Volley A1, la Sab Legnano non ha pagato l’ex allenatore: chiesto 1 punto di penalizzazione

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24 gennaio 2018

Per la Sab Legnano una sanzione pecuniaria e la proposta di 1 punto di penalizzazione che oggettivamente non sarebbe una sentenza pesante se non si pagano gli stipendi a un allenatore (Foto Marini/Lvf)

Per la Sab Legnano una sanzione pecuniaria e la proposta di 1 punto di penalizzazione che oggettivamente non sarebbe una sentenza pesante se non si pagano gli stipendi a un allenatore (Foto Marini/Lvf)

La Lega Pallavolo Serie A Femminile ha diffuso il seguente comunicato:

“Il Giudice di Lega ha verificato l’esistenza di una sola denuncia relativa a mancato pagamento, pervenuta, come previsto dalle norme, entro il 20 gennaio. In data odierna, nei termini indicati dal Regolamento, ha emesso un provvedimento nei confronti della Società SAB Volley Legnano, relativamente alla posizione del tesserato Andrea Pistola, applicando una sanzione pecuniaria di euro 2500,00 e disponendo l’invio degli atti per competenza agli organi della Federazione Italiana Pallavolo con la proposta di 1 punto di penalizzazione nella classifica di Serie A1 della Regular Season 2017-18. La Società SAB Volley Legnano avrà la possibilità di difendersi nel corso del procedimento istruito dal Tribunale federale, che emetterà la sentenza”.

Domanda: i 2.500 euro di multa li intascherebbe la Lega o finirebbero nelle tasche di Pistola, che ha dichiarato di avere ricevuto un solo stipendio dei 9 da contratto?

Un paio di considerazioni. La prima è che se la giustizia ordinaria è una lumaca, il Giudice di Lega è un ghepardo, velocissimo, ed è un bene. Ma ha archiviato altre denunce, crediamo perché ritenute infondate. Lo anticipava il comunicato della Lega: “…sono pervenute alcune segnalazioni, da parte di tesserati, di mancati pagamenti di quanto dovuto e scaduto alla data del 31 dicembre. Tali segnalazioni sono state trasmesse al Giudice di Lega, il quale, entro i tre giorni lavorativi successivi al 20 gennaio – e dunque entro mercoledì 24 gennaio – esaminerà la fondatezza delle inadempienze denunciate. Sarà lo stesso Giudice di Lega, fatte le dovute verifiche, a irrogare le sanzioni previste dal Regolamento di Ammissione ai Campionati”.

Il comunicato odierno non spiega perché le altre denunce sono state archiviate. Fare chiarezza sembra un esercizio difficile, quasi impossibile.

La seconda considerazione: siamo felici che le altre società siano tutte in regola, che le ragazze, i tecnici e gli altri tesserati abbiano ricevuto gli stipendi previsti dalle norme. Regole che però si prestano a una sorta di omertà da parte di procuratori e atlete. Se la Lega Pallavolo Serie A Femminile vuole davvero risolvere il problema, per rispetto di tecnici, giocatrici e altri tesserati che s’impegnano quotidianamente in palestra, deve stabilire alcune regole molto semplici: intanto pagare con i bonifici, anche per evitare eventuali pagamenti in nero qualora esistessero ancora nel volley. E cancellare la norma che consente di pagare il 20 settembre stipendi di febbraio, marzo, aprile e maggio. Una norma semplicemente indecorosa.

Infine, ci piacerebbe che la Gold Sport, l’agenzia che segue Camilla Mingardi, passata da Legnano a Modena, spiegasse il vero significato del suo post sulla vicenda della giocatrice bresciana: “Dopo una estenuante trattativa che ha lasciato molto sconcerto e perplessità e che ha evidenziato ancora una volta un vuoto normativo relativamente alla mancanza di tutele per i giocatori di pallavolo…”. E’ chiedere troppo?

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