Vuelle, anatomia di una sconfitta di 20: i più e i meno del match contro Cantù

Vuelle-Germani 00008PESARO – Iniziamo con una domanda: ci sono veramente venti punti di differenza tra la Vuelle e la Red October vista ieri sera, con sei uomini e mezzo da ruotare, data l’assenza di Thomas e un Burns a mezzo servizio, con i vari Raucci, Parrillo e Maspero che hanno vissuto la loro serata di gloria? Se la risposta è sì, mettiamoci l’anima in pace per le prossime partite, perché allora tra Pesaro e Milano ce ne sono una quarantina, tra la Vuelle e Venezia una trentina e tra Sassari e i ragazzi di coach Leka un’altra ventina.

Le cose stanno così, inutile girarci intorno, perché finora la Vuelle è rimasta dentro le partite, grazie all’energia e alla voglia di non mollare, due fattori che appena vengono a mancare, evidenziano la povertà tecnica di questa squadra, dove il solo Moore sembra all’altezza, pur con i suoi limiti, perché anche Dallas soffre contro formazioni attrezzate che lo raddoppiano continuamente. Il resto delle truppa ha mostrato tutti i suoi limiti, che non si possono solamente imputare alla gioventù. Omogbo sembra regredito, incapace di prendersi una conclusione pulita, con gli avversari che gli concedono solamente il tiro da fuori, quello che se prende il ferro è già un successo. Ceron, dopo un mese di ottobre che aveva fatto ben sperare, è tornato quello della stagione scorsa, confusionario e indeciso, troppo influenzato dai primi tiri, quelli che se non vanno dentro lo condizionano negativamente per tutto il resto dell’incontro, Mika è forse la vera cartina di tornasole del lavoro fatto finora dallo staff biancorosso, perché il mormone non sarebbe malaccio, se qualcuno in questi mesi gli avesse insegnato a prendere posizione contro pivot più fisici, e se in attacco avesse messo su un movimento spalle a canestro, invece di quel tiro fade away cadendo all’indietro, con basse percentuali di realizzazione. Ancellotti ha confermato che non si arriva nella massima serie, a 29 anni, per caso e, pur con tutta la buona volontà, è lontano anni luce, ad esempio, dal Crosariol visto ieri sera, e non stiamo parlando di mister velocità. Bertone è quello visto nelle ultime partite, quello che contro difese permissive è in grado di prendersi una decina di conclusioni, che non sempre vanno dentro la retina, Kuksiks è il classico tiratore monotematico, il cui apporto, se le triple non vanno dentro, risulterà sempre insufficiente, mentre Monaldi continua a essere un oggetto misterioso, con capacità tecniche da play titolare, ma che non sempre emergono durante le partite.

Tutto qui, perché Serpilli è riuscito a sparare un air ball anche sul meno venticinque e il resto degli juniores va a referto solo per non incorrere nelle multe. In verità ci sarebbe anche Mario Little, pronto al rientro, che probabilmente vedremo contro Milano, ma anche lui non è un fenomeno e non è l’uomo che potrà fare la differenza.

L’uomo che fa la differenza è quello di cui avrebbe bisogno la Vuelle per salvarsi, quello che nelle ultime stagioni è sempre arrivato di questi tempi, quando la classifica comincia a farsi veramente preoccupante e a qualcuno, in via Bertozzini, si accende la lucina che così si va in serie A2, perché la storia ci insegna che senza Austin Daye e Rotnei Clarke, Pesaro non si sarebbe salvata negli ultimi anni. il momento sarebbe arrivato, anche se le cose sono leggermente più complicate, visto che la formula del 5+5 non lascia tanti spazi di manovra, a differenza del 3+4+5, che sarebbe semplice dal punto di vista tecnico, con il rientro di Little e l’aggiunta di un vero numero quattro, ma pesante dal punto di vista economico, con quei 120-130 mila euro da trovare per poter compiere l’operazione. Tra cinque giorni si entra nel 2018 e chissà che qualche azienda del consorzio non senta l’impulso di iniziare l’anno compiendo una buona azione, per sé, con 300-400 mila euro di spese da scaricare nella prossimo bilancio societario e per il pubblico di Pesaro, che nel 2017 ha gioito solamente 9 volte su 29, con venti sconfitte non sempre difficili da digerire, arrivate o nell’ultimo minuto, con quei finali punto a punto gestiti malamente, o con divari superiori ai venti punti e non sappiamo quale delle due opzioni sia la peggiore.

I PIU’…

Dallas Moore
28 punti, 6 rimbalzi, 5 assist, numeri da top player, forse non a livello assoluto, ma in questa Vuelle è l’unico che sembra all’altezza della situazione.

Diego Monaldi
Siamo sempre convinti che il ragazzo ciociaro sia in grado di giocare così ogni domenica, soprattutto in una Vuelle senza un vero regista, dove Monaldi potrebbe tranquillamente restare sul parquet per 25-30 minuti, togliendo a Moore il dispendioso compito di dover fare anche il playmaker.

Rimbalzi
Le cattive percentuali offensive hanno sicuramente dato la possibilità di catturare qualche rimbalzo in più in attacco, ma è giusto sottolineare il buon contributo del reparto esterni, con Moore e Bertone particolarmente coinvolti.

…E I MENO DELLA SFIDA CANTU’ – PESARO

Tiri liberi
12 su 20, con la “gemma” dello zero su due di Kuksiks, anche stavolta i liberi sono stati uno dei talloni d’Achille di questa Vuelle.

Tiro da tre
5 su 25, per una percentuale del 20%, numeri che si ripetono pericolosamente in casa Vuelle, dove a salvare la situazione nelle ultime gare era stato Kuksiks. E’ bastata una serata storta del lettone per tornare al punto di partenza.

Difesa a zona
Se non la schieri, ti rimane il dubbio che avrebbe potuto essere un’importante arma tattica da utilizzare per complicare la vita all’avversario. Se la metti sul parquet, ti rimane il dubbio che tre mesi di allenamenti non siano serviti a niente, dato che gli avversari tirano con almeno due metri di libertà.

DAGLI ALTRI PARQUET

Il basket day è stato “rovinato” dalla sfida di Cantù, perché le tre precedenti erano state tutte belle partite, incerte fino all’ultimo, decise anche da due supplementari. La giornata era cominciata con il big match tra Milano e Brescia, con l’Armani che alla fine l’ha spuntata, ma la Germani si è dimostrata assolutamente all’altezza della situazione. Poi è arrivata la vittoria di Bologna a Varese, con tanto di reclamo dei lombardi per i cinque secondi spariti misteriosamente dal cronometro. Giornata chiusa dal successo di Venezia con Sassari, condizionata a sua volta da una decisione arbitrale apparsa sbagliata, con una rimessa laterale erroneamente assegnata all’Umana nei secondi finali. Sabato c’erano stati due anticipi, con Trento che sembra in crescita e ha espugnato con autorità il campo di Pistoia e Torino, che ha rifilato un ventello a Reggio Emilia, mentre ieri si è disputato anche il match tra Cremona e Brindisi, con la Vanoli che ha fatto un importante passo avanti nella lotta salvezza, in una dodicesima giornata che si chiuderà stasera, con il match tra Avellino e Capo d’Orlando.

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