Vuelle ancora senza difesa: a Cremona un altro ko con più di 90 punti di passivo

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5 marzo 2018

PESARO – Con la Vuelle che ha giocato la sua partita alle 20.45, si poteva passare il pomeriggio domenicale, a dare un’occhiata agli altri match e l’occhio è caduto naturalmente sul campo di Torino, dove era impegnata Capo d’Orlando. Il primo quarto faceva ben sperare, con la Fiat in controllo, che saliva fino al più 17, ma, vuoi perché i torinesi si sono distratti, vuoi perché, senza le coppe, i siciliani non accusano più la stanchezza, la Betaland ha sauto rimontare, portandosi avanti anche di 9 punti, finendo poi per perdere di tre, una partita che poteva sicuramente anche vincere, se non avesse sbagliato almeno quattro triple aperte negli ultimissimi minuti. Il trascinatore del match è stato Luca Campani, autore di 26 punti, che lo scorso gennaio la Vuelle non ha preso neanche in considerazione, ritenendolo ancora non guarito completamente dall’infortunio, ma il suo eventuale arrivo, non avrebbe avuto contro indicazioni, essendo svincolato e con un ingaggio non proibitivo, ma il reparto lunghi, secondo Via Bertozzini, non ha bisogno di rinforzi e pazienza se poi tutti i rimbalzi offensivi finiscono nelle mani degli avversari.

Pesaro, invece, non è mai nemmeno andata vicina alla vittoria sul campo di Cremona, con la Vanoli che ha sfruttato semplicemente la sua fisicità, cercando con insistenza il pivot Sims e cavalcando il talento di Johnson-Odom, bravissimo per carità, ma che sarà solo il primo, di una lunga lista di ali piccole, che faranno il loro comodo contro i vari Bertone e Ceron, troppo leggeri per marcare avversari di quella taratura fisica.

E torniamo così a parlare di difesa, o meglio della sua mancanza, dato che anche ieri la Vuelle ha subito più di 90 punti, con la zona che non ha mai funzionato, visto che con Omogbo in campo, non se ne parla neanche di provarla e con Ancellotti, la coperta rischia di essere troppo corta, dato che il pivot reggiano fatica maledettamente a coprire la sua zona di competenza, ma le cose non vanno meglio neanche con la uomo, dato che Moore non difende dal primo ottobre e Clarke rimane quasi sempre dietro ai blocchi, aggiungiamoci la solita morbidezza di Mika e i cinque-dieci centimetri che Bertone e Ceron concedono ogni domenica all’avversario diretto e capirete come i conti non potranno mai tornare in casa biancorossa.

Ma allora come si può muovere la classifica? Facendo un punto più degli altri e per riuscirci, serviranno essenzialmente due cose: una percentuale vicina al 40% dall’arco e il controllo dei rimbalzi difensivi, per poter scatenare il contropiede, due cose che ieri sera non si sono praticamente viste, con il solito 28% da tre e i 15 rimbalzi offensivi lasciati ai cremonesi, ma per mettere in pratica queste due soluzioni, servirà il contributo fondamentale di due uomini: Clarke ed Omogbo. Rotnei dovrà per forze di cose ritrovare la mira dai 6.75, visto che poi, attualmente, non sembra nelle condizioni fisiche per battere nell’uno contro uno il suo avversario,mentre Manny invece, dovrà tornare a spazzare i tabelloni come nel girone d’andata, sacrificando magari qualcosa dal punto di vista offensivo, dove sembra sempre più spaesato e confuso, con i compagni che ormai hanno rinunciato a cercarlo.

Gli altri problemi sembrano troppi complicati da risolvere, dato che centimetri e chili non si possono trovare improvvisamente per strada, ma almeno in queste due voci statistiche, si dovrà migliorare il prima possibile, cominciando naturalmente da domenica prossima, quando Capo d’Orlando arriverà a Pesaro, intenzionata a chiudere definitivamente il discorso salvezza, perché ormai la questione riguarda solo la Betaland e la Vuelle, con Pistoia che, come da previsione, le sue partite in casa le vince e Brindisi, che anche se dovesse perdere stasera a Brescia, sembra maggiormente attrezzata rispetto alla concorrenza.

I PIU’ …….

Pablo Bertone: Almeno a livello offensivo, è stato il migliore dei suoi, con un’inusuale 50% dall’arco, 23 punti a referto, 4 falli subiti e 3 assist, l’unico biancorosso che sembrava avesse un’idea di quello che doveva fare sul parquet.

Eric Mika: 21 punti e 9 rimbalzi per Mika, forse un po’ troppo nervoso per il trattamento subito da Gazzotti, ma sicuramente, l’unico in grado di convertire in punti gli assist dei compagni e di finalizzare il pick and roll, poi si dovrebbe anche difendere meglio su Sims, ma sarebbe chiedergli troppo.

Rimbalzi: Alla fine, Pesaro riesce a pareggiare il conto dei rimbalzi (36 a testa), pur concedendone 15 offensivi alla Vanoli nei momenti topici, facendo quadrare i conti solo a punteggio acquisito.

