Diminuiscono fallimenti e concordati: scendono a 14 da gennaio a settembre. Schiavoni: “Va avanti azione camera di commercio su sovraindebitamento”

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20 dicembre 2017

171212_sovraindebitamento 2PESARO – “Tra i segnali più positivi che arrivano dal nostro sistema imprenditoriale c’è quello relativo ai numeri dei fallimenti e dei concordati, in netto calo nei primi tre mesi di quest’anno”. Lo ha detto il segretario generale della camera di commercio, Fabrizio Schiavoni (nella foto a lato), commentando il fenomeno nel pesarese: secondo il centro studi dell’ente camerale, infatti, dall’inizio dell’anno si sono registrati complessivamente 12 fallimenti (4 nelle costruzioni e nel commercio, 3 nell’industria e 1 nel turismo) e 2 concordati (entrambe nei servizi), con un calo di un terzo rispetto al 2016 (in Italia il calo è stato dell’11,5%). “Una frenata che va colta con soddisfazione e altrettanta prudenza – aggiunge – perché i dati congiunturali indicano una ripresa ancora molto debole e a macchia di leopardo”.

Che la parola crisi non sia del tutto scomparsa dal radar della camera di commercio lo conferma anche la presenza di una cinquantina di professionisti, per lo più commercialisti, notai e avvocati, al convegno dedicato alle opportunità offerte dall’Organismo di composizione delle crisi da sovraindebitamento, che è operativo da tempo proprio all’interno dell’ente camerale. “Si tratta di uno strumento che imprenditori e cittadini devono conoscere – spiega Schiavoni – perché consente a una platea davvero ampia di soggetti di ottenere l’esdebitazione, cioè la possibilità di pagare in misura ridotta, sulla base delle possibilità reddituali o patrimoniali residue e condizioni che verranno determinate i propri debiti; e ottenere quel fresh start, che consente di evitare di ricorrere alle pessime forme di credito alternativo come l’usura, oppure di intestare a familiari o amici che siano, le nuove attività da intraprendere, non potendolo fare personalmente perché gravati di debiti verso banche, erario o terzi”.

L’Organismo, istituito dalla camera di commercio a seguito dell’approvazione di quella che fu definita la “legge anti-suicidi”, ha il compito di facilitare i debitori ‘non fallibili’, che siano imprenditori o consumatori, nella formulazione di un accordo con il ceto creditorio o di un piano di ristrutturazione dei debiti.

“L’arbitrato è un rito breve – spiega l’avvocato Bacciardi, Presidente della delegazione provinciale della camera arbitrale – con ridotte formalità processuali, gestito da arbitri che possiedono specifiche competenze tecniche oltreché giuridiche, capaci di emettere una decisione coerente ai fatti e fruibile dalle parti, mentre la mediazione è un procedimento celere e informale, che può garantire la soddisfazione di entrambe le parti della controversia con risparmio di tempo e denaro. La camera di commercio ha posto in essere un’offerta diversificata entro la quale il bisogno di giustizia possa dirigersi verso un modello di tutela più adeguato al caso di specie e portare alla risoluzione dei conflitti con le migliori prospettive per entrambe le parti”.

 

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