Arbitro di piccole cestiste fa sgomberare la palestra dopo gli esagerati insulti dei genitori e conclude la partita senza pubblico

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12 marzo 2018

pallone-basket1PESARO – Un episodio particolare ha caratterizzato il match di basket femminile under 13 che si è svolto nel weekend alla palestra della Celletta a Pesaro fra l’Olimpia Pesaro e l’Aurora Jesi che a Pesaro si giocava il primo posto.

Davanti a spalti gremiti di genitori equamente divisi fra pesarese e jesini – come racconta a Pu24 un genitore delle ragazze – si assiste ad un arbitraggio discutibile che scontenta entrambe le parti, ma, prima i pesaresi poi gli jesini, esagerano con gli epiteti e con un atteggiamento esageratamente aggressivo e maleducato verso i giovani direttori di gara. Uno di questi, a due minuti dalla fine, decide dunque di poggiare palla a terra e, in risposta all’ennesima parolaccia, interrompe il gioco rivolgendosi prima verso il protagonista dell’insulto poi, in generale, a tutti gli spalti con una chiara esternazione: “finchè il pubblico non esce dalla palestra, non si gioca”. A quel punto, i genitori, invitati anche dallo staff dell’Olimpia, lasciano la palestra. La partita finisce senza pubblico e, per la cronaca, vede le pesaresi vincere di 20 punti.

5 Commenti to “Arbitro di piccole cestiste fa sgomberare la palestra dopo gli esagerati insulti dei genitori e conclude la partita senza pubblico”

  1. alberto scrive:

    Genitori che guardano le proprie figlie… GIOCARE…. DIVERTIRSI… mentre praticano sport, ed invece di assistere felici e contenti, cestinano il ruolo unico di genitore e si vestono dell’esatto opposto, odio, violenza, mancanza di rispetto. Potremmo parlare della plausibile incompetenza degli arbitri o delle giocatrici o degli allenatori…. ma sicuramente l’unica incompetenza comprovata è quella degli stessi genitori che uccidono l’educazione ed il rispetto delle regole, salendo in cattedra e offrendo sporcizia ai propri figli. La domanda non è se gli arbitri sanno arbitrare che la risposta è no se no non arbitravano le Under 13 femminili…. la domanda è come mai con figlie di 13 anni ancora non sapete cosa significa essere genitori???? Complimenti

  2. Mauro scrive:

    Per quanto riguarda l’articolo mi sento in dovere in qualità di genitore di affermare, senza paura di essere smentito che sono state scritte inesattezze ed affermazioni volutamente ambigue:
    1) uno dei due arbitri mentre faceva riprendere il gioco vicino alle tribune gremite di tifosi è stato aggredito verbalmente (parolacce e insulti) quasi fisicamente (agitava le braccia con fare minaccioso ed è stato allontanato da altri genitori jesini). A quel punto ha fermato il gioco senza assolutamente dire niente al pubblico, anche perchè non lo puo’ fare (mancavano circa due minuti) e, quindi l’allenatrice dell’Olimpia è andata da questo Signore per cercare di calmarlo ed ha invitato tutto il pubblico ad uscire.
    2) l’allenatore della squadra Jesina ha insultato il tavolo tecnico dove era presente anche un osservatore degli arbitri ed è stato espulso. Inoltre, dopo le proteste vibranti di alcuni genitori pesaresi (nel 1° tempo) trai i quali lo scrivente, ma assolutamente senza offese od insulti (chiamare fallo ad alta voce non è un insulto e nemmeno è diseducativo per le giocatrici), ha imposto agli arbitri un’altro metro di arbitraggio e cioè nel 2° tempo hanno iniziato a fischiare i falli ed a quel punto le nostre ragazzine sono esplose ed hanno iniziato a dare spettacolo, altro che sentirsi frustrate per atteggiamenti violenti od irrispettosi dei genitori pesaresi, i quali, il 2° tempo, (quelli che prima avevano protestato), hanno solo incitato sempre ad alta voce!!!
    2) purtroppo a questi livelli gli arbitri condizionano in modo rilevante l’andamento di una partita. L’UNDER 13 dell’Olimpia ha subito questi arbitraggi in tutte le partite fuori casa, avendo anche conseguenze sull’autostima di mia figlia che iniziava ad avere dubbi sulle sue capacità. Questa vittoria è valsa per lei e per le compagne di squadra a far aumentare di molto l’autostima. Qualche volta bisogna dirle le cose che non vanno, anche in tono deciso, sempre senza insultare.

    • Gianni scrive:

      Mi perdoni, ma di cosa stiamo parlando? Di una partita U13 femminile con ragazzine in formazione cestistica e sicuramente con due giovani arbitri che la dirigevano, anch’essi in formazione . In Italia quando impareremo la cultura dello sport e delle buone maniere sarà troppo tardi.

    • Gianni Arbitro scrive:

      Mi scusi, ma lei è forse tesserato per una squadra NBA che può dare giudizi se è fallo o meno? Le faccio io una domanda sà quale è la differenza tra contatto e fallo? E poi sua figlia gioca Under 13? È nata mica imparata? Ha le percentuali al tiro di Curry o fa 1o2 su 10? Gli arbitri sono dei ragazzi come sua figlia che stanno imparando, come ha specificato c era un osservatore(insegnante) come voi in panchina avete un allenatore, quindi impariamo la cultura e educazione dello sport. Nenche lei è nato imparato il primo giorno di lavoro sapeva già risolvere tutti i problemi del mondo vero? Un giorno sua figlia le chiedera di diventare arbitro!! Lei cosa fa? Le dice “cara no assolutamente”. Bravo!! Senza arbitri come senza giocatori Non si svolgono le partite. Prima di tutto studiate il regolamento sappiate interpretarlo e metrerlo in pratica .. il che non è facile.. poi date giudizi dai spalti.. ma una partita under 13 deve essere una festa e divertimento e non una guerra.. tanto alla fine vince sto piffero…

  3. claudio scrive:

    Purtroppo a questi livelli , i fenomeni che urlano Fallo fallo etcetc sono sempre troppi

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