Il campionato della Vuelle nel Pagellone di Pu24

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14 febbraio 2018

PESARO – La pausa del campionato italiano di pallacanestro, ci dà la possibilità di analizzare il percorso effettuato finora della Vuelle, un cammino tortuoso e complicato indubbiamente, con sole 4 vittorie e ben 15 sconfitte sul groppone, la voglia di dare un bel 4 in pagella a tutti, ci è venuta, ma incredibilmente, non riteniamo che questa sia la peggiore versione della Vuelle degli ultimi cinque anni, almeno a livello individuale, perché sono passati sicuramente giocatori peggiori in riva al Foglia – Denis Clemente, Dj Shelton, Kendall Williams, giusto per fare tre nomi – ma purtroppo è la chimica di squadra che non funziona a dovere, con un allenatore che non è riuscito a dare la giusta identità ai giovani e ai meno giovani e qualche atleta che non sembra animato dal sacro furore agonistico. Tutto questo, ci porta alla logica conclusione che, nonostante un generale livello di talento accettabile, questa versione della Vuelle non è purtroppo in grado di salvarsi e, se non si interverrà al più presto sul mercato, ben prima del 9 maggio, si scivolerà mestamente verso la serie A2.

In rigoroso ordine numerico:

Emmanuel Omogbo

Emmanuel Omogbo

EMANUEL OMOGBO: (19 partite, 11.1 punti, 9.6 rimb. 20% da 3, 32.5 minuti)

Arriveremo a maggio e ancora non avremo capito niente sul che tipo di giocatore sia Omgobo, il bello è che non l’ha capito neanche lui. Le sole certezze sono, che il ragazzo ha un fisico adatto a giocare a basket ed è pieno di entusiasmo, per il resto c’è da lavorare, ma tanto, perché a livello tecnico siamo all’Abc e in difesa sembra un cagnolino che insegue il pallone, pronto a corrergli dietro in ogni occasione, dimenticandosi spesso chi sia in quel momento il suo avversario diretto. Gli hanno detto che per diventare un giocatore importante, deve mettere su un tiro da tre affidabile, ma gli consigliamo di lavorarci durante l’estate, perché questa Vuelle non ha bisogno delle sue triple, ma della sua capacità di andare a rimbalzo, di essere pericoloso vicino al ferro e, in generale, che rimanga concentrato per tutti e 40 i minuti.

VOTO DI PU24: 6

 

MARCO CERON: (18 partite, 8.3 punti, 32% da 3, 0.9 assist, 24.6 minuti) Siamo sempre lì, a sperare che prima o poi diventi un giocatore affidabile, invece di quello che continuiamo a vedere ogni domenica. Nei momenti buoni, può tenere il campo, con le sue entrate e le sue triple, in quelli cattivi, carica a testa bassa, senza sapere bene dove andrà a finire e scaglia triple da sette metri che scheggiano appena il ferro, quando parte in quintetto, sembra più coinvolto, mentre uscendo dalla panchina, entra con la voglia di spaccare il mondo, finendo per fare più danni che cose utili.

VOTO DI Pu24: 5

 

Eric MIka (Foto Filippo Baioni)

Eric MIka (Foto Filippo Baioni)

ERIC MIKA: (19 partite, 13.9 punti, 6.9 rimb. 4.6 falli subiti, 28.6 minuti) Gli manca qualcosina per essere veramente pericoloso, perché la pallacanestro la conosce e sa muoversi sul parquet, ma non sempre è un “clutching” uno che al momento giusto, tira fuori tutto quello che ha, per prendere in mano la squadra, tendendo invece ad adeguarsi alla situazione. Deve migliorare il gioco spalle a canestro ed essere più presente a rimbalzo difensivo e anche dalla lunetta si può fare di meglio, ma la grinta non gli manca, così come è da sottolineare, la capacità di smarcarsi al momento opportuno, con la speranza, a volte vana, che i suoi compagni, riescano a servirlo col giusto timing, può migliorare, ma è sicuramente una delle poche note liete di questa Vuelle.

