Vuelle, così non va: Capo d’Orlando vince 73-56

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5 novembre 2017

VuelleBETALAND CAPO D’ORLANDO – VICTORIA LIBERTAS PESARO 73-56
BETALAND CAPO D’ORLANDO: Galipò ne, Alibegovic 12, Ihring 3, Atsur 3, Kulboka 7, Laganà ne, Strautins 4, Delas 9, Edwards 13, Wojciechowski 12, Ikovlev 10, Donda 0. All. Di Carlo
VICTORIA LIBERTAS PESARO: Omogbo 7, Ceron 10, Mika 12, Moore 7, Bocconcelli 0, Ancellotti 5, Solazzi ne, Bertone 9, Monaldi 3, Serpilli 3. All. Leka
ARBITRI: Filippini, Bettini, Bongiorni
PARZIALI: 15-18, 21-11, 16-9, 21-18

CAPO D’ORLANDO (Messina) – Ancora una brutta sconfitta per la Vuelle, che dopo essersi arresa in casa, con Cremona domenica scorsa, ha alzato ben presto bandiera bianca anche in terra siciliana, venendo sonoramente battuta dalla Betaland per 73 a 56. Pochissimo da salvare in casa Vuelle, tradita da Moore ed Omogbo, ma soprattutto apparsa arrendevole fin dalla palla a due, troppo insicura sia in attacco che in difesa e delle squadra brillante di inizio stagione, si sono perse completamente le tracce. La classifica si fa veramente preoccupante, così come il pericoloso attendismo della società, che non è riuscita a firmare ancora il sostituto di Little e dovrebbe fare i conti con la realtà di una squadra corta, sia di uomini che di idee.

Coach Leka schiera a sorpresa Michele Serpilli nello starting five, insieme a Moore, Ceron, Mika ed Omogbo, i padroni di casa si portano sul’8 a 4, sfruttando un paio di dormite della difesa biancorossa e ci vuole la tripla di Ceron per riavvicinarsi a meno uno, con Bertone bravo ad andare in contropiede per il 9 a 10 e Mika altrettanto bravo a segnare da sotto il primo vantaggio Vuelle (13-10 al 5’), con due canestri da distanza ravvicinata, il secondo dopo aver conquistato un rimbalzo offensivo. Coach Di Carlo chiama timeout ed effettua i primi cambi, imitato da coach Leka, che inserisce Monaldi al posto di capitan Ceron ed Ancellotti al posto di un positivo Mika, l’attacco pesarese fatica ad esprimere un gioco pulito, con un paio di violazioni di passi ampiamente evitabili, in un primo quarto che non verrà ricordato per la qualità del basket espresso dalla due formazioni e che si chiude sul punteggio di Capo d’Orlando 15 – Pesaro 18.

I canestri di Ancelotti e Monaldi sul finire del primo quarto sono stati una boccata d’ossigeno, per una Vuelle che aspetta ancora i primi punti della coppia Moore-Omogbo e che rimane senza segnare per i primi tre minuti del secondo periodo, subendo un parziale di 6 a 0 e l’emorragia offensiva non sembra di facile risoluzione, con un paio di airball preoccupanti mandati in orbita dai tiratori biancorossi, ci vuole il solito Mika per sbloccare il 18 dal tabellone e finalmente si iscrive a referto anche Omogbo con il contropiede del 24 a 22, anche se l’inerzia è ormai passata dalla parte dei padroni di casa, bravi a trovare la tripla del più cinque con Kulboka, L’attacco biancorosso si regge sui rimbalzi offensivi, perché le polveri continuano a rimanere bagnate e ci si mette anche Omogbo a combinare danni, regalando tre liberi a Strautins (29-24 al 17’), per una Betaland che continua a far male dalla linea dei 6.75, con Alibegovic ad imbucare la tripla del 34 a 28, mentre Pesaro litiga anche coi liberi (1 su 4), in un primo tempo dove diverse cose non hanno funzionato e che si conclude con la Betaland meritatamente in vantaggio per 36 a 29.

Le statistiche di metà partita evidenziano lo strano zero alla voce punti segnati da Dallas Moore, che si è preso solamente due tiri in 18 minuti, per una Vuelle che è rimasta in partita grazie soprattutto ai 22 rimbalzi catturati, di cui 10 offensivi, mentre la percentuale dalla linea dei 6.75 è deficitaria (2 su 12).

Arrivano finalmente i primi due punti per Moore in entrata (33-36) all’inizio del terzo quarto, ma le cose rimangono complicate per coach Leka, che vede i suoi giocatori tornare mestamente a meno nove (42-33), costringendolo a chiamare un timeout tutto incentrato sulle disattenzioni espresse dai suoi ragazzi sul parquet, ma il minuto di sospensione non dà i risultati sperati, con la Betaland che trascinata da Edwards vola sul 46 a 33, senza neanche faticare troppo, schierando una zonetta che Pesaro non riesce a leggere, persa nei suoi problemi, sia in fase offensiva che difensiva, e non si intravede una reazione in tempi brevi, a meno che, una delle sue presunte stelle, non riesca miracolosamente ad accendersi, ma non ci sembra la serata giusta, con Capo d’Orlando che senza apparente fatica, mantiene agevolmente la doppia cifra di vantaggio, chiudendo il terzo periodo in vantaggio per 52 a 38.

Difficile sperare di rimettere a posto la situazione dopo aver segnato appena nove punti nel periodo precedente, ma è doveroso almeno provarci, in un campionato che in ogni caso non finisce oggi e vivrà anche di differenze canestri, ma le triple continuano a colpire i ferri del palasport siciliano, la difesa continua a fare acqua e il tabellone al 33’ sentenzia il più 14 per i padroni di casa (57-43), la tripla di Omogbo sveglia il nigeriano da un torpore durato troppo a lungo, stessa situazione applicabile a Moore, che infila la tripla del 49 a 60, con Edwards che prova a regalare ancora emozioni al suo pubblico sbagliando la schiacciata del più 15, ma Pesaro stasera non accetta neanche regali e si ritrova sempre pesantemente sotto (68-51), con le triple di Alibegovic che mettono il sigillo sul meritato successo dei siciliani. Rimangono tre minuti da giocare, che cambieranno di poco le carte in tavola e che sanciscono solamente l’entità della sconfitta, la sirena finale arriva mestamente, decretando la vittoria della Betaland per 73 a 56 ed aprendo ufficialmente lo stato di crisi della Victoria Libertas.

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