Vittoria in stile Vuelle: fare e disfare per poi resuscitare. Sono due punti d’oro

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4 dicembre 2017

La Vuelle esulta per la vittoria su Varese (Foto Filippo Baioni)

La Vuelle esulta per la vittoria su Varese (Foto Filippo Baioni)

PESARO – Forse esistono ancora i veri ottimisti, quelli che sul 52 a 35 per la Vuelle, cercavano di ricordarsi dove avevano parcheggiato la macchina, sperando di poter andarsene un paio di minuti prima, per evitare la fila dell’uscita, pensando che tanto la partita ormai era decisa e Pesaro avrebbe agevolmente portato a casa la vittoria, ma probabilmente erano tifosi biancorossi novizi, quelli che non hanno tribolato con noi negli ultimi sei anni, quelli dove la VL ha vinto agevolmente forse un paio di partite in tutto, sulle ottanta casalinghe disputate, mentre le altre vittorie se l’è dovute sudare fino all’ultimo minuto.

E puntualmente, anche contro Varese, è andato in scena il solito finale punto a punto, con i biancorossi che si sono fatti rimontare nell’ultimo quarto, quello dove Pesaro ha tirato praticamente solo da tre (3 su 13), con un solo canestro da due a segno, quello di Omogbo su rimbalzo offensivo, con la difesa varesina che ha chiuso l’area, lasciando spazio solo ai tiratori biancorossi, con il piccolo problema che le tre triple sono arrivate solo grazie a Moore, con i compagni che avevano perso la mira dei primi venti minuti, quelli chiusi avanti di 13 lunghezze, vantaggio lievitato fino al famigerato 52-35 del 25’, periodo di tempo dove la Vuelle ha tirato con il 50% da tre (8 su 16), mentre nei restanti 15 minuti, ha messo insieme un misero 3 su 18, le tre segnate da Moore, per una percentuale complessiva del 32%.

Tanti numeri da analizzare, come quelli che raccontano come la Vuelle abbia preso lo stesso numero di conclusioni (34) da due e da tre punti, non un bel segnale per la fluidità dell’attacco biancorosso, che spesso si dimentica di servire i suoi lunghi, portando l’azione al limite dei 24 secondi, finendo poi per forzare la conclusione dall’arco, numeri che dicono che con i soli 8 assist distribuiti, su 25 canestri realizzati, Pesaro si conferma la peggiore squadra del campionato in questa statistica, numeri che raccontano anche che i 15 rimbalzi offensivi catturati, sono stati determinanti per portare a casa la vittoria, con Mika ed Omogbo bravi a farsi trovare al posto giusto al momento giusto e che sommati, raccontano che Pesaro è stata praticamente sempre avanti nel punteggio, tranne il 9 a 8 dei primi minuti e che si è meritata di portare a casa questa vittoria, determinante per poter sperare di salvarsi, con la classifica che rimane sempre cortissima nella parte bassa, dove a 4 punti sono rimaste Reggio Emilia e Brindisi, le altre due squadre battute dalla Vuelle, che a 6 punti, si trova in compagnia, oltre che di Varese, di Cremona, Trento e Pistoia, la prossima avversaria dei biancorossi, in un campionato con poche certezze, dove dietro ogni partita può nascondersi una sorpresa. Ci sarà da soffrire, ma questo lo sappiamo tutti, tutti, tranne forse quelli che sul più 17, pensavano di avere già la vittoria in tasca e che, guardando la classifica, pensano di essere a soli due punti dalle Final Eight di Coppa Italia, tutto giusto in teoria, ma noi siamo a Pesaro e dobbiamo rimanere ancorati alla realtà.

 

I PIU’ ……

Dallas Moore: Che non fosse timido lo sapevamo già, che fosse in grado di prendersi una quindicina di tiri anche, che gli piaccia rimanere tanto sul parquet idem e non è casuale che Dallas, con i suoi 35 minuti di media, sia il giocatore più utilizzato del campionato, davanti ad Omogbo, quello che speravamo è che fosse anche il go to guy della Vuelle e ieri sera, per fortuna, ha segnato il canestro decisivo di una partita che lo ha visto sempre protagonista.

Dallas Moore (Foto Filippo Baioni)

Dallas Moore (Foto Filippo Baioni)

Emanuel Omogbo: Ormai le difese avversarie lo conoscono e gli lasciano ampio spazio sul perimetro, chiudendogli le linee di penetrazione, limitando di molto il suo potenziale offensivo, ma Manny non è uno che si perde d’animo e contro Varese, trova il modo di catturare 11 rimbalzi, compreso quello offensivo nei minuti finali, tramutato in un gioco da tre punti determinante per la vittoria.

 

 

Primo tempo: Pesaro gioca una buona pallacanestro, colpendo dal perimetro con buone percentuali, consentendo a Varese di segnare solo 27 punti e vincendo la lotta a rimbalzo.

 

….. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – VARESE

Assist e palle recuperate: Solo 9 assist e sole 6 palle recuperate, per una Vuelle che fatica a far circolare la palla a dovere e in difesa, non riesce ad esprimere quell’aggressività necessaria per innestare il contropiede.

Rihard Kuskiks: Deve smaltire quei chiletti di troppo che si è portato dietro dalla Lituania e in difesa non ci sembra una garanzia, ma ricordiamoci che lo abbiamo preso soprattutto per far canestro da tre e il tiro sembra affidabile, a patto che la condizione fisica gli consenta di non sparire nel secondo tempo.

