LA RECENSIONE: Maddalena Crippa è Riccardo II despota e…vittima dei complotti. Il dramma di Shakespeare fino a domenica al Rossini

di 

3 novembre 2017

Dario Delle Noci

Maddalena Crippa

Maddalena Crippa

PESARO – Ottant’anni e una scia di successo di pubblico e critica tra i più importanti artefici del teatro tedesco ed europeo nella seconda metà del Novecento. Questo il biglietto da visita del regista Peter Stein. Poi l’incontro con Maddalena Crippa, l’intesa che vale una carriera oltre che un matrimonio. E non avrebbe potuto essere altrimenti l’osmosi fra un genio della regia e un mostro sacro del palcoscenico che in questo lavoro di Shakespeare (per la traduzione di Serpieri e la riduzione del regista berlinese) non tradisce neppure per un secondo la sua bravura che l’ha portata dagli anni settanta ad oggi anche protagonista sul grande schermo

Un dramma, il Riccardo II, che ha alle spalle oltre quattro secoli di storia ma, se lo lo attualizzi, riscopri che la natura umana, al di là dello tsunami tecnologico, non è granché cambiata nelle sue intime fibre. La lotta per il potere (altro non è che la smania di carrierismo), la sete di vendetta, il complottismo, l’odio e la malinconia hanno attraversato i millenni rimanendo inalteratamente sentimenti beceri che indossano un vestito diverso in ogni epoca. Compresa la nostra.

LA SINOSSI: Riccardo II (The Tragedy of King Richard the Second) racconta la vita del re Riccardo II d’Inghilterra, ultimo erede dei Plantageneti. Si tratta del primo componimento della tetralogia enrieide, a cui seguirono i successivi tre : Enrico IV, parte 1, Enrico IV, parte 2, Enrico V. La vicenda e’ quella della ribellione dei Pari d’Inghilterra, che termina, dopo alterne vicende con quelli che oggi chiameremmo competitors, con l’abdicazione del monarca e con la sua morte in prigione. Deciso a governare da monarca assoluto, Riccardo II aveva fatto assassinare o esiliare i suoi principali collaboratori e imprigionare numerosi elementi della nobiltà ma, mentre si trovava in Irlanda, gli eventi precipitano e Riccardo II é relegato nella Torre dovendo rinunciare alla corona. E lì morirà assassinato-

Questo slideshow richiede JavaScript.

I più maliziosi troveranno certamente analogie con la situazione politica contemporanea non d’oltre Manica e neppure europea ma italianissima. E noi – manco a dirlo – siamo del gruppo e sapremmo riconoscere gli interpreti. E’ una divagazione tutta nostra. Ce ne scusiamo. In ogni caso un tema sempre attuale: quello della sostituzione di un potere legittimo con uno non legittimato ma la pièce non intende evidenziarlo vincolandosi al testo classico senza peculiari guizzi innovativi se non quello di un’artista completa e altamente professionale che veste i panni di un uomo o di un inaspettato effetto fumo stile Pooh, a nostro avviso fuori luogo. Nel cast (che dà costantemente prova di capacità diaframmatiche fresche di Accademia) si stagliano Alessandro Averone ( l’erede al trono Henry Bolinbroke) interprete nei panni di Luca Varani della fiction “Io ci sono” (l’aggressione alla pesarese Lucia Annibali, ndr) Paolo Graziosi (John Gaunt) e Graziano Piazza (Thomas Mowbray)

Onestamente, ci saremmo aspettati di più e di meglio. Ma, come detto, il rigore classico dell’opera che ha contraddistinto il lavoro non poteva sforare più di tanto. E una sorta di siparietto a colpi di un collettivo lancio di guanti di sfida non è riuscito a stemperare la rappresentazione dal ritmo talmente lento che, durante l’intervallo, ha fatto guadagnare l’uscita a più di qualche spettatore. Apprezzabile, invece, il monologo finale della Crippa, rinchiusa nella Torre, in cui l’artista, sovrano tradito e spodestato, sottolinea la mancanza di senso dell’esistenza dell’essere umano e dell’inutilità della vita stessa. Un passaggio che è valso a lei e al cast intero il lungo applauso finale da parte di un pubblico che, fino a quel momento, non si era spellato le mani. Succede.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>