Caso rimborsi, Cecconi: “Rinuncio alla mia elezione”. Gostoli (Pd): “Quindi il M5S invita a votare un candidato-fantasma?”

Andrea Cecconi

Andrea Cecconi

PESARO – Il candidato del Movimento 5 stelle Andrea Cecconi ha annunciato che rinuncerà al seggio in Parlamento se verrà eletto. Una scelta fatta – ricorda Il Ducato online – dopo il caso rimborsi delle quote di stipendio: “Ho già deciso di rinunciare alla mia elezione. Il 4 marzo cederò il passo e andranno avanti gli altri candidati, ma continuerò a fare campagna per il Movimento”. Queste le parole su Facebook del deputato uscente e candidato nel collegio uninominale di Pesaro e Urbino per la Camera.

Ecco il post di Cecconi su Facebook:

“Qualche giorno fa, come annunciato con un post sul blog delle Stelle, ho proceduto a effettuare il versamento al Fondo per il Microcredito per mettermi in regola con le restituzioni pubblicate sul sito tirendiconto.it. Il ritardo è stato dovuto a motivi di natura personale, che penso che nessuno possa essere in grado di giudicare, e sui quali non mi dilungo. In particolar modo spero che abbiano il pudore di tacere gli esponenti dei partiti che si pappano un megstipendio, che viaggiano in autoblu, che hanno maturato il vitalizio e che si prendono anche un ricco assegno di fine mandato alla faccia della gente normale che non arriva a fine mese. Non c’è nessuna legge che ci obbliga a dimezzarci lo stipendio. O meglio ci sarebbe stata se gente come la Morani, che oggi parla a vanvera, avesse votato la legge che noi abbiamo proposto e che fissava lo stipendio dei parlamentari a 3.000 euro al mese. Ma tutti i parlamentari dei partiti hanno voluto tenersi il megastipendio e quindi noi (e solo noi) facciamo le restituzioni. Ho rinunciato a 75.000 euro di rimborsi e restituito quasi 120.000 euro in questi anni, e questo nessuno può togliermelo, so però di aver fatto una mancanza nei confronti degli iscritti del MoVimento 5 Stelle, anche se la mia coscienza è pulitissima perchè ho restituito fino all’ultimo centesimo come promesso. I probiviri decideranno sul procedimento disciplinare nei miei confronti e sulla sanzione da comminare. Sono sereno e accetterò ciò che stabiliranno. In ogni caso vi comunico che ho già deciso di rinunciare alla mia elezione. Il 4 marzo cederò il passo e andranno avanti gli altri candidati che trovate nel listino. Continuerò a fare campagna per il MoVimento e per i candidati del mio collegio. Lo sento come un dovere nei confronti di chi mi ha dato fiducia alle parlamentarie. La mia, seppur piccola, è una mancanza e voglio dare l’esempio a tutti i candidati, non solo del MoVimento, ma anche dei partiti. Penso all’assessore del Pd indagato per corruzione che è candidato in Puglia. Lui si è dimesso da assessore perchè sa quanto sia inopportuno mantenere quel ruolo in quella situazione, esca anche dalla lista: dichiari di rinunciare alla sua elezione! E ce ne sarebbero decine di assoluti impresentabili nelle liste del Pd e del centrodestra. Sono troppo attaccati alla poltrona. A me invece non interessa tanto. Noi del MoVimento siamo così. Se facciamo una cazzata togliamo il disturbo e vanno avanti gli altri. Buona campagna a tutti.

Ps: ovviamente ho già rinunciato al vitalizio e riunioni all’assegno di fine mandato”.

PREFERENZA “AL ‘NON CANDIDATO’ CECCONI INDEBOLISCE IL TERRITORIO”

“Il Movimento 5 stelle invita a votare un ‘fantasma'”. Il segretario provinciale del Pd di Pesaro Urbino Giovanni Gostoli interviene sulla vicenda che vede coinvolto il deputato pesarese Andrea Cecconi (M5S) per le mancate restituzioni al Movimento di parte dello stipendio da parlamentare percepito. Le liste sono state depositate in Corte d’appello e la candidatura non è più ritirabile. Cecconi ha annunciato che il 4 marzo farà un passo indietro in caso di elezione che appare certa dato che, oltre a essere candidato al collegio uninominale per la Camera Pesaro, è capolista al plurinominale Camera Marche Nord.

“Cecconi afferma che ha intenzione di lasciare il posto a chi viene dopo, ma nascondendo che nel collegio uninominale c’e’ un solo nome sulla scheda elettorale per ogni lista o coalizione – spiega Gostoli all’Agendia Dire – Proprio per questa ragione in queste elezioni la persona conta di più. Chi prende più voti sarà eletto nel collegio uninominale diventando parlamentare di tutto il territorio. Basta di ‘prendere in giro’ i pesaresi. Vogliono dirci che il M5s invita a votare una persona che poi non ci sarà? Un non-partito che chiede il voto per un non-candidato. Dal voto utile, quindi, al voto per il nulla. Un voto ai Cinque stelle e’ un voto perso, che indebolisce il territorio: i pesaresi non possono essere rappresentanti da un fantasma”. Secondo il segretario dem il problema della scarsa trasparenza non riguarda solo Cecconi ma investe tutto il Movimento 5 stelle. “Alla luce delle notizie di questi giorni, sulla stampa e sui social, pare che il Movimento 5 stelle sia travolto da una vera ‘rimborsopoli’ – conclude -. Da Strasburgo a Pesaro. Nel M5S prima si urlavano slogan seguiti dai classici ‘dimissioni subito’ e ‘galera’. Ma i soggetti cambiano, diventano loro i protagonisti, e torna di moda il ‘consiglio dei probiviri’. In questi anni hanno predicato onestà, ma in fondo quei ‘tribunali del popolo’ altro non servivano che a condannare i nemici e assolvere gli amici. Nascosti dietro l’immunità parlamentare, a cui non hanno mai rinunciato, hanno gettato fango su tante persone semplicemente per il fatto di aver avuto un avviso di garanzia. Poi quando sono stati loro a essere indagati hanno scoperto la ‘presunzione di innocenza'”. Parole dure pronunciate da Gostoli all’Agendia Dire.

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