Speciale Formula 1: “il campionato d’inverno”

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3 febbraio 2018

Come potrebbe essere la Ferrari 2018

Come potrebbe essere la Ferrari 2018

Iniziamo a “respirare” aria di F.1, aspettando i test del 26 febbraio in Spagna, vediamo cosa ci ha riservato il “campionato d’inverno” della F.1. Per quanto riguarda le presentazioni delle monoposto 2018, sarà la Williams a precedere tutti il 15 febbraio, seguiranno Ferrari con il progetto “699” e Mercedes il 22, McLaren-Renault il 23, il 25 sarà la volta della Toro Rosso-Honda, mentre gli altri team non hanno al momento comunicato le date. La pausa invernale è stata caratterizzata come sempre da dichiarazioni, dal mercato piloti, quest’ultimo a dire il vero abbastanza piatto, da pianificazioni e contatti con sponsor, mentre nelle factory gli ingegneri ed i tecnici delle squadre stanno assemblando le monoposto e procedendo con i primi collaudi nelle gallerie del vento, in vista dei test e del primo appuntamento del 25 marzo in Australia. Il protagonista in assoluto della F.1 d’inverno è stato il Presidente della Ferrari Sergio Marchionne, la prima mossa del manager dal pullover blu è stata quella del ritorno in F.1 del marchio Alfa Romeo. Un’ operazione al momento solo di marketing, infatti il logo del “Biscione” apparirà sulla carrozzeria della Sauber, il team svizzero che da anni è “cliente” della Ferrari. Una mossa che ha scatenato sia critiche sia pareri favorevoli, da parte della stampa, degli appassionati ed in particolare dai puristi del marchio Alfa Romeo.

Per chi guarda questo “ritorno” da romantico appassionato, ci sono state alcune frasi di Marchionne che hanno lasciato intendere che la sponsorizzazione della Sauber è solo il primo passo di un programma che ha come preciso intento quello del ritorno in prima persona del marchio di Arese in F.1.

Alfa Sauber

Alfa Sauber

A questo punto si può stare più sereni, nel senso che è un ritorno ragionato, ovvero sviluppare con i dovuti tempi una monoposto “targata” Alfa Romeo, con il fondamentale apporto della Ferrari e del suo know how, per non bruciare una così importante operazione. Ma quello che agita il mondo della F.1 sono le altre dichiarazioni rilasciate da Marchionne durante la conferenza stampa del pranzo di Natale in fabbrica. Il Presidente dopo gli elogi e le frecciate a tutti i dipendenti della gestione sportiva, per la stagione partita in modo esaltante e conclusasi amaramente, è passato ai fatti riguardanti il nuovo assetto che Liberty Media intende dare alla F.1 di fine decennio. Uno “tsunami” che ha scosso tutto l’ambiente della F.1, ovvero la possibilità che la Ferrari abbandoni il “Circus” nel 2020, se i nuovi proprietari di Liberty Media, decideranno come hanno espresso di modificare la F.1 in uno spettacolo all’americana, tipo F.Indy, in poche parole con macchine tutte uguali, motorizzazioni standard  e via dicendo. Marchionne è uno che non spreca le parole, ed a meno che non voglia imitare il Drake, famoso per le sue minacce quando qualche cosa nei regolamenti a suo parere non andava, c’è da preoccuparsi sul serio, anche perché i presenti alla serata degli auguri riportano, che pur se con toni pacati, le parole del Presidente sono sembrate decise e dirette senza lasciare intendere spiragli di accomodamenti o dietrofront. Un campanello d’allarme su cui Liberty Media deve riflettere, visto l’investimento fatto e tutto il business miliardario che gira intorno alla F.1, perché che vinca o no, che la si tifi o no la Ferrari è “la F.1”.

Ombrelline... Addio

Ombrelline… Addio

Di queste ore un’altra scelta di Liberty, che se pur solo di spettacolo, ha scatenato polemiche a non finire, ovvero quella di togliere le ammaglianti “ombrelline” dalla griglia di partenza. Una decisione che a nostro parere non può essere giustificata solo dal rispetto per le donne, pur se il gentil sesso sta vivendo momenti difficili, anche perché udite, udite le bellezze saranno sostituite da attori, vip e personaggi illustri paganti, tanto che sui social si inizia a rimpiangere il “padre-padrone” Ecclestone. Sul fronte tecnico le novità, riguardano principalmente l’aerodinamica, spariranno le pinne sul cofano motore e l’appendice sull’ala posteriore. Anche il peso minimo sarà aumentato di 5 kg, mentre le Power Unit utilizzabili saranno tre anziché quattro, scelta che ha suscitato polemiche da parte dei tecnici. Altre novità riguardano gli pneumatici, ed il montaggio di una telecamera anteriore a 360°.

Altra eclatante novità sarà l’”Halo”, il dispositivo a forma di “infradito” studiato per proteggere il capo dei piloti, soluzione discussa e discutibile. Sul fronte piloti, a parte Hamilton come al solito impegnato a propagandare la sua immagine da campione del mondo, gli altri sono rimasti tutti nell’animato ormai consueto, anche durante le vacanze, come nelle “pilotate” interviste durante i gran premi. Le new entry riguardano la Williams che affiancherà a Lance Stroll, il giovane ed anche lui “ricco” russo Sergei Sirotkin, mentre sulla Sauber-Alfa Romeo ad affiancare Ericsson sarà il giovane francese Charles Leclerc, preferito a sorpresa e con delusione da parte dei tifosi italiani, ad Antonio Giovinazzi che rimarrà terza guida Ferrari. Novità anche sul fronte televisivo, con SKY che si è aggiudicata la completa esclusiva della F.1 per i prossimi tre anni, con quattro gare in chiaro sul canale 8. La “nostra” Rai, quella dell’abbonamento “obbligato in bolletta”, trasmetterà solo il gp di Monza, ci asteniamo dai commenti, anche perché se aggiungiamo la perdita dei Mondiali di calcio, le critiche sarebbero da denuncia.

Il discusso dispositivo Halo

Il discusso dispositivo Halo

Tornando alla ”pista”, l’attesa è ovviamente sulla sfida Ferrari-Mercedes, con la speranza che da parte di Maranello ci sia un ulteriore passo in avanti, che permetta una esaltante sfida con la regina tedesca, avvenuta come sappiamo solo parzialmente nel 2017. Outsider sempre temibile è la Red Bull, che oltre a disporre dei veloci Ricciardo e Verstappen, può contare sul genio di Adrian Newey, tecnico di prim’ordine. Le sorprese per qualche importante risultato parziale possono essere la McLaren, che dopo la deludente esperienza con Honda è passata alla Renault, il blasonato team inglese con il sempre grande Fernando Alonso ha la possibilità di riaffacciarsi nelle zone nobili. Da tenere d’occhio la rivelazione 2017 Force-India, sempre a punti nella passata stagione, nonostante la poca disponibilità economica, il team anglo-indiano forte dei suoi due arrembanti piloti: Perez e Ocon, può senz’altro mirare a dei risultati ancor più eclatanti. Per il resto dei team a parte la Renault, al momento è difficile prevedere grosse sorprese. Ora non resta che attendere il 26 febbraio con i primi test di Montmelò, ai quali seguirà dal 6 al 9 marzo, sempre a Barcellona, l’ultima definitiva tornata prima del fatidico 25 marzo, quando come da tradizione in Australia, sul semi-cittadino di Melbourne, inizierà il Campionato 2018, con tante interessanti premesse non solo in pista.

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