Vuelle all’ennesimo finale punto a punto sprecato. L’analisi della sconfitta con Avellino

di 

18 dicembre 2017

Immagine 9262PESARO – Siamo sempre lì, a rammaricarci per l’ennesimo finale punto a punto sprecato dalla Vuelle. Evento che nelle 11 partite disputate finora, è accaduto per ben otto volte, con Pesaro che ne ha portati a casa solo tre, mentre nei restanti cinque, sono stati gli avversari ad incassare i due punti.

E’ successo anche ieri sera, in un match che dopo il primo quarto sembrava già finito, con Avellino che aveva segnato 29 punti, chiudendo i primi dieci minuti con una valutazione di 38, contro l’1 di Pesaro, con il pubblico che aveva già cominciato ad esprimere il suo dissenso, con il timore che la loro Vuelle non fosse stata in grado di rientrare in partita, contro un’avversaria sicuramente più forte, costruita per arrivare nelle prime quattro, con un giocatore fenomenale come Jason Rich e allenata in modo semplice da coach Sacripanti, un primo quarto dove i raddoppi portati da Ceron su Fesenko, lasciavano praterie ai tiratori avellinesi, dove nessun biancorosso riusciva a scagliare un tiro pulito, tutti timorosi di prendersi una stoppata in faccia, dove si pensava che il passivo, nel prosieguo del match, potesse solo aumentare.

Ma Pesaro è una squadra imprevedibile, sia per i suoi tifosi, che per gli avversari, capace di incendiarsi in qualsiasi momento, perché come tutte le squadre inesperte, vive di entusiasmo più che di tattica e, piano piano, con la complicità di una Sidigas che forse ha commesso l’errore di aver pensato di avere già la vittoria in tasca, si è riportata sotto, trascinata da Moore e Mika, con Bertone a fare il playmaker e Kuksiks a colpire dall’arco, recuperando punto su punto, senza mai riuscire a mettere la testa avanti, fattore che può  sembrare una sciocchezza, ma che invece è un chiaro sintomo della frenesia che accompagna la Vuelle nei momenti topici, quelli dove non riesce più a prendersi un tiro pulito, dove il pallone non circola più come nell’azione precedente e dove fallisce i liberi che l’avrebbero portata per la prima volta in vantaggio. Poi arriva anche l’ultima azione, quella dove avevi 24 secondi per costruire un tiro, sotto di due nel punteggio, con tutte le opzioni sul tavolo, dal tiro veloce da due, per cercare subito la parità, all’entrata al ferro, per aprire la difesa, cercando uno scarico per un compagno o per subire un fallo. La Vuelle ha scelto la più leggibile, quella che prevedeva che il pallone finisse nelle mani di Dallas Moore, tirando da tre ad una decina di secondi dalla sirena, per avere la possibilità di prendere il rimbalzo offensivo, opzione che purtroppo avevano letto sia Sacripanti, che soprattutto Leunen, che accettava il cambio sistematico, rimanendo incollato al play biancorosso, nonostante la differenza di statura, rifilandogli la stoppata sul tiro da tre che Moore ha deciso in ogni caso di prendersi, rinunciando colpevolmente a cercare l’entrata in palleggio, per scaricare ad un compagno o cercare la soluzione in proprio, con buone possibilità di farsi fischiare un fallo a favore. Moore era stato decisivo quindici giorni fa, nella vittoria contro Varese, con quella tripla di tabellone, ma purtroppo non sempre la fortuna gira dalla tua parte e a volte, le devi andare incontro, mischiando le carte in tavola, disegnando magari uno schema per liberare al tiro Kuksiks, che fino a quel momento aveva cinque su sei nelle triple, o per servire in movimento Mika, che senza Fesenko ha fatto vedere tutto il suo valore, mentre con il gigante ucraino in campo, ha sofferto tantissimo. Cercare di vincere la partita col tiro da tre insomma, non è stata la scelta ideale, perché era percorribile anche quella di cercare il supplementare, dato che l’avresti giocato a casa tua, dopo aver rimontato e con pubblico e inerzia dalla tua parte. Alla fine ha vinto la squadra più forte, quella che è stata avanti per tutti i quaranta minuti, quella che è stata più lucida e fredda nei momenti topici, ma rimane il rammarico di essere andati vicini all’impresa, perché vincere contro una big lo sarebbe stato veramente per questa Vuelle, che è sicuramente inferiore ad almeno sette-otto formazioni di questo campionato, ma che per salvarsi dovrà riuscire a racimolare punti inaspettati, cominciando magari dalla trasferta di Cantù, squadra sicuramente diversa da Avellino, ma che è più forte di una Vuelle, sempre imprevedibile, ma pericolosamente rimasta penultima da sola, con la sola Brindisi dietro di lei.

I PIU’ ……

Rihard Kuksiks: 18 punti con cinque triple a referto sulle sei tentate dal lettone, che magari non avrà tante altre frecce al suo arco, ma che non ha paura di prendersi le sue responsabilità, pensate cosa potrebbe fare se i compagni ogni tanto, gli portassero dei blocchi per farlo tirare libero coi piedi per terra.

Eric Mika: Continua a sbagliare cose elementari e deve ancora imparare ad essere più scaltro, con la consapevolezza che qui da noi, su quattro “bastonate” che prendi sotto canestro, ti va bene se te ne fischiano una a favore, ma il ragazzo sa giocare a pallacanestro, sa leggere le situazioni e a rimbalzo, sa far valere centimetri e atletismo, essere riuscito a prendersi 19 tiri, segnare 16 punti e catturare 15 rimbalzi contro i lunghi avellinesi, sono numeri di tutto rispetto.

