Il compianto Leone Pantaleoni nel ricordo di Luciano Bertuccioli

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9 dicembre 2017

Luciano Bertuccioli

PESARO – Ho conosciuto Leone Pantaleoni tanti anni fa, al circolo degli scacchi che allora era ospitato dal Moto Club Benelli, in Corso XI settembre. Da allora non è cambiato, tanti interessi, tanta cultura e tante doti, una per tutte: la generosità. In primis la cultura, la passione per il sacro, per il mistero; l’enigma lo ha sempre affascinato, sia quello racchiuso nella Sindone che quello degli evangeli, della loro storicità ed autenticità aveva fatto ricerche che divulgava. Poi l‘enigmistica dove era maestro ed autorevole creatore di rebus, autore nella “Settimana Enigmistica”, allievo di Pietro ed amico di Stefano Bartezzaghi.

Dell’enigmista aveva il rigore e la creatività, doti che risultano decisive in un altra disciplina che amava, gli scacchi. Il tutto condito con una arguzia ed ironia unici. Le tante competenze non diluivano il valore dei suoi studi e delle sue capacità. Come scacchista avrebbe potuto essere un Grande Maestro avesse voluto dedicarsi esclusivamente al gioco “tiranno”, ma era un mondo troppo ristretto, dove non avrebbe potuto spaziare con la sua fantasia e la curiosità che rendeva unica la sua mente brillante.

Leone Pantaleoni Leone era un gigante nella sua umanità, la capacità di farsi voler bene, la gentilezza e la grande generosità che lo portava a spendersi per gli amici e per chi condivideva i suoi interessi. Collaboratore del “Nuovo Amico”, il giornale diocesano era divulgatore e dispensatore delle sue conoscenze. Come non ricordare la sua attività nei social, dove teneva gratuitamente rubriche di rebus, anagrammi, indovinelli, con più di cento solutori che giornalmente gli mandavano risposte, e lui aveva sempre una parola generosa e buona per tutti, e ognuno gratificava con complimenti e classifiche sempre aggiornate. Se doveva assentarsi per qualche motivo dal suo impegno, si sentiva in colpa, si scusava con chi non poteva trovare il suo dono.
Caro Leone, Ricorderò per sempre le nostre chiacchierate in cui mi raccontavi di te, dell’amore per i nipotini, della tua Fede, dei tuoi progetti. E queste poche righe non sono nulla, non esauriscono certo quello che eri e che sarai in chi ti ha conosciuto. E’ solo un piccolo, disperato ricordo che non consolerà nessuno.

 

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