Fatture elettroniche, problemi per le piccole imprese. Cna invoca una proroga dell’entrata in vigore

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27 marzo 2018

PESARO – Le fatture elettroniche? Per molte imprese, specie per le micro e piccole, un ulteriore grattacapo. L’obbligo di emetterle, infatti, non dovrà significare costi aggiuntivi per le imprese stesse, e dovrà partire solo dopo un adeguato periodo di sperimentazione.

È la posizione sostenuta dalla CNA in occasione del Forum sulla fattura elettronica presso l’Agenzia delle entrate.

La CNA, in particolare, pone sei questioni:

  1. occorre limitare al massimo le informazioni da indicare in fattura;
  2. va costruito un metodo di recapito alternativo alle fatture elettroniche che dovrà funzionare in caso di blocchi del sistema fatture-elettroniche-640x342dell’Agenzia delle entrate;
  3. le imprese devono avere la possibilità di indicare la PEC (posta elettronica certificata) del proprio intermediario sia per ricevere le fatture passive sia per le fatture attive;
  4. la data di emissione della fattura deve essere quella indicata dalla fattura stessa, e il nuovo sistema dovrà limitarsi al ruolo di postino, senza porre termini per la generazione della fattura;
  5. bisogna abolire l’obbligo di apporre la firma digitale alla fattura elettronica;
  6. occorre che il sistema garantisca la conservazione elettronica delle fatture sia per gli adempimenti fiscali che per quelli di tipo civilistico.

“La digitalizzazione della contabilità è un vero passaggio epocale – sostiene la CNA – ma per garantire che non arrechi problemi seri alle imprese occorre una proroga dell’entrata in vigore.”

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