Vuelle, tutto nelle ultime sei: la lotta salvezza dopo il ventello rimediato a Varese

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2 aprile 2018

vuelle contro bresciaPESARO – Se fosse già entrato in vigore il nuovo regolamento, quello che dal 2019-20 vedrà due formazioni retrocedere in serie A2, Pesaro e Capo d’Orlando sarebbero già virtualmente spacciate e, onestamente, sarebbe giusto così, soprattutto dopo averle viste dare il loro peggio sabato, con i siciliani che hanno rimediato 48 punti di passivo a Trento e i pesaresi prenderne una ventina a Varese, anche se le due partite ci hanno lasciato sensazioni differenti. La Betaland ci è apparsa la classica squadra “no gain, no game”, con quel pensiero strisciante che non sempre tutto sia sotto controllo dal punto di vista economico e, in una squadra infarcita di stranieri, che al 99% l’anno prossimo saranno da un’altra parte, il pagamento puntuale delle mensilità conta come e più di uno schema ben eseguito.

Discorso diverso per la Vuelle, dove su questo aspetto non ci sono problemi, ma che onestamente ci sembra, in questo momento, meno attrezzata della maggior parte delle avversarie, visto che non riesce più a rimanere dalle loro parti, come accadeva fino a qualche giornata fa, ma si arrende quasi subito, rimediando un ventello nel primo tempo, senza troppe speranze di porre rimedio alla situazione, soprattutto con una rotazione così corta come quella attuale, dove lo starting five è costretto a rimanere sul parquet per oltre trenta minuti e la panchina continua ad essere la meno produttiva del campionato, con i soli Monaldi ed Ancellotti ad uscirne, insieme al 19enne Serpilli ed il loro apporto medio finora è stato di appena dieci punti.

Massimo Oriani ieri, sul suo pezzo sulla Gazzetta dello Sport, parla di campionato falsato, visto che la Betaland continua a rimediare passivi pesanti da tre mesi a questa parte e che dei dieci giocatori che hanno iniziato il campionato ne sono rimasti solamente due. Noi la vediamo in maniera differente, innanzitutto perché il regolamento glielo consente, prevedendo fino a 16 tesseramenti stagionali e, soprattutto perché l’attuale roster siciliano è più forte di quello che aveva iniziato il campionato, con giocatori del calibro di Nick Faust, Adam Smith e Stojanovic che farebbero la fortuna di molti club, e purtroppo è più forte di quello della Vuelle, che rimane ancora aggrappata alla speranza salvezza, solo in virtù della vittoria soffertissima ottenuta contro la Betaland al supplementare, ma se vi ricordate di quella partita, non potere né restare tranquilli, né pensare che Pesaro sia la più attrezzata delle due contendenti.

Poi contano anche le motivazioni extra cestistiche e se in Sicilia risolveranno le cose, nulla vieta ai giocatori di coach Di Carlo di vincere un paio di partite delle sei rimaste, e visto che in caso di parità, sarebbero loro a salvarsi. Continuiamo ad esser convinti che sia Pesaro la più a rischio delle due, visto che alla fine perdere di dieci o cinquanta non fa tutta questa differenza e che, soprattutto, la partita che la Betaland doveva vincere con ampio scarto è già stata giocata lo scorso 5 novembre e quel meno 17 rimediato dalla Vuelle, rischia di essere decisivo per le sorti del campionato.

Un calendario bizzarro, prevede che Capo d’Orlando, domenica prossima, ospiterà proprio Varese e che delle cinque altre avversarie rimaste da affrontare nelle prossime partite, tre siano in comune – Avellino, Venezia e Cantù – e le due che potrebbero sparigliare la situazione, siano quella casalinga della Vuelle contro Pistoia domenica prossima e quella della Betaland a Brindisi tra 15 giorni, dato che, guardando una classifica, dove 12 delle 16 squadre possono ancora ambire ai playoff, la The Flexx e la Happy Casa sono le uniche due squadre ad non avere più niente da chiedere al campionato, essendo già virtualmente salve e troppo distanti dall’ottavo posto. Domenica prossima la Vuelle dovrebbe essere finalmente al completo e, giocando alle 18.30, saprà già il risultato della Betaland, che inizierà il suo match alle ore 17, in un doppio impegno casalingo, che potrà dire molto sulle possibilità di salvezza delle due formazioni.

I PIU’…

Eric Mika
Se dovessimo fare un solo nome, su chi sia il giocatore più migliorato della Vuelle rispetto al mese di ottobre, faremmo certamente il suo, visto che Eric ha finalmente capito che il suo meglio lo produce dentro l’area, rinunciando a quelle conclusioni dai quattro metri dall’alto coefficiente di difficoltà, mentre vicino al ferro, la sua tecnica può e deve fare la differenza e non è casuale che la sua percentuale dal campo, sia la migliore della Vuelle.

