Volley A1, saranno Conegliano dalla panchina infinita e Novara di Egonu (35 punti) a contendersi la Coppa Italia

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Saranno Imoco Conegliano e ZW a contendersi la Coppa Italia di pallavolo femminile. Le pantere hanno superato Busto Arsizio, Novara ha avuto ragione di Monza. Doveva essere la finale di Conegliano e Novara e così è stato, ma quanta fatica per entrambe, soprattutto per l’Igor Gorgonzola.

Nel successo dell’Imoco anche i demeriti di Busto Arsizio

Conegliano – Busto Arsizio 3-0

Conegliano: Bricio 14 (13/38), De Kruijf 3, Cella, Melandri 4 (3 muri), De Gennaro (L), Danesi 5 (2 muri), Fabris 19 (15/38), Wolosz 1, Hill 20 (19/38), Nicoletti 2, Bechis. N.e. Fiori (L2), Lee e Folie, All. Santarelli; vice Simone.

Busto Arsizio: Stufi 1, Spirito (L), Gennari 9 (8/22), Orro 1, Wilhite, Diouf 21 (19/49), Bartsch 17 (15/43), Berti, Negretti,  Botezat 2 (2 muri). N.E. Piani, Dall’Igna e Chausheva. All. Mencarelli; vice Musso.

Parziali: 25-16; 27-25; 30-28 in 95 minuti.

Arbitri: Mauro Goitre di Torino e Gianluca Cappello di Siracusa.

La sfida tra allenatori umbri è appannaggio di Daniele Santarelli e della sua Imoco, squadra lunghissima con una panchina che potrebbe essere schierata in sestetto di una squadra di medio-alta classifica.  A Marco Mencarelli resta il rammarico per quello che poteva essere e non è stato nel secondo e ancor più nel terzo set, quando le farfalle hanno avuto il classico braccino corto del tennista, dilapidando un vantaggio notevole e fallendo più volte la possibilità di allungare la prima semifinale. Conegliano, più cinica e con attaccanti spietate quali Hill e Fabris ha evitato ulteriori problemi e ha chiuso 3-0. Un punteggio che punisce l’Unet E-work oltre i propri demeriti.

Buona partenza di Busto Arsizio che guadagna alcune lunghezze di vantaggio. L’avvio dell’Imoco è troppo soffice. Poi il cambio di marcia che porta al 9 pari prima e al più 5 poi: 16-11. Time-out di Mencarelli, ma si riparte con l’ace di Bricio e la parallela di Fabris per il 18-11 che è una sentenza per il primo set. La pipe di Hill manda al cambio di campo: 25-16 dopo 24 minuti.

“Complimenti” alla Rai che tra primo e secondo set manda in onda un promo sulla finale di domani con immagini di Mauro Chiappafreddo e la Savino Del Bene Scandicci che allenava fino a un anno fa. Eppure dovrebbero avere un archivio infinito di immagini del volley femminile che trasmettono da sempre. Subito dopo intervista a Matteo Bertini. Dopo le belle parole sulla myCicero, anche un giudizio efficace su Hill, “ago della bilancia dell’Imoco”.

Una suggestiva immagine del PalaDozza con i tifosi veneti (Foto Rubin/LVF)

Una suggestiva immagine del PalaDozza con i tifosi veneti (Foto Rubin/LVF)

A proposito di Rai Sport: con il PalaDozza decisamente vuoto malgrado i tanti tifosi di Conegliano e Busto Arsizio (nei tabellini ufficiali della Lega Pallavolo Serie A Femminile si certificano 3.632 spettatori, più o meno la metà di quelli che assistono alle partite di basket di Virtus e Fortitudo), Andrea Lucchetta – chissà quali sono le sue fonti – l’ha definito “tempio del volley”.

Tornando alla prima semifinale, parte ancora bene Busto Arsizio (1-3). Due regali di Bricio danno coraggio alle farfalle. Si prosegue punto a punto fino al 14-16 (muro di Bartsch su De Kruijf). Dopo il time-out di Santarelli, Diouf allarga il break: 14-17. Ma poco dopo è murata da Danesi che impedisce il più 4 delle pantere. Sul 16-19, replica di Conegliano, che torna a meno 1 e Mencarelli ferma il gioco. Orro cerca Diouf e le lombarde tornano a segnare. L’Unet s’affida a lei e quando Botezat mura Nicoletti (20-23), Santarelli cambia diagonale (dentro Bechis e Fabris) e spende il secondo time-out. Hill accorcia, Bartsch e Diouf non chiudono, Fabris sì. Mencarelli interviene fermando il gioco. Non il fiume Imoco. Interrotto da Bartsch e da un’incomprensione tra De Gennaro e Fabris. Bricio annulla la palla set. Bartsch ne guadagna una seconda. Che Diouf spreca mandando fuori la diagonale. Bricio ribalta e subito dopo obbliga Diouf a difendere male, spedendo fuori la difesa sul pallonetto della messicana: 27-25.

