Vuelle con le unghie e con i denti: con Capo d’Orlando va sotto di 16 ma rimonta e vince all’overtime

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11 marzo 2018

Vuelle-Varese-00015VICTORIA LIBERTAS PESARO – BETALAND CAPO D’ORLANDO 84-81 dts
VICTORIA LIBERTAS PESARO: Omogbo 15, Ceron 6, Clarke 13, Mika 10, Moore 17, Bocconcelli ne, Ancellotti 6, Bertone 15, Monaldi 0, Serpilli 2. All.Leka
BETALAND CAPO D’ORLANDO: Galipò 0, Faust 10, Maynor 6, Atsur 6, Kulboka 3, Laganà 0, Likhodey 19, Campani 9, Wojciechowski 8, Stojanovic 20, Donda ne. All. Di Carlo
ARBITRI: Begnis, Lo Guzzo, Vicino
PARZIALI: 18-16, 13-29, 24-17, 15-8, 14-11
SPETTATORI: 2481 per un incasso di 35367 euro

PESARO – Alla fine, i dieci giocatori biancorossi salgono in curva a dare i cinque ai tifosi, dopo essere riusciti a vincere una partita, che li ha visti andare sotto anche di 16 punti, rimontando poi nell’ultimo quarto, riuscendo a portare la partita al supplementare, dove, dopo varie vicissitudini, la Vuelle è riuscita a conquistare la vittoria col punteggio finale di 84 a 81, ma che fatica! Pesaro rimane viva, grazie anche alla sconfitta di Brindisi, ma non ha certamente risolto tutti i suoi problemi, anche se si è fatta apprezzare per la combattività messa nell’ultima parte del match, dove è salito in cattedra Moore, aiutato da Mika, Bertone ed Omogbo, la bella pallacanestro è un’altra cosa, ma stasera contava solo vincere e la Vuelle, tra mille sofferenze, ci è riuscita.

PRIMO QUARTO
Gli ultimi spareggi salvezza, quelli con Montegranaro e Caserta, ad esempio, si erano giocati davanti a 7.000 spettatori, ad assistere, invece, a questo con Capo d’Orlando, ce ne sono meno della metà, colpa dell’inopinata idea della dirigenza biancorossa, di farlo coincidere con il “Vuelle day”, giornata dove tutti – ma siamo sicuri? – per entrare all’Adriatic Arena, devono aver pagato il biglietto, anche se tutto sommato, pensavamo peggio, a dimostrazione che anche in un’annata balorda come questa, il pubblico pesarese cerca di non far mancare il suo appoggio alla squadra.
Si parte, con la Vuelle che schiera nello starting five, gli esterni Bertone, Moore e Ceron e i lunghi Omogbo e Mika, che segna il primo canestro biancorosso, con Moore a colpire in contropiede per il 5 a 4 casalingo, in un inizio di match dove le due squadre trovano il canestro con troppa facilità (12-11 al 5’), sfruttando amnesie difensive evidenti, entrano anche Clarke e Serpilli, al posto di un Omogbo gravato già di due falli, con la Vuelle che prova anche la zona e, con il sesto punto di Moore, si porta sul 16 a 11. Si fa vedere anche Serpilli, con un prezioso canestro su rimbalzo offensivo, in un primo quarto che Pesaro chiude avanti per 18 a 16, subendo un break di 5 a 0 nell’ultimo minuto.

SECONDO QUARTO
Un gioco da tre punti di Stojanovic riporta avanti i siciliani, mentre Clark continua a sparacchiare da fuori e quando Campani segna comodamente da sotto il 24 a 20 ospite, coach Leka capisce che il parziale di 13 a 2 subito a cavallo dei due quarti rischia già di essere importante e chiama timeout per cercare di invertire il trend negativo, appoggiando il gioco offensivo su Ancellotti, autore di 6 punti, anche se il centro reggiano in difesa, non riesce a contenere Campani, commettendo un paio di falli evitabili che consentono alla Betaland di condurre per 32 a 26, ci vuole una tripla di Bertone per accorciare le distanze, ma i siciliani sfruttano la difesa troppa morbida della Vuelle e piazzano due triple spacca gambe, che li fanno volare sul più 10 (29-39), con il pubblico che invita i giocatori biancorossi a tirare fuori gli attributi, dato che tutti i palloni vaganti sono finiti nelle mani degli avversari e in attacco, non c’è una vera alternativa agli uno contro uno, morale della favola, Capo d’Orlando ha segnato la bellezza di 29 punti nel secondo quarto e conduce all’intervallo per 45 a 31.

