IL CORSIVO: Con Sanremo stanno tutti bene!

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12 febbraio 2018

LOGO IL CORSIVODieci milioni e ottocentomila spettatori a bocca aperta. Non a scoprire se Große Koalition della Merkel darà il magico impulso che serve al vecchio continente o se il dittatore Kim Jong-un si alzerà con la luna storta pronto a pigiare quel pulsante che sulla sua scrivania pare funzioni meglio o peggio di quello di Trump. No. Il venti per cento della popolazione italiana è rimasto incollato davanti al teleschermo pizza, patatine e rutto libero (per dirla alla Fantozzi) per l’evento nazionale, il 68° Festival della Canzone Italiana che, quella sì, risolve le sorti del Paese.

Ma dai, in fondo è giusto così. Bisogna prendersi dei periodi di pausa, come si dice delle coppie che scoppiano. E allora eccoci ad applaudire lo spettacolo nazional popolare che divide gli animi più di quanto non faccia D’Alema e Renzi. Berlusconi e Salvini. Eccoci tutti in piedi sul divano a tifare, non per il 46, ma per gli Ermal Metal (che non sono i cantieristi dell’Ilva no vero?) o per gli Stato Sociale (che non hanno nulla a che fare con quelli del Welfare della Fornero, no vero?). Insomma eccoci in crocchio a godere di uno spettacolino leggero leggero dalla durata minima che Ben-Hur, a confronto, diventa Carosello. Per carità, nulla di ridire sullo show dalla conduzione ineccepibilmente fantastica dove Baglioni, impagliato, sembrava lì per caso, la Hunziker continuava a presentare Zelig (gliel’hanno detto dopo che non era su quel palco e neppure a Striscia, ndr) e il buon Favino intento a ballicchiare, a canticchiare e a reinventarsi genialmente anche pifferaio magico come solo un grande artista sa fare. Ma, facile ironia a parte, la Rai stavolta ha davvero fatto…Piazzapulita. Non ce n’è stato per nessuno tant’è che i vari talks hanno riesumato politici di terzo piano che sono stati attenzionati malapena dai parenti. Finanche il nostro sindaco s’è tenuto lontano dalla telecamere, escluse quelle del tg3 tanto per non perdere l’esercizio.

San RemoOk, adesso la festa è finita e si torna allegramente al lavoro più forti e ritemprati che mai. I docenti con 65 euro lordi in più in tasca, gli esodati con il rinnovato impegno di essere sistemati prima del prossimo allunaggio, i pensionati galvanizzati dalla promessa di un raddoppio dell’assegno mensile, i giovani con la certezza di un futuro radioso alleggerito dalle tasse universitarie e, infine, i disoccupati che vedranno rimpolpare le loro finanze con un reddito dignitoso. E Magnini se la godrà con la Leotta. Insomma, come quel film: stanno tutti bene. Di più e meglio. Cantanti e felici. C’è una sola notizia che ci preoccupa, la nuova telecamera capace di scovare al volo chi è scoperto dall’assicurazione. Chissà quando inventeranno quella in grado di farci anche l’analisi delle urine di passaggio evitando le file del Cup. Abbiamo fede, prima o poi succederà. Eppoi, come si diceva una volta, “canta che ti passa!”

Rubrica a cura di Dario Delle Noci

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