8 marzo, la riflessione dell’Anmil: “Donne e infortuni. Quanti rischi nel tragitto casa-lavoro”

Fausto Luzi - Anmil

Fausto Luzi – Anmil

PESARO – La piaga degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali si tinge di un intenso e drammatico colore rosa anche nelle Marche e nel territorio pesarese. Nel corso di tutto il 2017 fino al 31 gennaio 2018, secondo dati Inail, gli infortuni e le malattie professionali accertate che hanno riguardato lavoratrici sono perfettamente in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente: 4.166 infortuni nella regione, 1.040 nella sola provincia di Pesaro e Urbino (556 nell’area di Pesaro e 484 nell’area di Fano). Purtroppo elevata la quota di infortuni accaduti in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro: 206 di cui 107 a Pesaro e 94 a Fano.

I settori economici dove si verificano più infortuni sono il terziario (183 Pesaro, 174 Fano), il settore conto Stato (123 Pesaro, 104 Fano) e industria (53 Pesaro, 30 Fano). I domestici si equivalgono per le realtà di Pesaro e Fano, rispettivamente 21 e 22.

Per quanto riguarda le malattie professionali, sempre al femminile, nelle Marche, a fronte di 1.626 denunce, ne sono state definite positivamente 574. Di queste, 149 sono state accertate nel pesarese (91 a Pesaro e 58 a Fano). Relativamente agli infortuni mortali, invece, le denunce nel 2017 per maschi e femmine, sono state 33 (3 delle quali hanno coinvolto lavoratrici, nessuna della provincia pesarese). Nel 2016 il dato registrato era di 38 infortuni (35 maschi, 3 femmine).

«Un infortunio sul lavoro, qualunque sia la sua entità, è sempre una tragedia e non c’è certo differenza fra quelli che vedono vittime uomini o donne – osserva il Presidente dell’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi del Lavoro (Anmil) Pesaro e Urbino Fausto Luzi -. La festa dell’8 marzo, però, è un’occasione importantissima per richiamare l’attenzione sul fenomeno infortunistico e sottolineare il contributo che le donne danno al mondo del lavoro, all’economia e allo sviluppo della società. Donne che, oltre ad essere lavoratrici, nella maggior parte dei casi sono anche mogli, madri, figlie di genitori spesso anziani, con tutte quelle funzioni sociali che discendono da questi ruoli così delicati e fondamentali per la crescita sociale. Una madre, una moglie che non torna a casa è una tragedia immane, una sconfitta incolmabile per tutta la società».

Un’analisi più approfondita dei dati Inail per le Marche e per la provincia pesarese mostra come una consistente parte degli infortuni avvenga “in itinere”. Generalmente, a livello statistico, gli infortuni che colpiscono donne rappresentano circa un terzo del totale. Un rapporto che si annulla nel caso degli infortuni in itinere: nel 2017, nelle Marche, le denunce per questo genere di infortunio sono state 1.373 per le donne e 1.356 per gli uomini: «C’è necessità di lavorare tutti insieme – Istituzioni, datori di lavoro e parti sociali – su prevenzione e sull’applicazione di forme di tutela e lavoro che riducano al minimo il rischio di infortuni, come per esempio il telelavoro e una nuova distribuzione degli orari e dei carichi di lavoro» argomenta Fausto Luzi.

In occasione della Giornata della Donna 2018, l’Anmil nazionale ha prodotto lo studio “Donne, lavoro e infortuni nelle regioni italiane”, curato dal Responsabile dei Servizi Statistici Anmil Franco D’Amico che ha analizzato i dati relativi ad infortuni e morti femminili nel quinquennio 2013-2017 sia nei luoghi di lavoro che in itinere. Il risultato emerso a livello nazionale è una flessione di appena l’8%, cifra che, considerando gli anni di crisi appena trascorsi, risulta troppo debole.

Il tema sarà al centro della 68^ Giornata nazionale Anmil, declinata a livello territoriale in ogni provincia, il prossimo 14 ottobre. Nel pesarese, quest’anno, la manifestazione è in programma a Cagli.

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