 

… E I MENO DELLA SFIDA CREMONA – PESARO

Palle perse e recuperate: Riuscire a vincere, perdendo 20 palloni e recuperandone appena due, sarebbe impossibile per qualsiasi squadra, figuriamoci per una Vuelle che l’intensità difensiva l’aveva lasciata al casello di Pesaro.

Manny Omogbo: Ha più confusione in testa, di un bambino in un negozio di dolci, non gli riescono più neanche le cose semplici e, se gli viene a mancare l’entusiasmo, non ha molte altre opportunità di rendersi utile.

Marco Ceron: 16 minuti da puro comprimario per il capitano, mai in partita e sempre ai margini dell’azione in ogni lato del campo.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Clarke a Cremona

Rotnei Clarke in palleggio

Se prima ci capiva poco, l’arrivo di Clarke, sembra avere definitivamente messo in confusione coach Spiro Leka, che si ritrova tra le mani un giocatore da 35 minuti di utilizzo, che ha bisogno di giocare, per ritrovare il ritmo partita, ma il suo arrivo sembra aver spezzato quel mimino d’equilibrio creato finora, basta leggere i numeri di Moore, al suo minimo stagionale di minuti e tiri dal campo, apparso non più il leader di questa Vuelle, ma un semplice comprimario, capace di accedersi per un paio di fiammate, per poi spegnersi subito dopo. Ma fino a sabato, questa era la squadra di Moore e dovrà esserlo anche in futuro, perché Clarke non è arrivato per togliergli il ruolo di leader, ma per rendergli la vita più semplice, togliendogli un po’ di pressione e prendersi quei tiri da fuori che a Dallas non piacciono poi così tanto, mentre dovrà continuare con le sue scorribande offensive, attaccando il ferro ad ogni occasione, visto che Rotnei non ha mai avuto nella penetrazione il suo punto di forza. Ad apparire spaesati, sono stati anche Ceron e Monaldi e se al capitano, non è la prima volta che capita nei suoi tre anni in riva al Foglia, non si deve perdere il contributo fondamentale di Monaldi, che rimane in ogni caso, l’unico playmaker puro di questa squadra, l’unico che pensa prima ai compagni che a se stesso, ma anche Diego è apparso completamente fuori dai giochi a Cremona.

Omogbo, invece, fuori da tutto lo è quasi sempre, ma il nigeriano è quello che ha più bisogno di essere guidato dalla panchina, sia in settimana, che in partita e coach Leka, dopo avergli consigliato di non prendersi più tutte quelle triple, dovrà ricordargli una cosa fondamentale, ovvero che il suo punto di forza rimane la capacità di andare a rimbalzo e di mettere in confusione la difesa avversaria con le sue scorribande, che non vuol dire che deve partire a testa bassa dalla sua metà campo, senza mai guardarsi intorno, ma che deve essere messo nella condizione di rendere al meglio, anche dopo che gli avversari “sono stati bravi ad anticipare due-tre volte, i giochi creati per lui”.

Clarke deve essere un valore aggiunto e non un problema per la Vuelle, che è apparsa una squadra slegata, dove il reparto esterni e quello del lunghi comunicano poco tra di loro, basta vedere la marea di palle vaganti lasciate agli avversari, con i giocatori biancorossi che occupavano la stessa posizione sul parquet, lasciando completamente sguarnite intere porzioni dello stesso, in settimana si dovrà lavorare sodo, magari organizzando quell’amichevole saltata per la neve o, meglio ancora, portando la squadra in ritiro a Borgo Pace, lontano da tutto e da tutti, con la speranza che abbia lo stesso effetto benefico dello scorso anno, attenuando quel nervosismo che, anche ieri a Cremona, si intravedeva nei timeout.

Domenica arriva Capo d’Orlando e, non crediamo, che vedremo facce nuove, sia in panchina che in campo, almeno dalla sponda pesarese, perché invece i siciliani aggiungeranno un altro giocatore nel proprio roster, arrivarci al meglio è l’obiettivo che coach Leka ed il suo staff dovranno perseguire in questi sei giorni, senza inventarsi niente, ma ritrovando magari, quei pochi punti di forza mostrati in queste prime venti partite, siamo arrivati al punto di non ritorno, speriamo che sia chiaro a tutti.

DAGLI ALTRI PARQUET

Sono rimaste due squadre al comando della classifica, dopo la sconfitta subita da Avellino all’ultimo secondo a Cantù, finale in volata che invece ha arriso a Venezia, vincente su Bologna grazie ad una tripla a fil di sirena di Austin Daye, mentre Milano ha rifilato ben 116 punti ad una Sassari mai in partita. Sale al quinto posto Torino, che ha faticato tantissimo a superare Capo d’ Orlando, mentre lo spareggio playoff, se l’è aggiudicato Trento che espugna senza troppi problemi il PalaBigi di Reggio Emilia. Pistoia si toglie definitivamente dalla zona calda, interrompendo la striscia vincente di quattro vittorie di Varese, in una ventesima giornata, che si chiuderà stasera col posticipo tra Brescia e Brindisi.

 

 

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