Occupazione, segnali incoraggianti ma non sufficienti. Simona Ricci: “Mancano 14.000 posti di lavoro rispetto al 2012″

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14 marzo 2018

Simona Ricci*

PESARO – Da una prima ma parziale analisi dei dati Istat 2017 relativi all’occupazione nel nostro territorio, emergono dati incoraggianti. In un solo anno si sono recuperati 6.000 occupati rispetto al 2016, anno del record storico di disoccupati che superarono per la prima volta i 20.000. Il balzo, pari ad un ­+ 4,3% rispetto al 2016, equivale ad numero di occupati complessivi di 146.633.

Il salto è significativo ma ancora insufficiente a recuperare il gap rispetto al 2012, quando gli occupati erano 160.313. In questi 6 anni, infatti, anche rispetto alla regione, gli occupati nella nostra provincia sono crollati dell’8,5%, in misura quasi tripla rispetto al calo marchigiano, pari ad un – 3%.

All’interno dell’incremento dei 6.000 occupati vi è una sostanziale differenza tra l’aumento dell’occupazione femminile e quella maschile: quest’ultima infatti è cresciuta soltanto di circa 700 unità, rispetto all’incremento dell’occupazione femminile pari a 5.300 unità.

Simona Ricci

Simona Ricci

Diminuiscono, conseguentemente, i disoccupati che passano dai 20.053 del 2016 ai 14.378 del 2017, segnando un -28,3% e un recupero territoriale rispetto alla regione Marche nella quale i disoccupati diminuiscono solo di un -1,1%, restando alla significativa quota di 72.733.

In attesa di rielaborazioni più dettagliate, per settori e per età, vale la pena sottolineare come, in base ai dati dei flussi sulle assunzioni dei Centri per l’impiego, la qualità dell’occupazione continui a peggiorare: troppi i lavoratori a termine e quelli in somministrazione che insieme costituiscono oltre la metà delle assunzioni. Quelle con contratto a tempo indeterminato sono solo una su 10. L’Italia, lo ricordiamo, è l’unico paese europeo ad essere ancora lontano dal numero di occupati ante crisi, occupati intesi per unità lavorative a tempo pieno. Ne mancano all’appello ancora ben un milione e mezzo di unità.

Alle imprese, almeno a quelle che stanno cavalcando l’onda della ripresa economica investendo su se stesse, chiediamo di dare un segnale di fiducia non solo al mercato ma alle persone che con loro collaborano e lavorano. La fiducia nel futuro è soprattutto la possibilità di lavorare senza dover guardare se nel cellulare ti è arrivato il messaggio dell’agenzia di somministrazione per la conferma o meno del tuo contratto di lavoro settimanale.

*Segretaria Generale Cgil Pesaro Urbino

 

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