Tiro: Pesaro tira da tre con un buonissimo 50% (9 su 18), senza comunque forzare dal perimetro, prendendosi ben 57 conclusioni da due, in una partita dove la Vuelle ha scoccato ben 75 tiri, record stagionale, contro i 54 di Avellino.

 

….. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – AVELLINO

Manny Omogbo: Sarà perché gli hanno preso le misure, sarà perché, se il livello tecnico si alza, non riesce più ad incidere come nelle prime partite, ma il nigeriano ci sembra in fase calante ed essendo l’unica ala grande nel roster, la Vuelle non se lo può permettere.

Diego Monaldi: Siamo sempre convinti che Monaldi sia una della chiavi a disposizione della Vuelle per raggiungere la salvezza, ma il ragazzo ciociaro non sta giocando come potrebbe, troppo timoroso al tiro, incapace di coinvolgere i compagni nel gioco e poco convincente anche in difesa, può e deve fare di più.

Primo quarto: Pesaro gioca i primi dieci minuti da incubo, completamente in balia dell’avversario, con una difesa all’acqua di rose ed un attacco che sbaglia 14 dei 17 tiri presi.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Immagine 904538 minuti in campo per Moore, 34 per Mika, 33 per Bertone. Non è casuale che i meno lucidi nel finale siano stati i tre giocatori più utilizzati, quelli che hanno dovuto fare lo sforzo maggiore per far risalire Pesaro dal meno 23 in cui era sprofondata nel secondo quarto, ma per farli riposare ci vogliono coraggio e consapevolezza. Coraggio nel farli stare a sedere in panchina qualche minutino in più, sperando che i cambi siano all’altezza, ma purtroppo Monaldi anche ieri era fuori partita, mentre Ancellotti forse andava usato qualche minuto in più, soprattutto quando dall’altra parte c’era in campo Fesenko, che Mika non è mai riuscito a contenere, Ma ci vuole anche la consapevolezza che senza quei tre sul parquet, la Vuelle è una squadra diversa, sicuramente meno forte e con più problemi a produrre punti e allora, come tutti gli allenatori che preferiscono andare sul sicuro per non cercarsi guai, anche Spiro Leka sceglie di spremere le sue “stelle”, come hanno fatto prima di lui, tutti i suoi predecessori negli ultimi cinque anni, La soluzione sarebbe semplice: avere un uomo in più nelle rotazioni, ma di Serpilli si sono perse le tracce, dato che dall’arrivo di Kuksiks, Michele ha collezionato solo una serie di “NE”, con buona pace di chi sperava che fosse già pronto per la serie A, e di tornare sul mercato non se ne parla nemmeno, perché è sempre bene ricordare che l’eventuale rientro di Little non aggiungerebbe un uomo nelle rotazioni, perché gli stranieri da poter schierare rimarrebbero sempre cinque e Mario dovrebbe prendere il posto a referto, di uno tra Kuksiks e Bertone.

A fare la differenza allora, dovrebbe essere chi la dirige dalla panchina questa Vuelle, costretta a difendere sempre a uomo, perché la zona non la sa ancora fare dopo tre mesi e non ha imparato nemmeno a fare blocchi puliti per liberare i propri tiratori, evento raro come trovare Piazzale Carducci senza parcheggiatori abusivi, mentre ieri abbiamo visto Jason Rich segnare una tripla dopo essere uscito addirittura da un doppio blocco portato dai compagni e anche la circolazione della palla non è proprio da manuale, visto che Pesaro, con i suoi 11 assist di media, è desolatamente ultima in questa specialità.

Ma Pesaro c’è ancora, nonostante tutti i suoi difetti, perché questo campionato continua ad essere mediocre e, dopo aver visto il match tra Capo d’Orlando e Brindisi, non ce la sentiamo di dire che la Vuelle sia inferiore a queste due squadre, ma la Betaland ha dieci punti in classifica e ha rifilato 19 punti ai biancorossi, mentre i pugliesi prima o poi, qualche finale punto a punto lo cominceranno a vincere, soprattutto perché hanno un calendario leggermente meno complicato rispetto a Pesaro, da qui alla fine di un girone d’andata che la VL rischia di chiudere con i soli sei punti conquistati finora, anche se a tratti gioca una pallacanestro che ti fa sperare in un’altra sorte.

DAGLI ALTRI PARQUET

Brescia vince in rimonta lo scontro diretto con Venezia e chiuderà questo 2017 in testa solitaria, confermando che con la Germani si dovrà fare i conti fino al prossimo giugno, a quattro punti di distanza, rimangono Avellino e Milano, che si aggiudica con autorità il derby con Cantù, perde ancora Torino, a casa di una Virtus Bologna che sembra uscita dalla crisi, mentre Sassari sale al quarto posto, dopo aver battuto Pistoia. Si fa calda la lotta per l’ottavo posto, dato che a quota 10 punti, ci sono Cantù, Bologna, Capo d’ Orlando, vittoriosa al fotofinish su Brindisi e Trento, che supera nello scontro diretto Cremona, ma per un posto in Coppa Italia rimane in lizza anche Reggio Emilia, che sta recuperando i suoi infortunati ed è risalita ad otto punti, dopo la vittoria ai danni di Varese.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>