MotoGP: gira la ruota

Valentino Rossi (foto Amato Ballante)

Valentino Rossi (foto Amato Ballante)

Benvenuti agli sponsorstress della MotoGP. Il risiko degli sponsor fa ballare le poltrone. Riavvolgiamo il nastro e torniamo al recente passato: è dalla fine della scorsa stagione che si parla di mercato piloti anticipato. Però prendiamo atto che gli unici veri big ad accasarsi sono stati Marc Marquéz e Maverick Viñales, con immensa gioia di HRC e Yamaha. Gli altri sono tutti alla finestra.

Perché? I contratti sono materia complessa, si dice, ma visti i nomi dei personaggi e degli interessi in gioco, l’intesa non dovrebbe essere difficile. Però ci sono elementi da considerare, che forse aiuteranno a capire quali movimenti potrebbe riservarci il prossimo futuro. Ducati ha perso un main sponsor come TIM, il big player del mercato italiano delle telecomunicazioni. Yamaha ha come partner privilegiato la compagnia spagnola Movistar, che trasmette le gare del motomondiale. Non è un mistero, né un segreto, che forse SKY si prepari ad avere un proprio team a trazione VR46. Impossibile pensare, per i rapporti in essere tra Tavullia e Iwata, che l’eventuale squadra della MotoGP di Valentino possa disporre di moto che non siano M1. Il conflitto di interessi a questo punto diventa evidente: SKY title sponsor, Valentino come top manager e due top rider su moto ufficiali della Casa dei tre diapason farebbero ombra al Movistar Yamaha Factory Team.

Questo non è futuro, ma presente. Infatti la firma sul contratto di Vale tarda ad arrivare. A Tavullia le bocche sono cucite, in proposito, ma neppure troppo. Il malumore per l’accordo che non c’è è palpabile: la “colpa” è di Movistar, si mormora. Tra le pieghe dei discorsi si percepisce l’irritazione nei confronti di uno sponsor che sembra restio al rinnovo del contratto di Rossi. Facile intuire come mai. Meno semplice è disegnare scenari alternativi. Perché in questo risiko, Yamaha – sembra impossibile – è presa tra due fuochi: da una parte il main sponsor, dall’altra il campione. Fantascienza? Forse, ma la memoria ci riporta alla mente il 2005: Movistar lasciò il motomondiale dopo una stagione da protagonista. In quell’anno dominò la 250 centrando il titolo con Dani Pedrosa e arrivò seconda in MotoGP con Marco Melandri. Perché quelli della pay tv se ne andarono? Ironia della sorte: l’episodio che diede fuoco alle polveri fu lo “scippo” di Dani Pedrosa operato dalla Repsol, che lo dirottò nella squadra ufficiale HRC. La compagnia iberica non prese bene lo sgambetto – tutto spagnolo – e decise di interrompere ogni rapporto di sponsorizzazione.

Attenzione alle coincidenze: Movistar organizzava anche un signor campionato promozionale che permise a piloti del calibro di Stoner e Davies – coincidenza piloti Ducati – di mettersi in luce. Manager di quella formula era Alberto Puig. Quando Movistar decise di rientrare, nel 2014, dopo otto anni di assenza, fu sulle carene della Yamaha. Durata del contratto? Cinque anni, con scadenza 2018.

Questa, all’epoca, fu la dichiarazione ufficiale di Lin Jarvis, Managing Director di Yamaha Factory Team: “Questo è un grande giorno per lo sport. Siamo lieti di riaccogliere il marchio Movistar nel mondo della MotoGP. Gli appassionati di motociclismo sapranno che Movistar ha una storia forte nello sport, e in passato hanno sostenuto molti giovani talenti che poi si sono evoluti per diventare le stelle migliori della classe MotoGP. Siamo quindi onorati che abbiano scelto la Yamaha come partner per rientrare nel motociclismo. La partnership di cinque anni fornisce una piattaforma estremamente stabile per entrambe le parti, in modo da sfruttare appieno il rapporto e fare progetti non solo nel breve termine, ma anche strategicamente su un periodo più lungo. Il loro impegno a lungo termine è anche un forte segnale di fiducia nello sport e fornisce rassicurazioni agli altri sponsor e partner coinvolti con il nostro team. Crediamo anche che l’impegno e la promozione che Movistar porterà, potranno aiutare anche ad aumentare la consapevolezza e l’interesse nel nostro campionato di marche non ancora coinvolte in MotoGP. L’accordo con Movistar rappresenta l’ultimo e più importante dei nostri sponsor previsti per questa stagione. Siamo lieti di avere un portafoglio così ricco di marchi premium”.

Attualmente i cinque anni del contratto di sponsorizzazione sono in scadenza, esattamente come quelli biennali dei top riders. L’unica differenza, rispetto al 2014, è che la seconda forza del mondiale piloti, stando alle classifiche attuali, è il Ducati Factory Team, orfano di TIM. Che ha pure in squadra un pilota che gli spagnoli della pay tv conoscono bene: Jorge Lorenzo.

Ovviamente si tratta di supposizioni ricavate dalle fonti che riusciamo a raggiungere, perché come stiano davvero le cose nessuno lo sa. Tutto è in continuo movimento, nel magico mondo della MotoGP.

*Ha collaborato Massimiliano Garavini

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

    • Bruscolini non ne azzecchi una…ma per farti pubblicità devi inventarti ogni volta cose su rossi??? Ogni volta vieni smentito dai fatti…Rossi se vuole correre per altri 10 anni corre forse non ti è chiaro..cambia disco

      • Rossi fino ad ora ha corso in grandi squadre per questione di impatto marketing/mediatico.
        Un altro pilota dello stesso suo valore “ma senza appeal marketing/mediatico”, sarebbe costretto”se vuole correre” ad accontentarsi di squadre inferiori o SUPERBIKE

  1. come al solito non ne azzecchi una su Rossi….sempre le solite bufale per avere un po di visibilità Sg Bruscolini…cambia registro