Gli studenti del Santa Marta – Branca depongono una corona nel cimitero italiano di Sigmundsherberg

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3 novembre 2017

Visita al cimitero italiano di Sigmunddherberg con le autorità

Visita al cimitero italiano di Sigmunddherberg con le autorità

PESARO – Prosegue il “viaggio della memoria” degli studenti dell’Istituto alberghiero e servizi commerciali “Santa Marta – Branca” nei luoghi italiani e austriaci della prima guerra mondiale, nell’ambito del progetto “Viole a Sigmundsherberg”, sulle orme del fante contadino pesarese Elmo Cermaria. Proprio nel cimitero militare italiano di Sigmundsherberg il 2 novembre i ragazzi, insieme a studenti della scuola professionale alberghiera HLW di Horn, hanno partecipato alla commemorazione di quanti morirono in quel luogo, un tempo campo di prigionia (tra cui figurano, incisi in un monumento, i nomi dei pesaresi Beniamino Bonetti e Giovanni Rossini), deponendo una corona di fiori voluta da Provincia, Comune e Istituto “Santa Marta – Branca”.

Alla cerimonia erano presenti l’assessore al dialogo del Comune di Pesaro Luca Bartolucci, la rappresentante della Provincia di Pesaro e Urbino Patrizia Paoloni (Ufficio programmazione scolastica), il sindaco di Sigmundsherberg Franz Goed, il colonnello Roberto Magni in servizio all’Ambasciata d’Italia a Vienna, il nipote di Elmo Cermaria, Francesco Nicolini (che ha raccolto in un volume le memorie del nonno, sopravvissuto al campo di prigionia) e gli insegnanti del “Santa Marta – Branca” Francesca Coraducci, Rosa Lorena Ferri e Carlo Balocchi.

Studenti Santa Marta Branca ricevuti all'Ambasciata d'Italia a Vienna

Studenti Santa Marta Branca ricevuti all’Ambasciata d’Italia a Vienna

La delegazione pesarese è stata anche ricevuta all’Ambasciata d’Italia in Austria dall’ambasciatore vicario Marco Di Ruzza e da altre autorità. Nella prima giornata del “viaggio della memoria” gli studenti avevano invece visitato il Sacrario di Redipuglia e le trincee e ricoveri per cannoni sul Monte San Michele, accompagnati da due guide d’eccezione, Aurelio Slapater (nipote del famoso scrittore Scipio) ed il professor Luca Zorzenon del liceo di Gorizia, che hanno raccontato fatti e particolari importanti per capire questa guerra “di posizione” ed i suoi orrori.

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