Confcommercio fra presente e futuro. Varotti: “Siamo l’associazione di tutte le imprese”

di 

28 dicembre 2017

Amerigo Varotti

Amerigo Varotti

PESARO – Si gonfia il petto per i risultati raggiunti nel 2017, “nonostante sia stato un anno abbastanza complicato”, sia a livello interno, di riorganizzazione dell’associazione, che esterno. Ma Amerigo Varotti, direttore provinciale della Confcommercio Marche Nord, non vuole certo fermarsi qui, consapevole delle sfide che proporrà un 2018 tutto da vivere.

“Dal punto di vista interno abbiamo avviato un processo di rinnovamento dell’organizzazione che si concluderà a gennaio con l’elezione del presidente e della giunta provinciale – ha detto – Grazie ai nostri collaboratori, abbiamo approvato un nuovo statuto, con la denominazione nuova di zecca Confcommercio Pesaro e Urbino Marche Nord che dimostra l’interesse che abbiamo anche al di fuori delle aree provinciali. Abbiamo eletto nuovi organismi a Pesaro, Fano e  Urbino, mentre a Pergola per la prima volta abbiamo organizzato un consiglio della nostra associazione, che ha rinnovato nel 2017 che si va a concludere alcuni sindacati di categoria”.

Ma la vera novità è un’altra: “La Confcommercio non è più l’associazione dei commercianti, bensì di tutte le imprese, comprese quelle artigiane e le libere professioni, ormai divenute un punto di riferimento per lo sviluppo del nostro Paese”. Un Paese in cui Varotti considera prioritario il turismo, “che è la leva della nostra economia”, tant’è che ha organizzato una serie di iniziative tese a favorire il settore.

“A gennaio partirà “Itinerari della bellezza nella provincia di Pesaro e Urbino”, un progetto di carattere turistico che coinvolgerà tutti i settori, compresi l’enogastronomia e le produzioni tipiche e l’artiginato, che sarà presentato alla Borsa internazionale del turismo di Milano che si terrà a febbraio – continua Varotti – Nel frattempo organizzeremo una serie di incontri sul territorio, precisamente a Urbino, Mondavio, Fossombrone, Sant’angelo in Vado e Pergola che sono i Comuni con cui la Confcommercio ha aperto una collaborazione innovativa, che riguarda la gestione da parte dell’associazione degli uffici di informazione turistica e dei siti museali”.

L’UNIONE FA LA FORZA

Dalla rocca roveresca di Mondavio alla quadreria Cesarini e al polo archeologico di Fossombrone. Passando per la santangiolese Domus del Mito e per il museo dei Bronzi Dorati di Pergola. Con una singola card – una sorta di biglietto unificato – sarà possibile visitarle tutte in periodi dell’anno stabiliti. Tutto ciò a testimoniare la volontà dell’associazione di categoria di lavorare in rete, su più livelli, incarnato dal progetto bookingurbino.com che è un portale di informazioni e prenotazioni turistiche che riguarderà Urbino. “A gennaio, poi, usciremo con una pubblicazione ad hoc in italiano e inglese – la rivelazione di Varotti – presentata alle fiere italiane ma anche europee come Zurigo e Oslo, e in quelle mondiali. Da soli non si va da nessuna parte. Noi siamo l’esempio di come si mette in rete un territorio attraverso una sinergia che non può che essere proficua”.

QUESTIONE OUTLET MAROTTA

Amerigo Varotti e Davide Ippaso

Amerigo Varotti e Davide Ippaso

La conferenza stampa di fine anno è stata anche l’occasione per riparlare dell’outlet di Marotta su cui la Confcommercio ha sempre detto no. “E’ una questione soprattutto politica, perché nelle altre parti d’Italia – dal Trentino all’Abruzzo – le comunità locali si orientano per negare le autorizzazioni alla grande distribuzione – ha fatto notate perentorio Varotti – Da noi, invece, avviene il fatto più unico che raro che gli stessi sindaci che nei propri Comuni si fanno paladini delle piccole attività commerciali, in Consiglio provincia votano a favore della variante edilizia proposta dal Comune di Mondolfo”.

Una variante che permetterebbe di trasformare un area agricola in area dove ubicare un centro di 30mila metri quadri di superficie di vendita, asfaltando 130mila metri quadri di superficie agricola. Ecco perché, anche se fossero confermate le voci che vorrebbero la ditta costruttrice non più interessa all’opera, il problema per la Confcommercio rimarrebbe: “Confido in un sussulto da parte dei sindaci, e mi riferisco ai primi cittadini di Tavullia, Cagli, Piobbico e Vallefoglia, di non fare in Provincia i difensori della globalizzazione, votando a favore di quello che sarà un punto nero dello sviluppo del nostro territorio. E non mi dite degli 800 posti di lavoro: sono una balla gigantesca, perché tutti sanno che in un’azienda unica i dipendenti girano da un punto vendita all’altro”.

Varotti che respinge al mittente le osservazioni di chi ha fatto notare come la Confcommercio non abbia osteggiato la costruzione dell’Auchan di Fano come quella dell’outlet di Marotta: “A parte che non è vero. E poi in ogni caso lì parliamo di 20 negozi, di 20 piccole aziende, e non di un’impresa che non lascia nulla sul territorio”.

LA PICCOLA IMPRESA

Pensierino finale sulla piccola impresa. “Ci era stato promesso che nel 2018 sarebbe stata equiparata alla grande impresa, che in Italia paga meno tasse. Purtroppo è stata rinviata ancora, facendo pagare alla piccola impresa il peso della crisi che non passa. Nella Legge di Stabilità c’è poi una “marchetta” – perché così si chiama – che consente agli agricoltori di poter trasformare, somministrare e cucinare in ogni parte d’Italia, nei luoghi pubblici e privati. Un privilegio assurdo per questa categoria, mentre i ristoratori devono ottenere tremila permessi”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>