Vuelle in piena crisi: vince Bologna nettamente (85-67)

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4 febbraio 2018

Vuelle-Grissin Bon Reggio Emilia00063SEGAFREDO BOLOGNA – VICTORIA LIBERTAS PESARO 85-67
SEGAFREDO BOLOGNA: Jurkatamm 0, Umeh 23, Pajola 0, Baldi Rossi 2, Ndoja ne. Lafayette 11, Aradori 21, Gentile S. 5, Berti 0, Lawson 13, Slaughter 10. All. Ramagli
VICTORIA LIBERTAS PESARO: Omogbo 8, Ceron ne, Mika 9, Moore 25, Bocconcelli 0, Ancellotti 3, Little 9, Bertone 8, Monaldi 5, Serpilli 0. All. Leka
ARBITRI: Begnis, Aronne, Calbucci
PARZIALI: 30-12, 21-20, 15-15, 19-20

BOLOGNA – Una Vuelle in piena crisi, rimedia una delle più brutte sconfitte stagionali, venendo battuta dalla Virtus col punteggio finale di 85 a 67, dopo essere stata sotto anche di 28 punti. Poco da salvare in casa biancorossa, al di là del solito Dallas Moore, l’unico a non naufragare, in una partita in cui Pesaro è sembrata in completa balia dell’avversario, con una difesa al limite della decenza ed una generale sensazione che questa squadra non abbia più una sua identità e ci viene da chiedere, se non sia il caso di pensare ad un immediato cambio di panchina, dato che coach Leka non sembra avere in mano le redini di una Vuelle che è sempre più ancorata al fondo alla classifica

PRIMO QUARTO

Bel colpo d’occhio in Piazza Azzarita, col PalaDozza praticamente esaurito, con almeno un centinaio di tifosi pesaresi saliti a Bologna per seguire una Vuelle che non potrà schierare Ceron e che parte con Dallas Moore da play, Bertone da guardia, Little da ala piccola e la coppia di lunghi composta da Mika ed Omogbo, mentre la Virtus è senza lo squalificato Alessandro Gentile e con Ndoja nei dieci solo per onore di firma, i primi due punti del match li segna Umeh, con la Segafredo che si porta subito sul 6 a 0 grazie a Slaughter, mentre Pesaro si sblocca dopo due minuti, con Omogbo e Bertone ad accorciare le distanze, la difesa pesarese concede facili triple ad Aradori, che ringrazia e porta i suoi sul 14 a 6, mentre l’attacco biancorosso fatica a trovare un tiro pulito e quando il tabellone recita più 10 per i padroni di casa, anche coach Leka capisce che è il caso di fermare la situazione, con il primo timeout di un match che sembra già avere presa una brutta china per la Vuelle, nonostante siano passati appena quattro minuti, da segnalare che Pesaro cattura il suo primo rimbalzo dopo cinque minuti, avendo lasciato i primi sei nelle mani dei bolognesi, Leka prova a mischiare un po’ le carte, inserendo Monaldi ed Ancellotti, ma senza difesa non si va troppo lontano e dopo sei minuti, i padroni di casa hanno già segnato 23 punti, contro gli otto della Vuelle, altro brutto segnale per i ragazzi del presidente Costa, che non difendono neanche per sbaglio ed alzando lo sguardo verso il tabellone, vedono che indica un devastante 26 a 8 per gli avversari, in un primo quarto, che ti fa pensare che questa partita non sia stata per niente preparata in settimana, dato che la Virtus lo chiude in vantaggio per 30 a 12.

SECONDO QUARTO

Dopo dieci minuti, la valutazione è 43 a 1 per Bologna, numeri che non raccontano in pieno il dominio della Virtus sul match finora, con la speranza remota che peggio di così non si possa giocare, coach Leka prova a schierare i suoi a zona, mossa che sa tanto di disperazione, in un secondo quarto dove la mira continua ad essere sbilenca e si aspetta ancora la prima tripla di un biancorosso e si aspetta ancora il primo canestro di Moore, con il tabellone che indica 38-14 per Bologna. Coach Leka chiama un altro timeout, giusto per far vedere che ci crede ancora, ma se ci fosse la possibilità di gettare la spugna come nella boxe, sarebbe già arrivato il momento, dato che la Vuelle non è in grado di assestare neanche un pugno, mentre ogni colpo che assesta la Virtus è già quello del Ko tecnico, il divario arriva fino al meno 28 (42-14), prima che finalmente anche Dallas Moore dia un segnale di vita, segnando un paio di liberi, liberi che sbloccano anche un catatonico Little (44-21) e quando Moore segna la prima tripla della Vuelle, sono passati la bellezza di 17 minuti. Omogbo è in una di quelle serate in cui segna solo schiacciando e, con la Virtus che negli ultimi minuti si è giustamente riposata, va in archivio il secondo quarto, con i padroni di casa avanti per 51 a 32.

Le statistiche di metà partita evidenziano il dominio bolognese nel primo tempo, mentre Pesaro si è fatta notare solamente per le 10 palle perse, il solito 1 su 9 da tre punti e una valutazione complessiva di 23 contro i 62 della Virtus.

TERZO QUARTO

Diciannove punti da recuperare sono tanti per chiunque, figuriamoci per una Vuelle che non vince in trasferta da quattro mesi, l’inizio del quarto non è da raccontare ai posteri, con il primo canestro, che arriva dopo un paio di minuti dalle mani di un confuso Mika, mentre Bologna, forse pensando di aver già chiuso la pratica, fatica a ritrovare il ritmo dei primi venti minuti e, nonostante i 15 punti di vantaggio, chiama timeout per aggiustare la situazione, soprattutto dal punto di vista psicologico, arriva anche il primo errore dalla lunetta di una Vuelle finora perfetta ai liberi, una delle poche note liete di serata, con la Segafredo che veleggia tranquillamente sui venti punti di vantaggio (59-39); sfruttando a pieno i tanti regali concessi dalla difesa pesarese, soprattutto dalla linea dei 6.75, con la Virtus che ha già segnato otto triple, tutte prese tranquillamente coi piedi per terra e senza nessuna opposizione da parte di una difesa che sembra sempre capitata lì per caso. Little trova il tempo anche di segnare una tripla, dopo aver colpito in precedenza la parte laterale del tabellone, in un terzo quarto dove Bologna non ha voluto infierire e che vede la Virtus condurre agevolmente per 66 a 47.

ULTIMO QUARTO

Si devono giocare anche gli ultimi dieci minuti, di una partita che si era già chiusa dopo appena quattro giri di orologio, un lungo garbage time che potrà dire poco di nuovo sull’atteggiamento avuto dalle due formazioni, arrembante fin dalla palla a due quello bolognese, arrendevole fin dalla discesa dal pullman quello pesarese. Per la cronaca segnaliamo, a caso: una tripla di Monaldi, una tripla di Little, il tentativo di Moore di arrivare a quota 20 punti personali, anche in una serata dove non è mai stato un fattore, impresa riuscita al 35’, in una sorta di one man show, che ha caratterizzato gli ultimi minuti di una partita che Pesaro non ha nemmeno provato a giocare e che la Virtus si aggiudica più che meritamente, col punteggio finale di 85 a 67.

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