VOTO DI PU24: 6.5

 

DALLAS MOORE: (19 partite. 19.3 punti, 2.4 assist, 34% da 3, 36.7 minuti) Se fosse assegnato un premio, al miglior contropiedista del campionato, Moore se lo sarebbe già aggiudicato, perché quando parte in velocità è difficilmente arrestabile, con quella capacità di percorrere il campo a cento all’ora e concludere al ferro con acrobatiche parabole mancine, i problemi nascono quando si deve ragionare, non essendo un playmaker e non avendo un tiro da tre super affidabile. Come tutti gli attaccanti, la difesa non è una sua priorità, anche se delle volte esagera, rimanendo ad un paio di metri dal suo avversario e siamo curiosi di vedere se, una volta spostato da guardia, coll’imminente arrivo di Clarke, il suo gioco offensivo migliorerà, comunque, con tutti i suoi difetti, si merita la palma di miglior giocatore di questa Vuelle, fino a questo momento.

VOTO DI PU24: 7-

 

ANDREA ANCELLOTTI: (19 partite, 3.9 punti, 3.8 rimb. 47% da 2, 13.2 minuti) Dobbiamo essere sinceri, nutrivamo parecchi dubbi sul fatto che riuscisse a tenere il campo in serie A, giunto alla soglia dei 30 anni, dopo una carriera nelle serie minori, ma il centro reggiano ha dimostrato di poter reggere il colpo. Intendiamoci, i lunghi decisivi sono altri e i difetti rimangono, soprattutto quella scarsa mobilità di piedi che lo fa faticare nelle marcature di centri dinamici, ma la mano è educata, i movimenti sono da centro puro e se ogni tanto gli arrivasse qualche pallone in più dentro l’area, sarebbe un bene per tutti.

VOTO DI PU24: 5.5

 

MARIO LITTLE: (8 partite, 8.9 punti, 3.8 rimbalzi, 30% da 3, 24.4 minuti) La sua sfortuna, e quella della Vuelle, è che si è fatto male alla mano dopo appena due partite, non perché con Little in campo, Pesaro avrebbe vinto più partite, ma perché ci saremmo accorti prima, che non è un giocatore determinante. Sembra sempre essere capitato lì per caso, accorgendosi ogni tanto, che con il suo arresto e tiro dai cinque metri potrebbe fare sempre canestro, preferendo invece tirare da tre ad ogni occasione o perdersi in complicati uno contro uno, in difesa si è adeguato al grigiore generale e, se veramente fosse sacrificato sull’altare della salvezza, non ci strapperemmo i capelli, perché l’unico motivo per cui dovrebbe restare è che Little è un’ala piccola e Bertone no.

VOTO DI PU24: 4.5

 

Pablo Bertone (Foto Filippo Baioni)

Pablo Bertone (Foto Filippo Baioni)

PABLO BERTONE: (19 partite. 8.9 punti, 3.2 rimbalzi, 36% da 3, 27.0 minuti) Statistiche molto simili a quelle di Little e non è casuale, perché il loro modo di giocare è abbastanza simile, anche se l’argentino è sicuramente più utile in fase di costruzione del gioco, con una maggiore capacità di lettura delle situazioni, Contro difese attrezzate dal punto di vista fisico, va in grosse difficoltà, perché i suoi punti arrivano in gran parte dalle scorribande dentro l’area, mentre al tiro da fuori non sempre è una sicurezza, in difesa il discorso è simile, non essendo in grado di marcare ali piccole vicine ai due metri e con una fisicità più marcata della sua, se dovessero preferire tenere Little, soprattutto per un problema di ruolo, ce ne faremo una ragione.

VOTO DI PU24:5.5

 

RIHARD KUKSIKS:(5 partite, 8.4 punti. 3.6 rimbalzi, 33% da 3, 22.4 minuti) Doveva arrivare a fine ottobre, ma i soliti problemi di budget, ne hanno fatto slittare l’arrivo a fine novembre e quando riavvolgeremo il film di questa stagione, anche questo andrà a finire dalla parte della cattive scelte. Tiratore puro, in grado di giocare, con fatica, anche qualche minuto da numero quattro, ha giocato bene tre partite su cinque, quelle in cui gli sono entrate le triple. Meno completo, ma sicuramente più utile alla Vuelle di Little, che è rimasto al suo posto, solamente perché ha un contratto garantito fino a giugno, anche se non siamo sicuri che col lettone nel roster, la Vuelle avrebbe qualche punto in più in classifica.

