Terzo appuntamento di Sinfonica 3.0: “La vedova allegra” venerdì al teatro Rossini

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27 gennaio 2018

PESARO – Venerdì, 2 febbraio, ore 20.30, al Teatro Rossini di Pesaro è in cartellone LA VEDOVA ALLEGRA del compositore austriaco di origine ungherese, Franz Lehár, terzo appuntamento dell’edizione 2018 di Sinfonica 3.0 – Pesaro. Sul palco l’Orchestra Sinfonica G. Rossini diretta dal M° Orlando Pulin affiancata dalla Compagnia Elena D’Angelo.

La compagnia milanese, fondata nel 2014 dal soprano/soubrette Elena D’Angelo che dopo una ricca carriera sui palchi dei maggiori teatri si presenta in veste di produttrice, vanta già larghi consensi. La produzione, pur rispettando la filologia dello spettacolo, strizza l’occhio al gusto del pubblico moderno con eleganti allestimenti, ballerini professionisti e musica dal vivo con orchestra. Lehár stesso, infatti, scrisse per un’orchestra di grandi dimensioni.

Die lustige Witwe, in italiano La vedova allegra, è un’operetta in tre atti su libretto di Victor Léon e Leo Stein, ispirato alla commedia L’Attaché d’ambassade di Henri Meilhac (1861). Debuttò con enorme successo al Theater an der Wien a Vienna il 30 dicembre 1905 con la boema Mizzi Günther, soprano di operetta, ed il tenore viennese Louis Treumann sotto la direzione del compositore stesso. Il successo fu tale che dopo duecento rappresentazioni la direzione del teatro donò a Lehár una medaglia di riconoscimento ma le repliche continuarono arrivando fino a quattrocento. In Italia debuttò qualche anno più tardi il 27 aprile 1907 al Teatro Dal Verme di Milano nella traduzione di Ferdinando Fontana con Adrienne Telma, in arte Emma Vecla. Dopo cinquecento repliche Lehár stesso venne in Italia appositamente a complimentarsi con lei.

L’operetta, ambientata a Parigi, narra del tentativo dell’ambasciata del piccolo stato di Pontevedro di far sposare la ricca vedova Hanna Glavari con il conte Danilo, suo vecchio spasimante. Nel frattempo si sviluppa il triangolo amoroso tra il Barone Mirko Zeta, ambasciatore di Pontevedro a Parigi, sua moglie Valencienne ed il diplomatico francese Camille de Rossillon.

Hanna Glavari è rimasta presto vedova del ricchissimo banchiere di corte di Pontevedro e un suo matrimonio con uno straniero provocherebbe la fuoriuscita dei milioni della dote e il conseguente collasso delle casse statali. La vedova ora è a Parigi e il sovrano di Pontevedro, preoccupatissimo per la situazione, incarica il Barone Zeta, di trovarle un marito pontevedrino.

IMG_0515L’ambasciatore e il suo cancelliere Niegus cercano un candidato e lo individuano nel conte Danilo Danilovich che in passato era sentimentalmente legato ad Hanna ma che su pressione della famiglia aveva interrotto la storia d’amore a causa delle umili origini di lei. Cogliendo l’occasione del compleanno del sovrano, il barone Zeta organizza una festa all’ambasciata, durante la quale, con Niegus, cerca di convincere Danilo a sposare la vedova. Hanna è ancora innamorata di Danilo, tuttavia non lo vuole dimostrare e anzi cerca di ingelosirlo. Contemporaneamente si intreccia la storia d’amore della moglie del Barone Zeta, Valencienne con il diplomatico francese Camille de Rossillon. Durante un ballo in casa Glavari i due si appartano in una stanza e stanno quasi per essere scoperti dal barone Zeta, quando Niegus, meno tonto di quel che sembra, riesce a far fuggire per tempo Valencienne e a sostituirla con Hanna.

Quando Hanna esce con Rossillon, sembra chiaro che la scelta del futuro marito sia caduta sul diplomatico parigino e tutto sembra compromesso. Da un lato Danilo, furioso, lascia la festa e dall’altro Zeta non capisce se la moglie lo ha tradito o no.

Ha luogo una nuova festa in casa Glavari con tema le atmosfere e i balli di Chez Maxim’s. Danilo, ancora triste per l’accaduto, si consola con le famose ballerine grisettes bevendo champagne quando gli si avvicina Hanna che gli spiega che in realtà è stato Niegus a effettuare lo scambio di persona per salvare Valencienne. A questo punto, dopo tante schermaglie e sofferenze, Danilo dichiara il proprio amore a Hanna che annuncia il suo matrimonio con Danilo.

Celebri i brani: Vo’ da Maxim allor nel primo atto; Romanza della Vilja cantata da Hanna ed il Valzer nel secondo senza dimenticare il duetto di Hanna e Danilo nel terzo, Tace il labbro. Forse non tutti sanno che grandi compositori come Dmitrij Šostakovič e Béla Bartók citano la melodia dell’aria Vo’ da Maxim allor in loro opere, in particolare Šostakovič cita ironicamente la melodia nel primo movimento della sua Sinfonia n. 7 mentre Bartók a sua volta cita parodicamente la variazione di questa melodia nel quarto movimento (Intermezzo interrotto, Allegro) del suo Concerto per Orchestra. La melodia del Valzer, inoltre, è un tema ricorrente nel film del 1943 L’ombra del dubbio di Alfred Hitchcock e nel film sempre del 1943 Il cielo può attendere di Ernst Lubitsch.

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