Rimbalzi
Pesaro ne cattura 40 contro i 33 di Varese, di cui ben 18 offensivi, numero certamente “falsato” dalla cattiva percentuale al tiro biancorossa, ma che conferma come questa Vuelle, quando abbia voglia, sia capace di farsi valere dentro l’area.

Tiri liberi
14 su 17 dalla lunetta per Pesaro, statistica probabilmente “falsata” da un risultato mai in bilico, che ha reso il pallone più leggero, ma essendo il tiro libero, anche un gesto meccanico da ripetere all’infinito, abituarsi ad infilarlo nella retina non può che essere un fatto positivo.

…E I MENO DELLA SFIDA VARESE-PESARO

Tiro da tre
6 su 27 totale e se togliamo le 4 infilate da Clarke e quella messa all’ultimo minuto da Bocconcelli, il resto della compagnia ne ha segnate solamente una – con Bertone – su 15 tentativi, troppo poco e troppo spesso.

Andrea Ancellotti
Possiamo anche capire che in serie A1 ci siano fior di atleti, che gli impediscono di fare la voce grossa sotto canestro, ma se sei alto 212 centimetri e sei ad un metro dal ferro, la logica ti obbliga a provare a tirare la palla verso la retina, altrimenti metti in difficoltà i tuoi compagni, che non si aspettano un passaggio e che la prossima volta ci penseranno due volte, prima di ripassarti il pallone.

Palle recuperate
Se difendi male, non puoi pretendere di recuperare troppi palloni e i soli cinque rubati a Varese ieri sera, certificano che la maggior parte dei problemi della Vuelle nascano proprio dalla fase difensiva.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Nel consueto articolo prepartita, pubblicato il venerdì dal nostro sito, ci eravamo concentrati sul rendimento di Omogbo e Ceron, per giudicare l’operato del nuovo allenatore Cedro Galli e purtroppo le cose, sotto questo punto di vista, non sono andate benissimo. Il capitano e il nigeriano, infatti, sono i due giocatori più umorali di questa Vuelle, quelli che risentono di più dei fattori esterni e di quello che accade sul parquet. Il capitano, nel girone di ritorno, ha segnato solo una tripla, con Torino, fallendo le altre 20 tentate, e se le cifre non raccontano sempre tutto, non si può negare che Ceron sia entrato in uno stato di crisi e che, per uscirne, dovrà lui per primo risolvere i suoi problemi caratteriali, dato che sembra proprio lui, il primo ad essere consapevole che le sue triple non troveranno mai il fondo della retina. Per produrre punti nelle ultime partite, deve sperare nella clemenza della terna arbitrale, che molte volte gli fischia un fallo a favore nelle sue entrate rugbistiche verso il ferro avversario, quando si infila il pallone sotto braccio e parte senza sapere dove arriverà, ma non sempre arbitri ed avversari cadono nella trappola e spesso finisce per perdere il pallone od eseguire tiri sconclusionati verso il tabellone.

Omogbo, invece, continua ad essere un enigma irrisolvibile fin dallo scorso ottobre e tutte le triple che non si prende Ceron, se le prende lui, visto che nel girone di ritorno ne ha tentate 29, segnandone appena 7, perché se ti dicono che devi diventare un tiratore, da qualche parte devi pur cominciare, peccato che Manny rimanga il miglior rimbalzista del campionato, anche se attualmente è il secondo della classifica dietro a Burns, ma virtualmente è sempre il leader della categoria, soprattutto perché ne cattura quasi dieci a partita, senza troppa applicazione, come uno studente che ormai la materia la sa e non vuole più studiarla, spostando la sua soglia di attenzione, scarsa per la verità, su un altro capitolo del programma scolastico.

E se hai due studenti indisciplinati, sta al professore fare in modo che non rovinino il resto della classe e tra i gravosi compiti, che aspettano coach Cedro Galli nelle prossime sei partite, c’è anche quello di rimettere in riga Ceron ed Omogbo, dotati in ogni caso di quell’imprevedibilità che può spezzare l’equilibrio di una partita, ma purtroppo finora sono stati troppo indisciplinati per poterli promuovere e dovranno alzare subito la loro media, altrimenti insieme a loro, sarà tutta la Vuelle a dover ripetere l’anno, col piccolo problema di doverlo fare in una scuola di categoria inferiore.

DAGLI ALTRI PARQUET

In attesa del big match pasquale tra Venezia ed Avellino, Milano consolida il suo primato, dopo la bella vittoria ottenuta su Reggio Emilia, risale al terzo posto Brescia, che fa suo il derby contro Cantù, mentre Trento, grazie alla larga vittoria ottenuta su Capo d’Orlando, aggancia al quinto posto Bologna, sconfitta abbastanza nettamente a Cremona, con la Vanoli che affianca a quota 24 punti Cantù, Sassari, battuta al supplementare da Brindisi, con i pugliesi che raggiungono la salvezza virtuale, e Torino, che certifica il suo stato di crisi, dopo la sconfitta casalinga subita da Pistoia.

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