IL CORSIVO: A 15 giorni dal voto ci raccontiamo… la favola bella delle elezioni

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19 febbraio 2018

LOGO IL CORSIVOC’era una volta il pentapartito. E – così diceva il popolo – erano già in troppi 5. Dopodiché è cambiato il mondo italico e lo ha fatto così in fretta tanto che le nuove generazioni non se ne sono neppure rese conto. Le formazioni partitiche diventarono dapprima un centinaio per poi ridursi a due e mezzo con l’Udc. Che pacchia:Pdl, Centrosinistra e poco più. Il mondo imparò a conoscere Berlusconi e dimenticò persino Lenin. Ed era semplice entrare in cabina elettorale uscendone un minuto dopo avendo consumato un minimo di grafite della matita statale. La gente aveva dimenticato la balena bianca (la DC) il PCI lontanissimo dal Pcus, il PRI del tartarugoso La Malfa, il PSDI dell’occhialuto Longo, Il PLI dello stiloso Altissimo. E che dire del ciclone Mani Pulite che nel ‘92 aveva spazzato via l’intera classe politica? Alla fine nel salotto buono di Vespa si alternavano sempre i soliti Bertinotti, Livia Turco, Fini, La Russa, Berlusca, D’Alema. E i giovani iniziavano a seguire il Grande Fratello mentre le casalinghe si affannavano a fremere con “uomini e donne”. Ma certo, noi si invecchiava in fretta mentre i ragazzi s’informatizzavano che è diverso dall’informarsi crediamo. E quando ti abbandonavi a vecchi ricordi del tipo “parole, parole, parole” con Mina e Alberto Lupo loro, candidamente, ti replicavano “ma che dici? E’ Lupo Alberto”. Eggià la rete ci ha fatto invecchiare ancora più in fretta. E la classe politica s’è adeguata precipitosamente con la nascita dei 5 stelle e di altre, alcune…98 poco più poco meno formazioni politiche. E qui volevamo arrivare. Oggi abbiamo davanti un ventaglio multicolore di partiti, partitini e partitucci e, quasi non bastasse, un oceano di liste civiche. Un tempo – racconta la storia – esisteva il Partito dell’Uomo Qualunque e quello della Bistecca.

cinrtrassegniMa era il dopoguerra e, se vuoi, ci sta. E’ oggi che non ci sta. Non ci sta questo, non ci sta il cambio di casacca dei parlamentari, non ci sta una legge elettorale che capiscono in otto (familiari compresi) e, alla fine, non ci sta proprio il guazzabuglio prodotto dai talks che ci travolgono dalla sera alla mattina dandosi il cambio con i programmi dedicati alla cucina. Ergo, o diventi un politico/politicante o uno chef, vedi tu. Siamo quasi in par condicio, che poi sarebbe una disparcondicio, dipende dai media. E noi siamo qui a meno quindici giorni dal voto a chiederci se siamo europeisti o euroscettici, di sinistra o di mezzodestra, pseudoriformisti o pseudoconservatori. E’ tempo, allora, ci si faccia una cultura seguendo pedissequamente la D’Urso o la Litizzetto. E’ il momento topico di decidere del nostro futuro mentre, nell’aria, svolazzano ancora le polveri sottili di Spadolini, Andreotti o Berlinguer. E’ tempo di prendere un libro serio in mano, studiare e decidere. Non a caso sul nostro comodino, ogni sera, leggiamo un capitolo della Guida della Giovani Marmotte di Qui Quo Qua. Tanto vale.

Rubrica a cura di Dario Delle Noci

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