Venerdì 17 novembre la commemorazione della strage di Piazzale Innocenti

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15 novembre 2017

 

INNOCENTIROSCIOPESARO – Alle 10.30 del 17 novembre, gli alunni dell’Istituto Comprensivo Gaudiano accompagnati dall’ANPI Comunale di Pesaro percorreranno le vie del centro storico da piazza del Monte a Piazza del Popolo fino a Piazzale degli Innocenti per commemorare la Strage dell’omonimo piazzale.

Erano le ore 13.00 del 17 novembre 1943 quando una granata lanciata da una postazione tedesca sul San Bartolo piomba su Pesaro, in piazzale Spalato, uccidendo quattordici persone, quasi tutti bambini.

Si trattava di un’esercitazione annunciata che doveva coinvolgere solo la spiaggia: chi abitava verso il mare – oltre la nazionale – era stato evacuato fino a mezzogiorno, termine ufficiale dell’esercitazione. Un’ora dopo il termine dell’esercitazione – in un piazzale lontano dalla zona a rischio – erano tante le persone che si muovevano tranquillamente, tra i quali molti bambini che giocavano come sempre per strada. In un attimo una deflagrazione distrusse lo spiazzo, lasciando a terra due morti in viale Battisti e ben dodici nel piazzale.

Alfredo Anastasia, all’epoca bambino, ricorda che si salvò solo perché le schegge furono frenate dal pesante cappotto che indossava, restando ferito solo sotto al ginocchio da un frammento «è ancora lì conficcato, a ricordo di quel tragico giorno».

L’ufficiale tedesco di collegamento presso la Prefettura intervenne subito presso il comando tedesco, chiedendo di cessare il fuoco perché erano stati colpiti donne e bambini. In tutta risposta una voce dall’altro capo del filo – forse quella del comandante Sprave – gli rispose che non si prendevano ordini da pari grado, aggiungendo cupo che «la popolazione doveva pagare». Solo più tardi giunse l’ordine definitivo di cessare il fuoco. Giulio Giovanelli ricorda come «i cadaveri delle vittime furono trasportati al camposanto sul far della notte quasi di nascosto, e deposti nella chiesa».

Cosa è successo in piazzale Spalato? È possibile che a determinare la tragedia sia stato un errore umano che abbia poi ricevuto una disdicevole copertura per i responsabili. Altrettanto probabile è che si tratti di una strategia già abbondantemente usata dalla Wehrmacht e dalle SS nei paesi slavi occupati: colpire sistematicamente e con attacchi mirati l’intera popolazione, producendo così un senso di terrore e di impotenza tra i civili ed i resistenti.

La Resistenza in città era lungi dal diventare palese, ma già da settembre le forze nazi-fasciste avevano subito durissime perdite in Abruzzo e nelle Marche contro partigiani e forze armate italiane fedeli alla monarchia. In provincia, proprio all’inizio del mese, i tedeschi avevano trucidato due donne ed un giovane a Ca’Mazzasette, il tutto nel fallito tentativo di catturare uno dei più importanti antifascisti del territorio: Erivo Ferri. Che sia stato un errore o una spietata strategia per stroncare sul nascere i sentimenti di rivolta della popolazione italiana, la strage di Piazzale degli Innocenti è il primo bagno di sangue patito dalla città di Pesaro nella Seconda Guerra Mondiale, dove a pagare furono soprattutto i più piccoli, i più innocenti.

 

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