Le statistiche di metà partita evidenziano la solita tragica percentuale biancorossa da tre (2 su 11) e dalla lunetta (3 su 7), con la Betaland che conduce in tutte le voci statistiche, dai rimbalzi alle palle recuperate, dagli assist alla valutazione.

TERZO QUARTO
O adesso o mai più, con la Vuelle che ha venti minuti per provare a rimanere in serie A, con Clarke che finalmente rompe il suo digiuno offensivo con cinque punti consecutivi, ma i siciliani ormai hanno preso fiducia e continuano a mantenersi agevolmente in vantaggio (38-52), con un paio di triple facili facili concesse dalla molle difesa biancorossa, una tripla di Omogbo consente a Pesaro di tornare a meno dieci (45-55), ma per riavvicinarsi bisognerebbe almeno segnare i liberi o sfruttare il momento della partita in cui anche la Betaland sembra in difficoltà ed invece le due squadre rimangono senza segnare per oltre tre minuti, tutto a vantaggio di chi è avanti nel punteggio, anche se Pesaro prova a riavvicinarsi con Ceron e la seconda tripla di Clarke (52-56), seguita da quella di Omogbo per il meno due, anche se il terzo quarto si chiude con Capo d’Orlando avanti per 62 a 55.

ULTIMO QUARTO
Ancora dieci minuti per tentare il tutto per tutto, con Clarke a segnare la tripla del meno quattro, Ceron ed Omogbo ad accorciare le distanze e ancora a Clarke a segnare il più uno casalingo (63-62 al 34’), prima che la tripla di Bertone riporti avanti Pesaro di due lunghezze, anche se l’argentino sbaglia quella successiva, consentendo a Faust di riportare avanti la Betaland, in un finale che si preannuncia equilibrato e allora , come da tradizione, ecco la cronaca azione per azione degli ultimi tre minuti: Bertone in entrata (68-67), per il nuovo vantaggio casalingo, con Stojanovic che sbaglia la tripla, imitato da Moore nell’azione successiva, Capo d’Orlando sbaglia ancora dall’arco, ma Omogbo si mangia un canestro da sotto e Stojanovic segna il libero della parità a quota 68 a 75 secondi dalla fine, Moore sbaglia l’entrata e sul contropiede è ancora Stojanovic a segnare in entrata, sbagliando il libero, ma con i siciliani che catturano il rimbalzo offensivo, sbagliando però da sotto, sul ribaltamento, Moore subisce fallo, segnando però un solo libero (69-70), con Mika bravo a catturare il rimbalzo offensivo e subire fallo, ma anche lui segna un solo libero (70 pari) e alla Betaland rimangono 24 secondi per provare a vincere la partita, con Maynor che sbaglia l’entrata, portando la partita all’overtime.

SUPPLEMENTARE
Una tripla di Atsur apre l’overtime, pareggiata subito da quella di Omogbo, con il tabellone che a tre minuti dalla sirena indica 73 pari, prima che due liberi di Maynor riportino i siciliani avanti di due. Mika pareggia da sotto canestro e sull’errore di Faust è Moore a segnare in contropiede il 75 a 73 casalingo, ma gli arbitri vedono un fallo di Bertone sul tiro di Faust, che sbaglia entrambi i liberi, mentre Mika subisce a sua volta fallo, segnando il libero del 78 a 75, Bertone è costretto ad uscire, dopo aver commesso un dubbio quinto fallo, con Stojanovic a segnare il libero del 78 a 76 ad un minuto dalla fine, Omogbo segna in entrata (80-76), ma sbaglia anche lui il libero, commettendo poi fallo su Likhodev nell’azione successiva, con il russo a segnare i liberi del meno due (80-78). Rimangono 37 secondi e la responsabilità se la prende Moore, che in fade away, segna l’82 a 78 a 14 secondi dalla sirena, con Capo d’Orlando che chiama timeout, disegnando l’azione per Atsur che segna la tripla del 82 a 81, sulla rimessa, Moore scappa in contropiede a segnare l’84 a 81, lasciando ancora a Maynor la possibilità di pareggiare, ma l’americano sbaglia e Pesaro può festeggiare la vittoria.

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