MotoGP: Addio, Lugano bella – Seconda Parte

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23 marzo 2018

Massimiliano Garavini e Maurizio Bruscolini

guardia-di-finanza1-650x412Continuano ad arrivare notizie su quella che sta diventando una vera e propria spy story finanziaria in salsa motociclistica. Avevamo anticipato il fatto che le autorità italiane avessero richiesto ai team la documentazione fiscale relativa ai rapporti in essere con IRTA, l’associazione che riunisce le squadre che partecipano al motomondiale (rileggi qui prima parte dell’articolo MotoGP: Addio, Lugano Bella). Il motivo di questo interessamento, relativo al periodo 2011-2016, andrebbe ricercato nelle politiche di contrasto all’evasione. Siamo venuti a conoscenza che gli accertamenti posti in essere dalle autorità italiane rispondono a una precisa direttiva comunitaria: sarebbe stata direttamente la Commissione Europea a richiedere alle singole polizie tributarie nazionali di intervenire sui team, affinché chiarissero la propria posizione in merito ai pagamenti ricevuti da IRTA. Perché tutto ciò? Perché Londra e Bruxelles, per motivi diversi, hanno deciso di inasprire i controlli e la repressione di reati legati all’evasione o all’elusione fiscale. Le autorità europee hanno delegato alle autorità nazionali il compito di raccogliere la documentazione che servirebbe a dimostrare non solo la correttezza del rispetto delle regole comunitarie in materia di diritto tributario, ma che non si siano verificate pratiche scorrette che abbiano favorito in qualche modo la promozione o la facilitazione di evasione o elusione fiscale all’interno degli stati membri. Stando a quanto sappiamo, i manager dei team coinvolti hanno avuto otto giorni per collezionare i “mastrini” – i prospetti delle operazioni di conto, con addebiti e accrediti – e compilare un questionario che andrà trasmesso direttamente a Bruxelles. Le squadre quindi rappresenterebbero solo l’ elemento di una più articolata catena. L’ultimo. Come sottolinea il quotidiano britannico “The Guardian”, da gennaio 2019 entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo per il contrasto all’elusione; a questo proposito si legge: «laddove ci sono diversi intermediari nella catena, uno sarà obbligato ad assumersi la responsabilità della pubblicazione della documentazione. E nel caso in cui tutti gli intermediari della catena si trovino al di fuori degli stati membri europei, l’obbligo di divulgazione ricadrà sul fruitore». A breve pubblicheremo altri aggiornamenti.

 

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