VOTO DI PU24: 5.5

 

DIEGO MONALDI: (19 partite, 5.4 punti, 2.2 assist, 25% da 3, 19.4 minuti) Il miglior playmaker ed il peggiore tiratore della Vuelle. Se dovessimo fare una sintesi della sua stagione, sono queste le sue caratteristiche principali, perché è innegabile che con lui sul parquet, la squadra giochi meglio, riuscendo a far arrivare qualche pallone ai lunghi e togliendo responsabilità in regia a Moore, ma Diego, purtroppo, non fa quasi mai canestro da tre e, con un fisico non proprio da culturista, fatica maledettamente ad essere incisivo in entrata, ma i margini di miglioramento ci sono, perché ha voglia di lavorare in palestra e ha la necessaria intelligenza, per non scoraggiarsi e migliorare di partita in partita.

VOTO DI PU24:5.5

 

Spiro Leka (Foto Filippo Baioni)

Spiro Leka (Foto Filippo Baioni)

SPIRO LEKA: (19 partite, 4 vinte – 15 perse, 76.7 punti segnati, 83.9 punti subiti, 30% da 3, 12,2 assist, 34.7 rimbalzi, 71.8% ai liberi) Se non tutti riescono ad arrivare ad allenare in serie A, ci sarà un motivo, perché purtroppo impegno e voglia, non sempre riescono a sopperire alle mancanze tecniche. Leka è un uomo Vuelle, che ha risposto presente alla chiamata della società, quando Piero Bucchi aveva deciso di abbandonare la nave, rimanendo in sella anche per questa stagione. Ma non è uno dei migliori 16 allenatori in Italia, anche se non esiste una “regola” che ti obbliga a prenderli, se sei nella massima serie, ma, sicuramente in serie A2, ci sono anche in questo momento, coach che meriterebbero una vetrina migliore e con un’esperienza maggiore di Leka. Dopo cinque mesi, ci saremmo aspettati dei miglioramenti, sia a livello individuale, che nella gestione della squadra, invece non si sono visti e, anzi, sembra aver perso sicurezza nelle sue scelte, sul mercato, è libero un allenatore come Cesare Pancotto, maestro delle salvezze sofferte e all’ultima giornata, farci un pensierino, ci sembra doveroso.

VOTO DI PU24:4.5

 

STAFF SOCIETARIO: Il giocattolo non funziona più, lo abbiamo capito tutti purtroppo, anche se ancora ci attacchiamo alla speranza che tutto si risolva magicamente e si riesca a raggiungere la salvezza, Il Consorzio è di fatto in mano ad un uomo solo, senza però che il presidente, si prenda l’onere di prendere in mano la situazione in prima persona: Finora ha avuto il merito, di convincere alcune aziende con cui lavora, ad entrare nel Consorzio, con una quota minima, quei 25000 euro a testa che fanno molto comodo quando si devono fare i conti, ma che rimangono un caso isolato, senza che, nei mesi successivi, quelli in cui ci sarebbe bisogno di altra liquidità, se ne possa chiedere altri, perché a queste società, di fatto, della pallacanestro pesarese non gliene frega poi tanto, quelli a cui interessa veramente, dovrebbero prendere veramente in mano la situazione, creando una sorta di circolo ristretto che possa prendere le decisioni, senza chiedere conto a nessun altro. Quattro-cinque persone al comando, con Luciano Amadori presidente e, di fatto, primo proprietario della Vuelle, ma per farlo dovrà metterci più soldi degli altri ed essere non solo quello che ci mette la faccia, ma anche gli euro, altrimenti non si può andare avanti con l’attuale sistema, che ha retto per qualche anno, ma che ha mostrato tutti i suoi limiti.

Ne riparleremo la prossima estate, in base alla categoria in cui giocherà la Vuelle, ma per adesso, non si può negare che siano stati commessi degli errori da parte della dirigenza, uno su tutti, non aver gestito al meglio la famigerata giornata biancorossa, ma ancora ci sarebbe il tempo per rimediare, almeno dal punto di vista sportivo, mentre a livello societario, si dovranno prendere misure anche drastiche, per garantire un futuro dignitoso alla Victoria Libertas.

VOTO DI PU24:5

 

 

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