Troppi infortuni e morti bianche, sotto l’albero di Natale più l’Anmil punta a mettere più prevenzione e sicurezza

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18 dicembre 2017

Il presidente provinciale dell'Anmil Fausto Luzi

Il presidente provinciale dell’Anmil Fausto Luzi

PESARO – «Sotto l’albero? Mettiamo più sicurezza. Da spendere nel lavoro come nella vita. Il dono più importante che si possa fare e ricevere, perché significa amore verso sé stessi e gli altri, verso i familiari e una società che, nel terzo millennio, non può né deve più piangere morti bianche e tragici infortuni evitabili grazie a semplici norme di prevenzione. Soprattutto adesso, di fronte agli spiragli di ripresa economica, non ci si faccia cogliere impreparati». È un augurio natalizio diverso dal solito quello che il Presidente Anmil (Associazione nazionale fra mutilati e invalidi sul lavoro) Pesaro e Urbino Fausto Luzi rivolge alla comunità. Auspicio più che necessario considerato il pesantissimo bilancio sugli infortuni, in particolare mortali, che ha segnato drammaticamente la provincia pesarese e che ha portato l’Anmil Pesaro e Urbino a non abbassare mai la guardia, anzi, ad incrementare le iniziative di sensibilizzazione su prevenzione e sicurezza presso istituzioni, datori di lavoro e lavoratori. Come il recentissimo convegno sulla 231/01 sul Modello organizzativo gestionale e responsabilità penale delle imprese per gli infortuni sul lavoro, promosso insieme a Ordine degli Avvocati di Pesaro e Urbino e Camera Penale “Vittorio Pieretti” di Pesaro. Un’iniziativa assai partecipata che, tra gli altri, ha visto la presenza del Presidente nazionale Anmil Franco Bettoni, del Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, del vice-presidente del Consiglio regionale Renato Claudio Minardi e della Sen. Camilla Fabbri, Presidente della Commissione di inchiesta del Senato sugli infortuni sul lavoro.

Ed è proprio la senatrice Fabbri a tracciare un quadro della situazione e a lanciare precisi impegni per l’imminente futuro: «I dati Inail non sono confortanti – osserva -. Gli incidenti e i morti registrano, nei primi sette mesi del 2017, una crescita rispettivamente dell’1,3% e del 5,2%. 591 morti in sette mesi, quasi 3 morti al giorno. La Regione Marche è purtroppo in linea con questa tendenza negativa come sottolineato dai sindacati: nei primi otto mesi del 2017 si sono avuti 13 infortuni mortali (14 i casi denunciati) contro i 3 casi dello stesso periodo del 2016. Un incremento del 76,92%. Di fronte a questo quadro, la nostra sfida come Commissione d’inchiesta sugli infortuni è quella di promuovere la diffusione di una cultura della prevenzione in ogni ambiente di lavoro, perché la sicurezza diventi, in particolare per le imprese, un investimento e non un aggravio, e sia effettiva e non si riduca ad un adempimento burocratico. In base alle nostre indagini (sul caporalato in agricoltura e nel tessile, sull’esposizione all’amianto, sulla sicurezza ferroviaria, sui cantieri) abbiamo proposto alcune modifiche legislative. In particolare stiamo lavorando ad un disegno di legge di riforma del decreto 231 del 2001 relativo alla responsabilità penale delle imprese per gli infortuni sul lavoro. Continuiamo a sostenere la necessità di rafforzare e investire sull’Ispettorato nazionale del lavoro in modo da rendere le ispezioni incrociate e sinergiche. Altrettanto importante è completare, varando i restanti decreti attuativi, l’applicazione del Testo Unico del 2008 sulla sicurezza. Il Testo unico amianto, di cui sono prima firmataria, deve essere approvato, ormai nella prossima legislatura, perché riordina tutte le norme esistenti in materia, spesso in conflitto fra loro, favorendo le bonifiche e garantendo giustizia alle vittime. Sono sfide importanti, ma la battaglia per la sicurezza del lavoro è una battaglia democratica alla quale non possiamo venire meno e che dobbiamo vincere. Tutti insieme».

A declinare a livello regionale l’impegno sulla prevenzione infortuni è il vice-presidente del Consiglio regionale Marche Renato Claudio Minardi, sempre vicino e presente alle iniziative di sensibilizzazione Anmil: «La tragica cifra sia degli infortuni, che delle malattie professionali e di quelli, purtroppo, con esiti mortali – commenta -, ci richiama nel continuare insieme la battaglia di prevenzione e diminuzione degli infortuni. La Regione Marche, a tal fine, è impegnata su più fronti: dagli interventi di formazione professionale e di protezione sociale alle campagne di prevenzione. Non esiste pieno riconoscimento della persona se il diritto alla sicurezza nel luogo di lavoro è negato e, dunque, possono essere compromesse le prospettive di futuro. È forte il mio impegno affinché la sicurezza sul lavoro diventi un valore condiviso e una ricchezza del nostro Paese e delle nostre aziende, una garanzia per i lavoratori e per le loro famiglie».

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