L’allarme Cgil: lavoro sempre più irregolare in turismo e ristorazione

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17 gennaio 2018

Loredana Longhin*

PESARO – Nonostante un trend positivo rispetto agli anni passati, l’occupazione nei settori dell’accoglienza alberghiera e della ristorazione deve ancora oggi misurarsi con il lavoro nero e la precarietà dovuta a forme di assunzione precarie ed irregolari.

La Filcams – Cgil di Pesaro e Urbino, pur contenta di questi dati in crescita, ha sempre puntato il dito sulle ricadute che quel trend positivo potevano  avere sull’occupazione.

Per tali motivi, quest’estate si è deciso di lanciare la campagna mediatica “Conosci le tue carte”  che oltre a cercare di dare adeguata visibilità a questa importante parte del mondo del lavoro, ha avuto come obbiettivo quello di promuovere informazione e consapevolezza tra i lavoratori del settore.Il sindacato, inoltre, è da sempre in prima linea per contrastare gli abusi e per rivendicare nell’interlocuzione con le imprese e con le istituzioni, condizioni migliori per questi lavoratori che ricoprono un ruolo strategico eppure non ancora adeguatamente valorizzato.

La Filcams – Cgil  si sente di lanciare un appello: “Se davvero vogliamo investire nel turismo e nei servizi è oltremodo necessario investire anche nelle risorse umane, che significa qualità del lavoro e formazione”.

Il punto è: rendere competitivo il settore della ristorazione e  turistico, offrire nuove prospettive di sviluppo, guardando oltre la crisi, si può far solo mortificando la base professionale, oppure anche valorizzando il lavoro?

Questo è il tema vero, quello che parla poi della condizione di lavoro in questo settore e che spesso passa sotto silenzio, e passa alla ribalta della cronaca perché ci sono le ispezini.

Filcams – Cgil dichiara seccamente: “Per prima cosa dobbiamo avere piena coscienza che il mercato del lavoro in questo  settore rappresenta una realtà di grande consistenza, per quanto non sia sempre facile quantificarne la composizione.

Stiamo parlando di un mercato del lavoro tra i più flessibili, dove la quota dei part –time è superiore alla medie degli altri settori ed è in prevalenza composta da donne, per non parlare dei contratti a chiamata e dei vouchers il cui ricorso è davvero abnorme. Difficile da misurare, ma non priva di significato è la quota di lavoro irregolare, che ha soprattutto nel lavoro immigrato la sua quota prevalente.

IMG_6319Viene da domandarsi in che misura bassi salari, lavoro irregolare, destrutturazione del lavoro possono rappresentare la risposta moderna e vincente della nostra industria turistica?!

Se il settore ha bisogno di innovazione occorre dire che questa passa innanzitutto nell’investimento sul fattore umano. Non si può immaginare di promuovere l’offerta turistica, nella moderna competizione, utilizzando un basso contenuto professionale. Al contrario la qualità del prodotto e del servizio sono sempre più ciò che fa la differenza. Il  lavoro è un fattore  sul quale occorre investire, innanzitutto, attraverso la formazione professionale, paurosamente carente nel settore. Del resto la formazione è pratica incompatibile con la precarietà del lavoro, e con la sua esasperata temporaneità.

Se non si riparte da qui, la ripresa economica sarà sempre debole, e drogata o dagli incentivi o dalla spregiudicatezza degli imprenditori.

E’ necessario un nuovo New deal, che parli all’economia della nostra provincia nel suo complesso, servono  politiche organiche che partono dal manifatturiero, ma che  riqualificano anche il settore terziario per ottimizzare la funzione commerciale, turistica .

E’  necessario valorizzare il settore terziario e del commercio con azioni di marketing territoriale, promuovere l’attrattività territoriale e le eccellenze turistiche ed eno-gastronomiche, migliorare la qualità degli spazi

Un’offerta commerciale e turistica di qualità passa attraverso progetti condivisi che pongano massima attenzione al capitale umano, che valorizzino le attività imprenditoriali, che garantiscano un migliore servizio ai cittadini e ai lavoratori.

*Filcams – Cgil 

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