a casa ti sembrano scontate, anche banali. Ti dici, oddio devo fare questa cosa, devo fare quest’altra, devo programmare gli orari… Nel Cammino non hai orari, mangi quando hai fame, incontri tante persone e non hai barriere. Si potrebbe vivere così anche qui, magari seduti in un bar o al parco, ma scattano altri meccanismi. La mia esperienza più bella sono stati i contatti, i legami che si sono creati”.

Le sue compagne come hanno commentato la sua esperienza?
“Qualcuna mi ha detto: sei pazza a dormire in camerate, a condividere i bagni, a camminare da sola. Ho risposto alle mie compagne come rispondo a lei: era una cosa che volevo fare da sempre; finalmente sono riuscita nel mio intento ed è stato magnifico. E’ vero, però, che è qualcosa che devi sentire, che non ti puoi imporre. E’ un’esperienza di vita: se ti senti di farla, la fai. E se vuoi arriverà il tempo per farla”.

Un’esperienza che piace alle pallavoliste. La scorsa estate ha incominciato a farla Federica Mastrodicasa, ex capitano della myCicero Pesaro, che in compagnia del fidanzato Lapo è partita da Saint-Jean-Pied-de-Port e ha camminato per una settimana, dandosi appuntamento ai prossimi anni per completare il Cammino. Rita Liliom, pallavolista ungherese ex Volley Pesaro, ha fatto di più: in passato è andata da Pamplona a Santiago in compagnia dell’oggi marito Gabor. La scorsa estate, approfittando dell’aver giocato in Francia, a Beziers, concluso il campionato transalpino, ha preso il suo splendido cane Maxi e ha completato il Cammino, andando da Saint-Jean-Pied-de-Port a Pamplona.
“Non lo sapevo! Che bella storia!”.

Avete studiato la myCicero?
“Ancora no – Ilaria lo dice prima dell’allenamento di martedì sera -. Abbiamo ripreso la preparazione lunedì pomeriggio. Avvicinandoci alla partita di domenica, impareremo a conoscere la squadra pesarese. Comunque conosco diverse giocatrici, a incominciare da Lise Van Hecke, mia compagna a Urbino. Ho visto Ghilardi in estate, quando sono venuta a trovare i miei amici pesaresi. Pesaro ha giocatrici d’esperienza, anche internazionale e tornando a quanto ho affermato a inizio intervista confermo che quest’anno non ci saranno partite facili, che ogni domenica sarà una battaglia sportiva”.

Lei ha un’opinione molto positiva di Lise Van Hecke.
“Una ragazza veramente super. Ho bellissimi ricordi di Lise. Quando arrivò a Urbino era molto giovane (aveva 19 anni; ndr), ma fece vedere subito che aveva un grande potenziale. Sembrava non dovesse giocare, ma Ivana Djerisilo, giocatrice serba, s’infortunò e Lise colse l’occasione per mettersi in evidenza. E’ cresciuta ed è diventata protagonista anche a livello internazionale, non solo con il suo Belgio. E’ stata in Turchia e prima ancora in Brasile e ha vinto uno scudetto in Italia. Sono contenta di rivederla domenica”.

Anche noi saremo contenti di rivedere Ilaria Garzaro, una bella persona, una giocatrice che quando va in campo fa sempre – e bene – la sua parte.

Un commento to “Volley A1: Pesaro attende l’ex Ilaria Garzaro, la centrale che mura e cammina (anche a Santiago de Compostela)”

  1. Filippo A. scrive:

    Una volta di più, un’intervista bellissima! Grazie Luciano.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>