Melandri esulta, e con lei Hill, subito dopo il muro finale su Diouf (Foto Rubin/LVF)

Melandri esulta, e con lei Hill, subito dopo il muro finale su Diouf (Foto Rubin/LVF)

Avere perso così male il set precedente potrebbe essere un duro colpo al morale delle farfalle, che però sono bravissime a fasi scivolare addosso il rammarico. Così, un muro di Diouf fissa il 9-12. Busto difende il vantaggio fino al 12-15, quando, complice una brutta scelta di Orro che commette invasione, le pantere sono a meno 1. Solo un attimo. L’Unet torna a più 3 e attacca per il più 4, ma Diouf è murata. Brava l’opposta a riprendersi subito regalando 4 lunghezze alla sua squadra: 15-19. Una super pipe di Bartsch ne propizia 5 (16-21). Un muro di Danesi cancella il possibile meno 6. Bricio serve in rete. L’Unet si ferma lì. L’Imoco, sostenuta dal servizio di Fabris, punta allo schema più classico: grande difesa e contrattacco micidiale. La parità a 23 è la logica conseguenza. Eppure Busto guadagna altre palle set sulle battute sbagliate dalle venete. Niente da fare. Imoco implacabile quando è il suo turno al vantaggio. Dopo avere siglato il 28 pari, Diouf sbaglia grossolanamente e nell’azione successiva è murata da Melandri che fissa il 30-28: Imoco in finale.

L’Igor soffre ma alla fine va all’incasso

Novara – Monza 3-2

Novara: Vasilantonaki, Camera ne, Plak 20 (16/48), Gibbemeyer 7 (4 muri), Enright, Skorupa 1, Bonifacio, Chirichella 17 (7 muri), Sansonna (L), Piccinini 4 (4/12), Zannoni (L2), Egonu 35 (32/60). All. Barbolini; vice Baraldi.

Monza: Ortolani 28 (27/62), Orthmann, Arcangeli (L), Balboni ne, Dixon 10 (9/19) Devetag, Candi 7 (6/11), Begić 18 (15/33), Bonvicini ne, Hancock 4 (3/10), Havelkova 16 (11/48), Loda, Rastelli ne. All. Pedullà; Perazzoli.

Parziali: 27-25; 27-29; 20-25; 25-19; 15-13 in 131 minuti.

Arbitri: Omero Satanassi di Ravenna e Massimo Florian di Treviso.

Novara mura il suo grande ex, il Professor Luciano Pedullà, che sogna il colpaccio, ma cede dopo 131 avvincenti minuti. Sono un fondamentale, il muro, e Paola Egonu, inarrestabile i fattori del successo delle campionesse italiane in carica. Sedici muri a 4 sono una differenza troppo netta a favore di Chirichella e compagne, che domani dovranno fare di tutto per dimenticare la stanchezza odierna per provare a superare l’Imoco.

Egonu che attacca dal 20° piano (Foto Rubin/LVF)

Egonu che attacca dal 20° piano (Foto Rubin/LVF)

Per Monza il rimpianto di avere sprecato nella fase finale del primo set quando ha gettato al vento l’1 a 0 e di avere iniziato male il tie-break. Ma davanti allo “schema Club Italia” – palla a Egonu e ci pensa Paola – alla fine hanno dovuto arrendersi anche le belle difese evidenziate dalla brianzole per quasi tutta la partita. Applausi a entrambe le squadre.

Finale alle ore 20,30 di domenica
La Rai privilegia le dirette di basket

La finale è in programma domenica sera, alle ore 20,30. Cosa mai vista, ma il volley femminile si è dovuto inchinare al basket maschile che sta disputando le finali di Coppa Italia nella vicina Firenze. Malgrado il basket sia trasmesso anche su Eurosport e su Eurosport Player, le sue dirette hanno la precedenza. Così la seconda semifinale di pallavolo, in contemporanea o quasi alla sfida tra Cantù e Cremona (ore 20,45), è andata in differita in tarda serata. E la finale spostata alle 20,30, altrimenti non ci sarebbe stata diretta Rai, che alle ore 18 trasmetterà l’epilogo dell’appuntamento in programma nel Mandela Forum. Per fortuna, Bologna non è lontanissima dalle sedi delle finaliste, ma ai tifosi che seguiranno le due finaliste è richiesto l’ennesimo sacrificio, visto che torneranno a casa nel cuore della notte, a poche ore dal lavoro e dalla scuola.

Si assegna anche la Coppa Italia di serie A2

Andrà in diretta, ma su LVF.TV e nel sito di repubblica.it la finale di A2 tra Battistelli SanGiovanni in Marignano e Lpm Bam Mondovì, in programma domenica alle ore 17,30.

 

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