Tiro da tre: Dopo un buon primo tempo, Pesaro smarrisce la mira dalla linea dei 6.75 e soprattutto, continua a forzare le conclusioni, dimenticandosi di servire i suoi lunghi.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

In settimana, Simone Fontecchio lascerà Milano e andrà in prestito a Cremona, rinforzando una delle possibili squadre nel mirino della Vuelle, un bene per il giocatore, che in queste prime nove partite, ha giocato la miseria di 30 minuti, un male per la Vuelle, la prima ad inseguirlo fin dall’estate, ma che non ha mai potuto mettere sul piatto un’offerta economica adeguata, dato che si tratta di un prestito oneroso, dove la Vanoli pagherà una buona parte del suo stipendio. SI è capito che saranno i rinforzi a stabilire le gerarchie di questo campionato, dove Ivanov è stato determinante nella larga vittoria di Pistoia con Torino, dove James White ha rischiato di portare la sua Reggio Emila al successo contro l’Armani e dove il mercato sempre aperto, cambierà ogni settimana le carte in tavola.

Pesaro la sua mossa l’ha fatta, probabilmente l’unica, se la malasorte non ci metterà lo zampino, dato che del famigerato main sponsor si sono perse le tracce e di passare all’onerosa formula del 3+4+5, il presidente Costa non ci pensa nemmeno, così l’osservato speciale del match contro Varese è stato Kuksiks, arrivato a Pesaro con qualche chiletto di troppo, cosa perlomeno curiosa, dato che non si tratta di un giocatore inattivo, ma di uno che giocava due partite alla settimana, tra coppa e campionato, ma probabilmente, nel campionato lituano, si chiedono standard diversi agli atleti, mentre in Italia devi essere un professionista fuori e dentro il campo. Il lettone non è un cattivo giocatore e finché il fiato lo ha sorretto, ha confermato le sue qualità balistiche, con un tiro naturale e veloce, una buona capacità di liberarsi dietro ai blocchi e l’intelligenza tattica per capire quando è il suo turno di prendersi le conclusioni. Ma Kuksiks è un esecutore, non un creatore di gioco e per rendere al massimo, ha bisogno di una squadra che lo metta in condizione di prendersi qui 6-7 tiri puliti ogni domenica, cercandolo al momento giusto dietro la linea dei 6.75, si ritorna così alla mancanza di un playmaker puro nel roster biancorosso, problema venuto fuori in tutta la sua gravità nell’ultimo quarto, dove coach Caja ha messo sul parquet una difesa arcigna, che ha chiuso ogni linea di penetrazione ai pesaresi, costringendo la Vuelle a forzare i tiri da tre, dimenticandosi completamente del pick and roll e di servire i lunghi, un peccato, perché Mika non sarà il giocatore più verticale del campionato, come dimostrano le tre stoppate subite nei primi minuti, ma è un ragazzo intelligente, che sa leggere le situazioni e non ha paura dei contatti, mentre Omogbo fa più fatica a capire quello che succede sul parquet e prende quello che gli concedono, con quelle triple sbilenche che faticano a trovare la via del canestro, anche se il nigeriano sta lavorando come un matto sul suo tiro durante la settimana.

Lavorare duro è il mantra che coach Leka usa ogni volta che ha un microfono davanti, perché sa che la sua Vuelle è ancora una squadra work in progress, con Kuksiks da inserire, Omogbo da sgrezzare, Moore da contenere, Monaldi e Ceron da rinfrancare, Bertone da stimolare, Ancellotti da rinforzare e Mika da pungolare, sabato sera si va a Pistoia, forse l’ultima partita abbordabile del girone d’andata, per una Vuelle che con Kuskiks ha di nuovo una rotazione ad otto, l’ideale per un allenatore poco esperto come Leka, che usa Moore ed Omogbo per 35 minuti e ruota gli altri sei a seconda delle esigenze, poi ci sarebbe il discorso Mario Little, che probabilmente non sarà in grado di giocare prima delle feste e che sembra in ogni caso, sul piede di partenza, ma ne riparleremo a tempo debito, per questa settimana ci godiamo ancora quel canestro impossibile di Moore, su un piede solo, su una mano sola, di tabellone, con una probabile violazione di passi, mascherata dalla velocità di esecuzione del tiro, che se lo fa un altro, ringrazi solamente la fortuna, ma che se viene dalle mani del tuo miglior giocatore, ti convinci che sia bravura, anche se poi il fattore C è sempre determinante.

 

DAGLI ALTRI PARQUET

Vincendo a Cantù stasera nel posticipo, Brescia ha la possibilità di portare a quattro punti il vantaggio sulle seconde, causa la sconfitta di Venezia ad Avellino dopo un supplementare, con gli irpini che affiancano a quota 14 proprio l’Umana e Milano, che vince di un solo punto a Reggio Emilia, con la Grissin Bon che fallisce il tiro della vittoria, stessa cosa successa a Bologna, dove Cremona ha fallito con Milbourne, il layup del possibile successo. Vince in volata anche Capo d’Orlando, che punta decisamente alle Final Eight, dopo i due punti conquistati ai danni di Trento, obiettivo alla portata anche di Sassari, che rifila trenta punti a Brindisi, mentre fa notizia, la seconda sconfitta consecutiva di Torino, mai in partita a Pistoia.

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